NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Parte il 12 novembre al Teatro Civico Astra di Schio la nuova stagione di spettacoli aperta da Ottavia Piccolo

Annalisa Carrara, curatrice del programma, presenta il nuovo cartellone che dopo la grande attrice con “Donna non rieducabile” vedrà come secondo appuntamento Paolo Rossi

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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SchioTeatro

Sarà l'attrice Ottavia Piccolo con la sua intensa interpretazione di "Donna non rieducabile" ad inaugurare il 12 novembre la nuova stagione 2010/2011 di Schio Grande Teatro, la prima della rinnovata Fondazione Teatro Civico che porta all'Astra un programma nato dal confronto con gli spettatori attraverso questionari e indagini sui gusti e le tendenze. Tra i protagonisti della rassegna ci saranno anche Paolo Rossi, Alessandro Bergonzoni, la Banda Osiris, Ale&Franz e un appuntamento con la grande danza, oltre al ritorno della rassegna dedicata al teatro Veneto. Il cartellone darà spazio, in dieci appuntamenti, a generi e protagonisti diversi. La nuova stagione offrirà infatti la possibilità di riflettere attorno ai grandi temi del contemporaneo, senza dimenticare però la leggerezza della risata e soprattutto il valore fondamentale del teatro inteso come luogo di incontro e confronto tra le persone.

«Il pubblico di Schio - sottolinea Annalisa Carrara, curatrice della stagione - è in possesso di quell'intelligenza critica per amare il teatro in modo incondizionato, ricreando la magia dello stare assieme. Viviamo in un'epoca in cui, ogni giorno di più, si sta perdendo il senso di comunità, in cui quella dimensione di appartenenza ad un luogo, ad una società di esseri umani, si sta assottigliando inesorabilmente. E allora viva il teatro, che come sosteniamo da sempre, è prima di tutto luogo di incontro e di arricchimento culturale». In attesa della restituzione alla città del prestigioso Teatro Civico, prevista per il 2012, il nuovo cartellone costituisce il primo passo verso quell'idea di "impresa culturale" che è tra gli obiettivi della Fondazione stessa, di concerto con l'amministrazione comunale che ne è la prima sostenitrice: ovvero, il proporsi come soggetto di alto profilo per lo sviluppo delle arti sceniche e dello spettacolo dal vivo a Schio. «La stagione dialogherà quest'anno sui temi della collettività attraverso l'arte di due protagonisti assoluti come Ottavia Piccolo e Paolo Rossi, primi due appuntamenti del cartellone - commenta l'assessore alla promozione della Cultura del Comune di Schio Pit Formento - Un inizio importante per un percorso che si preannuncia prezioso, frutto di un sentire comune e intelligentemente in ascolto delle molte anime della nostra città».

Inaugura la rassegna dunque, venerdì 12 novembre, Ottavia Piccolo con "Donna non rieducabile", memorandum teatrale su Anna Politkovskaja, in cui l'intensità e il pathos dell'attrice evocheranno la vicenda della giornalista russa uccisa con un colpo di pistola nell'ascensore del suo palazzo nell'ottobre del 2006. Dopo il crollo del regime sovietico, la Russia sembrava avviata verso una nuova democrazia. L'assassinio di Anna ha allungato un'ombra terribile su questa illusione. Non era una militante politica, era una giornalista. E una donna, senza alcuna mira di potere o altro, se non quello di portare avanti con tenacia e determinazione il proprio mestiere. Il suo fu uno sguardo aperto, senza prevenzioni né compromessi, su quanto avveniva nel suo paese, partendo dalla lontana Cecenia, per arrivare a incontrare i momenti più terribili della recente storia russa, dalla strage al Teatro Dubrovka di Mosca, a quella nella scuola di Beslan.

«Non è un monologo tradizionale - spiega l'attrice altoatesina di nascita - ma uno spettacolo di grande forza. Racconto il mestiere del giornalista in una situazione estrema. Si tratta di quadri, istantanee del lavoro della Politkovskaja, della sua vita di donna, moglie e madre. È quello che ci fa dire che lei era una giornalista vera, in una democrazia falsa». Ne scaturisce un evento di grande intensità poetica, in cui l'attrice dà voce allo smarrimento, all'orrore, alla dignità e, in fondo, all'ironia del personaggio, con la forza e il coraggio di chi interpreta il teatro come desiderio di conoscenza.

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