NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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Da 20 ore a 70 minuti, danzando

La compagnia di Beijing protagonista al Comunale alla prima della stagione di teatro

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Dance theater

La stagione della danza del Teatro Comunale di Vicenza si è aperta domenica 7 novembre con lo spettacolo "Stirred from a dream", portato in scena dalla compagnia Beijing Dance Theatre ( scelta dal Ministero della Cultura Cinese per rappresentare la Cina in occasione dell'Anno della Cultura Cinese in Italia nel 2010 ) ad opera della giovane coreografa Wang Yuanyuan. Celebre per aver coreografato il gala di apertura delle ultime olimpiadi in Cina, ha inoltre collaborato più volte con il pluripremiato regista Zhang Yimou. Lo spettacolo andato in scena al TCVI era una prima in esclusiva regionale e ha conquistato il pubblico grazie a una scenografia raffinata, a un sapiente uso delle luci e a un'eccellente performance dei danzatori. Le musiche sono state un vero e proprio crossover tra musica tradizionale cinese, decisamente estranea alla nostra cultura musicale, e elementi più legati all'elettronica internazionale, facilmente riconoscibile anche a chi non frequenta generi musicali mainstream. Il risultato è un amalgama ben riuscito di tradizione e internazionalità senza scadere nello scontato. Lo spettacolo che abbiamo visto è tratto da una delle opere tradizionali cinesi tra le più famose intitolata "Il padiglione delle peonie", scritta da Tang Xianzu sotto la dinastia Ming, andata in scena per la prima volta nel 1598. Fa parte del ciclo dei "Quattro sogni" e appartiene al genere Kunqu. In questo genere la musica è essenziale e si esprime con arie cantate e recitativi, caratterizzati da componimenti poetici di elevata qualità. Le musiche non vengono scritte per l'opera, ma vengono scelte dall'autore da un repertorio già esistente. Personaggi, scenografie, costumi, gestualità degli attori, sono rigidamente codificati. Nel 2001 il genere Kunqu è stato riconosciuto dall'UNESCO come Capolavoro del Patrimonio Orale e Intangibile dell'Umanità. La storia raccontata nel "Padiglione delle peonie" narra di una giovane nobile che un giorno si ferma a riposare in giardino. In sogno, le appare un giovane bellissimo che lei non conosce e del quale si innamora. Una volta svegliata, il suo sogno svanisce e non trovando nella realtà la felicità onirica, muore di malinconia. La sua ricerca però continua anche dopo la morte e lei vaga come fantasma nel giardino dove ora vive il suo innamorato. Il giovane la riconosce e decide di riportarla in vita. Soggetto a molte rivisitazioni moderne, "Il padiglione delle Peonie" è stato più volte riadattato sia per il teatro che per il cinema e portato in scena anche in Occidente. La coreografa Wang Yuanyuan, considerata una delle più importanti danzautrici contemporanee non solo in Cina, ha per la prima volta sperimentato nel suo paese la commistione tra tradizione e modernità. Con "Stirred from a dream" ha creato un esempio tangibile di dialogo culturale tra linguaggi e codici differenti e apparentemente incompatibili tra loro, decisamente internazionale, ma rispettoso delle caratteristiche peculiari che possono essere riconosciute come estranee al nostro immaginario occidentale. Uno spettacolo riuscito, decisamente molto godibile sul piano visivo e interessante per chi ama approcciarsi a culture differenti. Abbiamo incontrato l'artista.

 

In questo lavoro lei cerca di riassumere questa importante opera "Il padiglione delle peonie". L'originale dura 20 ore, la sua versione 70 minuti. Che tipo di processo ha seguito per fare una versione così ridotta, paragonandola alla lunghezza originale?

Wang Yuanyuan: «La versione originale è appunto molto lunga e io ne ho preso solo una parte: la ragazza sogna il suo amore e poi muore e torna a nuova vita dalla tomba. L'anima delle persone vive per sempre, la vita del corpo è solo un periodo, la differenza è questa. Quello che penso io è che il corpo arrivi dai genitori per un breve periodo, ma che si possano avere molte vite e io ho lavorato su questo: lo spirito vive per sempre e l'ispirazione dell'amore e dell'anima nel corpo è per sempre».

La cultura cinese è da molto tempo molto influente in occidente, però la gente non è ancora molto consapevole riguardo alle vostre opere. Come reagiscono le persone quando vedono i suoi lavori?

«Stirred from a dream è la prima volta che lo portiamo fuori dalla Cina. Le mie altre opere sono molto più contemporanee di questa, che è più tradizionale e ha molti elementi cinesi operistici. È stata scritta nello steso periodo di "Romeo e Giulietta" e davvero m piacerebbe sapere cosa ne pensa la gente. Le altre mie opere contemporanee che abbiamo portato a Copenhagen e in Svezia sono molto piaciute».

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