NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La musica si intona ad una buona azione

Intervista con la presidente dell’Orchestra del Teatro Olimpico Livia Coppola che presenta il concerto di Fine anno e parla del 2011: “Le risorse calano, bisogna rimanere con i piedi per terra”

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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LIVIA COPPOLA

L'Orchestra del Teatro Olimpico, quest'anno ha compiuto 20 anni. In occasione del concerto che si terrà l'ultimo dell'anno al Teatro Comunale di Vicenza, abbiamo incontrato la presidente dell'istituzione, la Dottoressa Livia Coppola, per fare un bilancio e parlare delle possibilità future. I biglietti per il concerto sono da tempo esauriti, ma la nostra emittente lo trasmetterà in diretta sul canale 907 di SKY e sul canale 10 del digitale terreste.

 

La OTO ha celebrato nel 2010 i 20 anni di attività, vantando collaborazioni e successi notevoli anche in altri paesi d'Europa e in America. Quali sono i traguardi in programma per il prossimo anno?

Livia Coppola: «Il prossimo sarà un anno difficile per l'orchestra perché, come tutte le altre istituzioni, sarà penalizzata fortemente per quanto riguarda i contributi da parte di enti come la Regione, il Ministero e il Comune. Il Comune ci ha anticipato che dovrà ridurre fortemente il contributo pur essendo socio fondatore, per cui credo che purtroppo quelle che si debba porsi come obiettivo sia quello di rimanere con i piedi molto per terra senza fare voli pindarici, cercando di fidelizzare anche gli sponsor privati, non dico per sopravvivere perché si spera che non sia questo il problema, ma lavorare sì».

L'istituzione dell'Orchestra ha tra i suoi media partner la nostra rete TVA. grazie al digitale terrestre e alla presenza sul satellite, sicuramente c'è stata una fruizione maggiore da parte delle persone che per vari motivi non possono assistere agli spettacoli dal vivo. La messa in onda di questi eventi potrebbe essere estesa anche ad eventuali spettacoli di danza che prevedono la partecipazione dell'orchestra?

«Sarebbe bellissimo: l'anno scorso per la serata "Ravel - De Falla" abbiamo fatti uno straordinario concerto, veramente ai livelli dei grandissimi teatri di tradizione di balletto europei perché il balletto con l'orchestra si fa in pochi teatri in Europa e, a parte la meraviglia del suono che veniva dalla buca dell'orchestra , che è stata una cosa strepitosa, la magia dell'abbinamento con il balletto è stato uno spettacolo di rara bellezza. Abbiamo avuto il contributo straordinario della Regione per fare questa operazione: sono cose che si possono fare solo se si hanno grandi risorse economiche».

Quali sono stati gli eventi ai quali ha partecipato la OTO e che trasmessi su TVA hanno riscontrato un maggior successo di ascolti?

«Il "Viva Verdi" viene trasmesso continuamente perché la gente continua a richiederlo a gran voce: l'opera piace ai cittadini. Con la prima stagione abbiamo portato 4 titoli d'opera e poi abbiamo dovuto rinunciare per scarsezza di risorse. Poi forse perché giustamente l'opera si deve fare a un certo livello e, avendo vicini teatri come La Fenice o l'Arena e altri teatri di tradizione, abbiamo dovuto cedere un po' il passo. Io però non demordo perché amo moltissimo l'opera e spero che in futuro sia qualcosa che riusciamo a riportare sul nostro palcoscenico di Vicenza».

Il concerto di San Silvestro previsto per la sera del 31 dicembre è già sold out da tempo. I concerti della OTO attirano molto pubblico anche da fuori Vicenza?

«Se parliamo di respiro regionale no, ma provinciale sì: abbiamo anche fatto delle interessanti operazioni come aver istituito un trasporto gratuito per le persone che arrivano dalla zona di Chiampo, Valdagno e Arzignano, in collaborazione con la Società del Quartetto e questo ha contribuito a portare a teatro anche quelle persone sole che magari non sarebbero venute e quindi il servizio del pulmino ha invogliato a venire».

Il programma della serata prevedeva, oltre ai tradizionali valzer di Strauß, anche l'esecuzione della suite "Peer Gynt" di Edvard Grieg, come mai è stata scelta proprio questa suite?

«Il programma è stato cambiato e non abbiamo messo più "Peer Gynt" perché l'anno prossimo celebriamo i 150 anni dell'Unità d'Italia e, data la straordinarietà dell'evento, accanto al repertorio tradizionale dei valzer viennesi, non poteva mancare qualcosa di italiano e ci siamo rivolti al grande Gioacchino Rossini, con "La Gazza Ladra" e "il Barbiere di Siviglia". Abbiamo cambiato il programma all'inizio del mese. Quello che portiamo a Capodanno è lo stesso che vogliono sempre anche gli industriali per il loro concerto- evento di fine anno, che abbiamo fatto la settimana scorsa con questo repertorio. Il programma prevede anche il "Valzer dei Fiori" dallo "Schiaccianoci" di Tchaikovsky».

L'orchestra collabora con esponenti di altri rami della musica, come è stato con il fisarmonicista  jazz Richard Galliano, che quest'anno ha proprio fatto da spartiacque tra la stagione concertistica e Vicenza Jazz. Il pubblico dimostra di amare molto le esecuzioni con orchestra, però purtroppo la profonda crisi economica che investe tutti i settori non facilita un' ulteriore diffusione di queste iniziative. Quali sono le soluzioni possibili secondo lei?

«Bisogna fare delle sinergie e non lavorare da soli: le strategie del futuro sono le collaborazioni con altri enti, associazioni, orchestre e direttori artistici. Io vedo tutto un lavoro d'insieme».

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