NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Paesaggi della Pedemontana vicentina: un progetto di rivalutazione letteraria

La valenza dell’iniziativa è data dalla capacità di coinvolgere emotivamente gli ospiti, che saranno attratti da percorsi in cui verranno evidenziati i testi di scrittori più o meno famosi

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Paesaggi della Pedemontana vicentina: un progetto

È stata villa Godi Malinverni di Lugo di Vicenza, prima residenza progettata da Andrea Palladio, a fare da suggestiva cornice nei giorni scorsi alla presentazione della guida "Paesaggi letterari nella Pedemontana vicentina", progetto già anticipato lo scorso anno e che entra ora ufficialmente nel vivo. Curato dall'associazione Pedemontana.vi turismo e con il patrocinio della Provincia, il progetto coincide non a caso con il centenario della morte di Antonio Fogazzaro e nasce per valorizzare e promuovere turismo e cultura della Pedemontana grazie ai testi di alcuni dei più significativi scrittori e letterati vicentini: oltre a Fogazzaro, Luigi Meneghello, Guido Piovene, Mario Rigoni Stern, Ippolito e Stanislao Nievo e Virgilio Scapin. Ma altri autori hanno ricordato il loro vissuto durante la Grande Guerra, della quale restano importanti testimonianze, oltre che nei territori di montagna, anche nelle zone di pianura, come a Montecchio Precalcino dove è visitabile il cimitero inglese, mentre presso villa Godi-Valmarana ora Malinverni, a Lugo, soggiornò, durante l'ultimo anno della guerra il principe ereditario Edoardo del Galles. Un altro approfondimento riguarda gli scrittori anglo-americani, in particolare Vera Brittain ed Ernest Hemingway. «La realizzazione della guida era il primo obiettivo del progetto, ideato con lo scopo di promuovere turisticamente il territorio non solo attraverso le bellezze storico-artistico-ambientali o le eccellenze enogastronomiche, ma anche utilizzando gli scritti di autori che hanno narrato e valorizzato le nostre terre - spiega Nazzareno Leonardi [foto], presidente di Pedemontana.Vi -. Nel pensare alla guida è stato subito evidente un aspetto trascurato nell'offerta turistica: osservare questa terra con gli occhi degli scrittori che hanno saputo cogliere le profondità dell'animo umano ma anche quelle di paesi, boschi, prati, colline e montagne. È il "genius loci" che suggerisce di guardare con maggiore sensibilità, attenzione, emozione. Gli scrittori, come anche i poeti, quando scrivono ascoltano il piccolo genio del luogo e vedono oltre. Riescono a raccontare con parole, anche semplici, quei dettagli che al comune sguardo sfuggono».

Leonardi, a chi è abituato a mete lontane e a viaggi esotici potremo ora parlare di Vicenza dicendo che "piccolo è bello"?

«La valenza dell'iniziativa non è data tanto dalle dimensioni del progetto, quanto dalla capacità di coinvolgere emotivamente gli ospiti che saranno attratti da percorsi in cui saranno evidenziati i testi di scrittori che hanno saputo descrivere in modo suggestivo la realtà storica e ambientale della Pedemontana vicentina. L'obiettivo finale è organizzare l'offerta turistica dell'area creando una squadra di operatori affiancati e sostenuti dalle istituzioni. Un connubio tra pubblico e privato che a nostro parere è il segreto per un futuro sviluppo».

E proprio Antonio Fogazzaro [foto] conosceva e amava in modo particolare la Pedemontana Vicentina. Nato a Vicenza nel 1842 in una ricca famiglia dell'alta borghesia, nel 1866 aveva sposato Teresa di Valmarana, appartenente a una delle più importanti casate della nobiltà vicentina. Nei suoi libri le vicende più rilevanti sono ambientate nelle splendide dimore storiche di proprietà dei Valmarana, come quelle di Velo d'Astico e Lonedo di Lugo, che lo scrittore frequentava abitualmente, se non addirittura in ville di sua proprietà, come Villa Montanina a Velo o Villa Fogazzaro a Montegalda. "Questo ha permesso a piccoli centri e alle loro ricchezze ambientali e artistiche di essere presentati al grande pubblico - dice ancora Leonardi -. Le sue descrizioni potrebbero benissimo essere utilizzate per una guida turistica del territorio e suscitare interesse nei viaggiatori che cercano luoghi e borghi meritevoli di attenzione ma defilati, quasi volutamente celati ai grandi flussi turistici, gioielli riservati a chi desidera scoprire tesori nascosti".

E su Mario Rigoni Stern [foto] sarà sorprendente scoprire che lo scrittore era un personaggio molto amato dai thienesi che in occasione degli incontri in città lo accoglievano con grande affetto. Un sentimento ben descritto in "Sentieri sotto la neve" del 1953: «... Attraversò Thiene. Non pensò di fermarsi alla stazione per chiedere se il trenino a cremagliera funzionasse ancora. Ma poi come avrebbe potuto pagare il biglietto? Era anche convinto, chissà perché, che solamente a piedi, con le sue gambe, poteva arrivare. E andava. Da una casa lungo la strada lo vide passare una donna che dalla porta guardava lontano. La donna uscì sul cortile e gli chiese: "Hai visto mio figlio? Si chiama Giovanni; era della Julia. Sono tre anni che non so niente". Si fermò posando le mani sullo steccato: "Giovanni. E poi? Non ricordo un Giovanni di qui. Ma io ero in un altro reparto". Non ricordava. Al battaglione aveva dato il cambio nelle trincee sul Don; ma era nel dicembre di tanto tempo fa. E poi erano rimasti così in pochi. Ma non lo disse a quella donna che guardava verso la strada. "Vieni, entra. Mangia un boccone con noi. Se vuoi puoi fermarti e ripartire domani mattina. Per una notte posso darti il suo letto". Fece di no con la testa: "Preferisco portarmi avanti". La donna entrò in casa e subito uscì con un piatto su cui fumava una fetta di polenta con un pezzo di formaggio. "Prendi almeno questo..."».

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