NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Giacomo Zanella, ovvero il poeta dell’Unità d’Italia

Una conferenza del prof. Italo Francesco Baldo a Monticello Conte Otto, apre le celebrazioni per i 150 anni nel primo Comune del Veneto che inaugura l’anno commemorativo

di Gianni Giolo
giolo.giovanni@tiscali.it

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Giacomo Zanella, ovvero il poeta dell’Unità d’Ital

Monticello Conte Otto è stato il primo comune del Veneto che ha inaugurato le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, con la conferenza del prof. Italo Francesco Baldo, docente di storia e filosofia al Liceo classico Pigafetta, autore di diversi studi sulla storiografia filosofica del Settecento e sul problema della pace in Erasmo da Rotterdam, "Giacomo Zanella: il poeta dell'Unità d'Italia", che ha presentato il suo libro omonimo. Introdotto dal sindaco Alessandro Zoppelletto e dall'assessore alla cultura Maria Luigia Michelazzo Baldo ha esordito ricordando la famosa frase del cancelliere austriaco Lothar von Metternich. «L'Italia è un'espressione geografica». «L'Italia non è un'espressione geografia - ha detto il relatore - ma parte importante dell'Europa, che si protende nel Mediterraneo e che nel corso dei secoli è stata presente in tutto il mondo. In tutti i continenti il nome di "Italia" è indice di grandi capacità nella fede, nelle scienze, nell'arte, nell'industria, nel commercio, ma anche di incomparabili bellezze naturalistiche e di persone capaci di esprimere un significato che rende l'aggettivo "italiano" non solo una parola vuota, ma un modo valido di essere, al di là dei problemi contingenti, coniugabile con tutte le sue parti, che sono nella loro autonomia, la ricchezza dell'unità, come sosteneva Antonio Rosmini».

Uomo di fede e di scienza

Tra i molti che lodarono questo paese e lo servirono con le proprie capacità, va annoverato il vicentino Giacomo Zanella, poeta, uomo di riflessione, uomo di scuola che fece dell'italianità la sua ragione di essere impegnato nel mondo, accanto a quell'altro grande compito che svolse con precisione e pietà, quello di sacerdote. Va ricordato il giudizio del card. Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII, che elogiò Zanella «per la profondità di senso cristiano e umano, che educa il cuore ad alti sentimenti, per l'ampiezza di orizzonti e di ideali magnifici che non mancarono di fede armonizzata coi trovati delle scienze e col progresso umano». Zanella fu sempre consapevole che non ci deve essere frattura fra il mondo della fede e della scienza, perché essi sono complementari e ognuno nel suo ambito deve contribuire al bene dell'uomo nella società in cui vive.

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