NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il viaggio di una scrittrice vicentina nel mondo della chirurgia estetica

“1001 buoni motivi per rifarsi… confessioni di una maggiorata pericolosa” è il libro di Monica Micheli Panozzo, scritto come un diario su un tema scottante

di Laura Campagnolo
laura@vistyle.info

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Il viaggio di una scrittrice vicentina nel mondo d

Un diario, un manuale, una raccolta di riflessioni su un tema scottante e sempre attuale nell'universo femminile: la chirurgia estetica. Il viaggio di una vicentina, Monica Micheli Panozzo, attraverso una scelta, da non prendere sotto gamba, che le ha cambiato la vita... in meglio! Non solo ironia ed estetismo, ma anche medicina e salute: un messaggio di solidarietà rivolto a tutte quelle donne che, purtroppo non liberamente, hanno dovuto far ricorso alla chirurgia plastica! E un in bocca al lupo all'amica Sabry, che dovrà sottoporsi ad un intervento di asportazione della mammella...        

 

Questo libro, ironico sguardo sul mondo della chirurgia estetica, già dal titolo rivela il suo carattere di "confessione". In che modo si avverte il senso intimo di quello che viene svelato? In quali passaggi viene chiamata in ballo la tua esperienza personale?

«Come ho precisato in una postilla all'inizio del libro, ogni riferimento a fatti e persone NON è puramente casuale: è tutto vero... a parte le poppe, s'intende. Addirittura la prima ipotesi di titolo era Tutto vero tranne le tette, parodiando il libro di Faletti Niente di vero tranne gli occhi. In seguito ho pensato che 1001 si sarebbe maggiormente prestato ad un'interpretazione grafica ironica, come infatti è stato, grazie all'incredibile sinergia creatasi con l'illustratore Alessio Atrei, autore delle vignette contenute nel pamphlet. Devo ringraziare un caro amico che, assistendo divertito a ripetuti episodi esilaranti scatenati dalle "nuove inquiline", mi suggerì di raccogliere in una sorta di diario di una neo-maggiorata gli eventi più significativi. Così ho fatto ed il risultato è una specie di ricerca antropologica. Penso mi proporrò per il Nobel... Per ovvi motivi legali, mi sono permessa di omettere delle informazioni chiave che permettessero di identificare alcuni dei protagonisti. Ciò vale in particolar modo per un personaggio molto noto, sulla cui integrità non avrei esitato a mettere la mano sul fuoco. E invece...!».

Quali sono, dunque, i "1001 motivi per rifarsi"?

«Se li svelassi tutti ora, sarei rovinata! Facciamone bastare uno tra i più importanti: quando esci di casa, poco importa che si notino la ricrescita o le borse sotto gli occhi, perché non è certo lì che cadranno gli sguardi...».

Non si parla solamente di estetica, ma si affronta anche l'aspetto medico di un intervento al seno, magari dopo l'asportazione di un tumore...

«Sono la persona più ingenua che conosca e decisamente la meno dotata di tatto. Fatto sta che proprio nel periodo in cui terminavo la prima stesura di 1001, una cara amica scoprì di avere un carcinoma alla mammella. Per tentare di risollevarle il morale, non trovai niente di meglio da fare che inviarle la bozza, non calcolando che potesse essere una mossa a dir poco indelicata.

Con mia grande sorpresa, invece, mi inviò una lettera scritta a mano, perciò ancora più preziosa e che conservo gelosamente, nella quale mi ringraziava per il sostegno e mi invitava ad estendere l'argomento a tutte quelle donne - moltissime, sfortunatamente - che non scelgono di rifarsi per una mera motivazione estetica, ma vi sono costrette in seguito ad accadimenti molto spiacevoli, come un tumore. In questi casi, il percorso psicologico di accettazione delle protesi è complicatissimo e doloroso, in quanto, per l'appunto, dettato da una necessità esterna alla propria volontà.

Così ho seguito il suo consiglio e mi sono rivolta, con notevole faccia tosta, alla LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) di Prato, dove ho incontrato un'altra meravigliosa amica, Valentina Nardi, che ha stravisto subito per il progetto e mi ha garantito il supporto della sede, alla quale andrà parte dei proventi della pubblicazione. Proprio in virtù di questa inaspettata collaborazione, il libro include un'appendice in cui, sempre in modo ironico e leggero, insegno la pratica dell'autopalpazione, con l'intento di avvicinare soprattutto le ragazze più giovani. La prevenzione è vita!».

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