NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La TAV passerà sotto i Colli Berici?

È la proposta della Lega Nord che giudica troppo lontano dal centro il passaggio a sud ed impraticabile l'ipotesi quadruplicamento e passaggio nella stazione dei treni attuale. La posizione di Assindustria Vicenza

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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La TAV passerà sotto i Colli Berici?

«L'alta capacità ferroviaria a Vicenza non è perduta». Il sindaco Achille Variati sta davvero esaurendo la pazienza e cerca di stringere per dare definizione ad un progetto che possa poi dare la stura al finanziamento governativo. Troppo importante la TAV per il vicentino. Troppo importante restare agganciati alle assi di collegamento ferroviario veloce sia in ottica nazionale che oltre le Alpi. Non solo. Le pressioni dai più variegati mondi, tra i quali quello economico, aumentano e serve dare una risposta definitiva in tempi brevi.

«C'è un progetto presentato al Cipe nel 2006 che aspettava solo di essere finanziato. Se ora siamo tornati a concertare sulla TAV a livello locale è solo per senso di responsabilità: stiamo, infatti, cercando di proporre un'alternativa che abbia costi più accessibili e con ancor meno impatto ambientale di quella ufficiale, così il governo non avrà più alibi», si pensa a Palazzo Trissino.

«Il Veneto non ha trovato unità di intenti» bacchetta però il senatore della Lega Nord Paolo Franco che si mette alle spalle il progetto Galan. «Bisogna riprendere in mano la tutta la questione e il presidente della Regione Luca Zaia lo sta già facendo in questi giorni. A breve sarà indetta una nuova conferenza dei servizi. Credo che Zaia abbia la volontà di risolvere questo nodo. La Tav è necessaria. Molti i progetti presentati, in passato: è vero che vi era un progetto che aveva trovato adesione, ma la litigiosità degli enti locali non ha giovato. Era un progetto che aveva lacune. Non voglio gettare la croce addosso a Galan, ma in quegli anni è mancata unità, la reale volontà di coordinarsi per progetto univoco. Bisogna ripartire, definire un percorso ed il nodo Vicenza rappresenta una nota critica da risolvere».

Servirà un'altra conferenza, dunque, per dipanare la matassa: «Vicenza deve avere la possibilità di agganciarsi velocemente tramite metropolitana di superficie alla Alta Velocità, anche perché non è pensabile un attraversamento per la stazione attuale. L'idea può essere di passare sotto i Colli Berici in galleria con una navetta che in pochi minuti porti alla fermata Vicenza. Quindi escludo anche il passaggi a sud dei Berici. Serve una soluzione mediamente distante e meno onerosa con prossimità utile alla città. In questi giorni si stanno calendarizzando in Regione date per affrontare la questione in modo organico».

Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità, intanto, tenta di salvare il salvabile e inventa l'"Eurovignette", che dà alle Regioni la possibilità di aumentare i pedaggi autostradali a carico dei mezzi pesanti Euro 0 ed Euro 1, ossia i più inquinanti, che attraversano il loro territorio. Per capire quanto l'ipotesi sia seria, basti pensare che gli uffici dell'assessorato hanno già predisposto la delibera con cui si affida ad una società di consulenza lo studio di quanto il Veneto potrebbe introitare con la tassa antismog sul traffico di transito.

«La questione è molto semplice - spiega Chisso - Nel 2006, insieme a Galan, abbiamo portato al Cipe un progetto per l'alta velocità che prevede un finanziamento di 3 miliardi per la rete ferroviaria da Verona a Padova, più altri 2 miliardi per risolvere i nodi di Vicenza e della città del Santo. Ebbene, le chance di realizzazione dell'opera, con i chiari di luna che ci sono adesso, è zero. Se pensiamo di andare a Roma e tornare a casa con le valigie piene di soldi, stiamo freschi. Servono altre soluzioni, le sinergie pubblico-privato e l'Eurovignette possono esserlo».

«La posizione di Confindustria è chiara -spiega Rodolfo Mariotto, vicepresidente di Assindustria di Vicenza- Serve un passaggio non troppo lontano dalla città, ad esempio, nei pressi della Autostrada, facilmente raggiungibile e con aree di sosta per le auto ed infine in interconnessione con la Provincia. Sino ad ora si è parlato di 1 miliardo e 700 milioni per il sottopasso Vicenza, noi sappiamo che le soluzioni tecniche sono disponibili a cifre inferiori. Questo tabù galleria non ha ragione d'essere, la Tav se progettata con tecniche moderne ha un ridotto impatto ambientale e meno costo rispetto a quello prospettato da RFI». Il passaggio però deve essere tangente alla città, non ha senso pensare ad una ipotesi a sud dei Berici. «Bisogna che RFI si attivi immediatamente, come  mandato del CIPE. Si confronti con le forze locali e si cominci ad agire. Siamo agli sgoccioli; vi è una verifica a fine anno della Commissione Europea che dà i fondi. È possibile perdere i finanziamenti europei. Siamo preoccupati. Il Ministro dice che RFI sta progettando, noi pensiamo che non sia vero. Da una ricognizione fatta in Parlamento a  luglio, risulta che la tratta Verona- Padova è ferma. Che qualcuno si dia finalmente da fare! È impensabile che il Veneto e Venezia anche dal punto di vista turistico non siano collegati ad Ovest».

La posizione dei politici nostri sulla questione TAV quale è? Sentiamoli.

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