NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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A colloquio con il maestro Carrisi che da Bologna è tornato definitivamente a Vicenza

Egli è stato benemerito promotore di un eccezionale concerto al Teatro Olimpico, in cui sono stati acclamati i protagonisti una ventina di giovani giapponesi, selezionati in varie scuole di musica da una commissione di cui egli è stato presidente

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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A colloquio con il maestro Carrisi che da Bologna

Il M° Carmine Carrisi, salentino di nascita (Castiglione di Andrano in provincia di Lecce), ma vicentino dal 1970, dall'inizio dello scorso anno accademico ha lasciato il suo lungo incarico (ben 19 anni!) di direttore del Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna, dopo un precedente incarico direttivo triennale al Conservatorio "B. Maderna" di Cesena, ed ora, a tempo pieno nella città di adozione, ha ripreso la sua attività di promotore musicale, pronto a mettere a disposizione i frutti delle sue ricche esperienze nazionali e internazionali.

Nel suo lunghissimo curriculum in particolare evidenza la formazione musicale pianistica, clavicembalistica e organistica, iniziata ancora da bambino e perfezionata poi nei Conservatori di Roma, Padova, Venezia, Milano e all'Accademia Chigiana di Siena, dedicandosi anche a studi di composizione e direzione orchestrale e divenendo titolare di cattedra di Lettura della Partitura nello stesso Conservatorio "G. Verdi" di Milano.

Sotto la sua direzione l'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Bologna ha potuto realizzare numerose opere liriche e svolgere un'articolata attività concertistica anche in varie città europee, avendo persino l'onore di animare, insieme con il Coro delle Voci bianche della Polonia, dell'Australia e dell'Antoniano di Bologna, il concerto d'apertura del Giubileo del 2000 nella Sala Nervi in Vaticano.

Sulla scia delle numerose partecipazioni, come Presidente o Commissario, a concorsi nazionali e internazionali, lo scorso mese di luglio è stato il benemerito promotore di un eccezionale concerto al Teatro Olimpico di cui sono stati acclamati protagonisti una ventina di giovani giapponesi, alcuni anche giovanissimi, selezionati in varie scuole di musica nipponiche da una Commissione di cui anch'egli, da dodici anni, fa parte come Presidente.


Bentornato definitivamente a Vicenza, M° Carrisi: chi ha partecipato alla serata giapponese, oltre a rimanere meravigliato per l'elevata qualità delle esecuzioni, per l'eleganza dei vestiti e per la raffinatezza del portamento degli interpreti, ha anche intuito che le Sue relazioni con le scuole di musica giapponesi sono ben radicate. Che cosa le ha promosse?

«In occasione della mia prima tournée come direttore d'orchestra, ho avuto modo di visitare alcune scuole e università ed ho notato subito la serietà e la disciplina con cui veniva affrontato lo studio dei vari strumenti. Inoltre ho avuto modo di conoscere e stringere amicizia con il promotore di molte iniziative musicali, il M° Makizo Nakagawa, Presidente dell'Associazione Italo Giapponese da molti anni, operativa a livello nazionale ed internazionale».

Altre esperienze straniere che ricorda con particolare gratificazione?

«Ho avuto molte esperienze, soddisfazioni e gratificazioni in diversi paesi in Europa e a livello internazionale. Posso citarne alcune: in Brasile, quale direttore d'orchestra, con repertorio sinfonico, relatore in conferenze e docente in master-class presso università; in Argentina (Cordoba), in Giappone (Osaka, Nagoya, Tokio, Kyoto), in vari paesi europei, come Austria, Yugoslavia, Repubblica Ceca, Slovacchia, ecc. Ricordo ancora in particolare l'inaugurazione del festival dedicato a Rossini nella città di Wildbad, in Germania, con l'Orchestra Regionale del Veneto della G.M.I.. Sempre in Germania ho diretto l'Orchestra del Conservatorio bolognese in molti concerti (a Stoccarda, Felbach, Tubingen ecc.)».

Lei, come direttore del Conservatorio di Bologna, ha promosso anche interessanti convegni internazionali sui rapporti tra Istituzioni di Alta Formazione e in particolare sulla Riforma dei Conservatori. Un Suo giudizio sulle trasformazioni ancora in atto?

«In qualità di direttore del conservatorio "G. B. Martini" di Bologna, ho avuto la possibilità di promuovere molte iniziative di livello nazionale ed internazionale. Tra i temi trattati: "I conservatori e nuove professionalità", "La rossiniana 2", "Le biblioteche musicali in Italia". In particolare il mio Conservatorio si è interessato molto della riforma in Italia, promovendo seminari, dibattiti, convegni e conferenze dove sono intervenute numerose personalità della cultura e della politica. Determinante è stato il nostro apporto alla riforma dei Conservatori. Purtroppo dopo 10 anni non è stato ancora raggiunto del tutto il traguardo europeo. Molti obbiettivi sono stati raggiunti, mancano però alcune cose fondamentali, vedi l'equiparazione dei titoli di studio a livello europeo ovvero l'omogeneità dei programmi di studi».

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