NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Sempre meno nomadi: ora hanno una casa ed un lavoro

Il commissario sblocca il progetto, via i lavori nei campi nomadi di Vicenza. Nel 2010 assegnati alloggi e via agli inserimenti lavorativi in città

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Sempre meno nomadi: ora hanno una casa ed un lavor

Dimenticatevi il nomadismo: grazie al progetto messo in atto dall'Amministrazione comunale di Vicenza la condizione di "nomade" verrà progressivamente meno. Le avvisaglie di questa trasformazione culturale si avvertono già nelle nuove generazioni che accettano di sistemarsi in alloggi dal Comune e che, anche, sono disponibili ad essere inserite in percorsi formativi che le porteranno ad avere lavori stabili. Una scommessa, quella dell'assessore al Sociale Giovanni John Giuliari che ha faticato a decollare ma che sta raccogliendo i primi sudati frutti. E tutto questo con la notizia sullo sfondo dello sblocco della procedura che porterà alla regolarizzazione degli attuali campi presenti in città.

«C'è il proposito, come promesso da tempo, di smantellare i due campi esistenti e di dar vita a piccole aree dove il nomade può anche riscattarsi e comprare la casetta, cambiando stile di vita - spiegava tempo fa il sindaco Achille Variati-. Ma la vera novità è che presto qui tutto ruoterà attorno al reddito e al concetto di lavoro: tutti i nomadi che vorranno stare a Vicenza, a breve dovranno avere un lavoro in regola e poterlo dimostrare. A tal fine stiamo rivolgendoci anche a delle cooperative che aiutino il loro inserimento, senza pregiudizi».
Il progetto di inserimento nella società attraverso fruizione alloggi popolari dei nomadi come sta andando? Come è la situazione?

John Giuliari, assessore al Sociale di Vicenza: «Sta procedendo: nel 2010 sono stati assegnati due alloggi che si aggiungono al primo assegnato precedentemente: le famiglie sono tre per un totale di 14 persone. Il loro inserimento nel nuovo contesto abitativo non ha creato alcun problema. Un ulteriore nucleo ha presentato domanda per l'assegnazione di alloggio erp. Abbiamo provveduto inoltre ad attivare due tirocini lavorativi, uno dei quali si è già trasformato in un'assunzione lavorativa, e stiamo attendendo un finanziamento della Fondazione Cariverona per iniziare un progetto di avviamento al lavoro di giovani sinti e rom».

Il prefetto di Venezia, che è il commissario straordinario del Veneto per l'emergenza nomadi, aveva chiesto un supplemento di verifiche per la sistemazione dei campi. «Non appena avrò le nuove carte richieste, andrò personalmente dal commissario. Se mi dirà di no, verrà lei a gestire l'emergenza di Vicenza. Ma sono fiducioso. Magari scopriremo solo di aver perso sei mesi», affermava Variati. Ora che farete?

Giuliari: «Il progetto è stato approvato e i lavori inizieranno con la prossima primavera. La nuova sistemazione darà una maggiore sicurezza alle famiglie e favorirà una gestione delle singole piazzole e dei relativi servizi più funzionale. Non è un nuovo campo, ma l'attuazione di quanto ha voluto il ministro degli interni Maroni e cioè la messa in sicurezza di queste aree».

C'è interesse da parte dei nomadi per un alloggio stanziale?

Giuliari: «Si, soprattutto nelle nuove generazioni che si confrontano con le generazioni stanziali. Inoltre il nomadismo è diventato "stanziale in roulotte" nei campi nomadi; le stesse precarietà dei campi favoriscono l'idea di tramutarsi in "stanziale tra muri". Inoltre anche la ricerca del lavoro stabile favorisce la ricerca di un'abitazione fuori del campo poiché l'indirizzo di un campo nomadi è un ostacolo grave».

I campi nomadi della città presentano una serie di problematiche che li rendono irregolari. Si è più fatto niente per risolvere queste anomalie?

Giuliari: «È prevista e verrà attuata la ristrutturazione ai fini della sicurezza e del miglioramento della situazione igienica.. Il nostro obiettivo, così come previsto dal PAT approvato dal Consiglio Comunale, rimane comunque l'attuazione di soluzioni abitative alternative ai campi, tra cui la realizzazione di microaree».

Come giudica il fenomeno del nomadismo in città? È sotto controllo? Quanti sono i rom e i sinti presenti sul territorio?

Giuliari: «Il fenomeno della presenza di famiglie Sinte e Rom nel territorio comunale è sotto controllo. Le famiglie sinte sono storiche e stabili, l'aumento della popolazione sinta è dovuta al loro sviluppo demografico naturale attualmente sono 150 persone. Oltre ai campi comunali, due famiglie/clan autonomamente hanno acquistato terreno e hanno attivato ciascuna un proprio campo privato dove basare le loro roulotte. In questa situazione sono in tutto 44 persone. Alcune famiglie di questa etnia ha iniziato a diventare stanziale e a trovare lavori stabili come detto sopra. La famiglie rom sono stabili e si sono sviluppate demograficamente, attualmente sono 93 persone. La caratteristica di queste famiglie è il nomadismo reale in un territorio molto limitato. Fanno questo tipo di vita grazie alla proprietà di camper e furgoni che si possono parcheggiare facilmente per periodi brevissimi (alcuni giorni). In un caso, la disponibilità del campo nomadi, ha facilitato la "stanzialità in roulotte"; questa famiglia ha sperimentato anche la "stanzialità tra muri" per la stagione invernale 2009/10 con esiti prevalentemente positivi. La capostipite, in età avanzata, ha accettato la "stanzialità tra muri" in una struttura di accoglienza ed è orientata alla stanzialità definitiva».

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