NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Lo “Sghiratto” ritorna in una mostra sulle nobildonne del ‘500 a palazzo Thiene

Nell’esposizione “capolavori che ritornano” il prezioso ritratto di Livia Barbiadi Belgioioso con la figlia Anna Leonora Sanvitale ripropone una pelliccia gioiello di cui oggi si è perduta la memoria

di Resy Amaglio

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Lo “Sghirotto” ritorna in una mostra sulle nobildo

Un'opera d'arte costituisce per se stessa una fonte di emozioni. Ve ne sono però alcune che per il loro contenuto,-eventi, personaggi-, possiedono un potere evocativo particolare, inducendo il pensiero a ripercorrere sentieri spesso dimenticati, lontani nel tempo, e che invece ancora ci appartengono, fosse pure perché inscritti nell'ombra proiettata da storici palazzi sui marciapiedi della nostra quotidianità. Ciò avviene in maniera speciale quando a suscitare l'interesse è un ritratto. Nel ritratto si sommano elementi apparentemente disparati, tramite i quali è dato ricostruire tempi e modi di vita legati ad intere società, ma insieme vi si leggono segni rivelatori di più intime peculiarità. L'immagine rappresentata dice la persona attraverso i secoli, la "immortala," secondo il sentire comune, sicché l'arte la conduce sino a noi con un immutabile corredo di pregi e difetti sovente sconosciuti. E se accade che volti e figure non destino risonanza nella nostra memoria, tanto più vivo sorge il desiderio di indagare le vicende toccate loro in sorte.

Chi era dunque Anna Leonora Sanvitale, entrata oggi in effigie a far parte della collezione d'arte della Banca Popolare di Vicenza?

Ultimo tra i Capolavori che ritornano, il dipinto la ritrae bambina accanto alla madre, Livia Barbiano di Belgioioso, moglie di Giberto Sanvitale conte di Sala. Siamo ai primi anni Sessanta del Cinquecento: Livia morirà di lì a poco, lasciando scarsissime tracce di sé.

Giberto Sanvitale è persona di grande cultura umanistica; avviato in gioventù alla carriera ecclesiastica, tanto da divenire cameriere segreto di Papa Paolo III Farnese, viene chiamato però a guidare il casato di Sala alla morte dei fratelli maggiori. Un suo ritratto alla Rocca di Fontanellato ce ne restituisce le sembianze austere, lo sguardo attento sfumato di mitezza.

Due anni dopo la morte della moglie, Giberto sposa la giovanissima, bella e colta, Barbara Sanseverino; la quale riprende i fili del tessuto sentimentale ed educativo della bimba, la avvia all'adolescenza con affetto spontaneo e ne cura con attenzione le doti naturali, soprattutto musicali. Separate da un'esigua distanza d'anni, Barbara e Anna Leonora condividono le gioie di una vita gaia e brillante, distinguendosi per avvenenza e talenti fino a Roma. Qui si vorrebbe anzi che la fanciulla, ormai matura alle nozze, abbia incontrato il vicentino Giulio Thiene, aristocratico alla corte ferrarese degli Estensi, cui va sposa sul finire del 1575. Una favola. In realtà le intenzioni dei due sono inizialmente indirizzate altrove e il matrimonio viene abilmente organizzato dalle famiglie, come d'uso: il tutto si conclude comunque con soddisfazione degli interessati e contorno di feste riccamente partecipate. A Ferrara, dove la coppia abita a Palazzo Schifanoia durante il carnevale seguente la cerimonia, il fascino della giovane donna è celebratissimo.

Non dura a lungo, l'esistenza spensierata. Poche settimane dopo la nascita del suo secondo figlio, Ottavio, la ventiquattrenne Anna Leonora muore. Il conte di Scandiano seppellisce la moglie nell'antico borgo, noto anche ai nostri giorni per l'imponente Rocca che egli stesso ha ampliato e arricchito.

In questo matrimonio, che attraversa rapido ambienti estranei alla nostra città, sta il dettaglio piacevolmente intrigante del "ritorno" d'arte a Vicenza. Giulio Thiene è infatti rispettivamente figlio e nipote di Ottavio e Marc'Antonio, nobili vicentini ai quali si deve la committenza ad Andrea Palladio del palazzo divenuto sede della Banca Popolare, notevole esempio di opera architettonica destinata ad innestarsi in una struttura di tutt'altra cifra, l'opposta facciata quattrocentesca.

L'interessante tela acquisita dalla Banca a una recente asta della milanese Christie's è ora esposta con altre negli storici spazi del palazzo come Ritratto di Livia Barbiano di Belgioioso con la figlia Anna Leonora Sanvitale. "Se effettivamente raffigura Livia con la figlia", precisa in catalogo lo storico Davide Gasparotto.

Sebbene non goda ad oggi di sicura attribuzione, per la sua evidente alta qualità il dipinto offre significativa testimonianza di un tempo e di una società dove eleganza e ricchezza si declinano con equilibrata misura. Intorno a questo quadro Fernando Rigon ha perciò costruito con cura e competenza appassionate una mostra dal titolo RITRATTI DI DAME FRA PARMIGIANINO E VERONESE, aperta fino al 6 febbraio.

 

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