NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
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Quando il teatro è il Paese delle Meraviglie

Successo per il musical tratto dalla storia di Walt Disney, ottima performance dell’ex Maria Bazar Roberta Faccani

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Quando il teatro è il Paese delle Meraviglie

Sabato 4 e Domenica 5, al Comunale di Vicenza, per la stagione della prosa è andato in scena il musical, promosso da Arteven, "Alice nel Paese delle Meraviglie". Uno spettacolo per famiglie diretto dal regista, attore e coreografo Christian Ginepro e che ha visto come protagonisti una strepitosa Roberta Faccani, già voce dei Matia Bazar, nel ruolo della Regina Rossa e il celebre mago Antonio Casanova, nei panni di un Cappellaio Matto leggero e molto elegante.

Questo spettacolo raccoglie un pubblico in prevalenza di famiglie, in cosa si differenzia il lavoro per uno show di questo genere rispetto a un altro tipo di musical?

Roberta Faccani: «Io vengo da un musical, dove la possibilità di essere recepiti dalle famiglie era un po' difficile, parlo di "Rent" che fece epoca e scuola e che parlava di tematiche molto particolari: il pubblico molto giovane e le mamme e i papà di famiglia rimanevano un po' interdetti. In questo spettacolo invece c'è davvero l'afflato di tutta la famiglia e c'è la possibilità di far divertire i più piccini e far pensare gli adulti, di far riscoprire la parte pura dell'infanzia che dobbiamo e vogliamo far rimanere viva e vigile in noi. Quando si esce da questo spettacolo il bambino è divertito e al grande rimane la possibilità di pensare che è bello riscoprire l'aspetto puro dell'adulto che noi perdiamo molto velocemente».

Antonio Casanova: «Il vantaggio di questo musical su tanti altri, ci sono circa 9 musical in giro in questo momento, è proprio la stimolazione dell'immaginifico tramite sia il colore sia i balletti ma soprattutto la possibilità di avere delle grandi illusioni in scena come non se ne vedevano da molto tempo in Italia. Quando io fui contattato dalla produzione, ero a Las Vegas e pensavo di aver trovato lo spazio giusto per poter volare e fare queste cose e che l'Italia non avesse queste possibilità. Questo musical e questi spazi teatrali, che soltanto un musical per famiglie ti può dare perché ha bisogno di grandi numeri di persone come le famiglie, ha dato la possibilità di creare per la prima volta in Italia uno storico che è lo show nello show: quando arriva la scena del cappellaio matto hai 18 minuti che sono un bonus, come nei dvd, eccezionale che vale già la pena da solo per muoversi da casa, cosa molto difficile al giorno d'oggi».

Roberta, che tipo di impostazione vocale si deve seguire per cantare in una situazione di musical rispetto a quella di un gruppo rock-pop come i Matia Bazar?

R.F.: «Quando fai il musical tu interpreti un personaggio tout court, per cui dall'espressività, all'abbigliamento alla voce, tu canti in questo senso la Regina di Cuori, tu sei la Regina di Cuori. Quando invece ti trovi in una situazione discografica di interprete devi essere te stesso il più possibile, avviene proprio l'opposto, non devi mai copiare qualcun altro ma devi cercare di tirare fuori le tue peculiarità al massimo».

Questo musical è uscito quasi in contemporanea con il film di Tim Burton: quanto è stato preso spunto dal film e quanto invece avete temuto il paragone?

A.C.: «Il vantaggio è che il film è uscito prima del musical e la Disney mi ha voluto per fare la promozione del dvd come Stregatto, per il Cappellaio Matto è stato chiamato Arturo Brachetti. Quando è partita la produzione del musical mi hanno contattato per fare il Cappellaio Matto. La produzione è nata successivamente al film con un'idea ben diversa, qua il cappellaio è stato completamente snaturato e questo è un vantaggio perchè la gente viene a vedere un musical che non ha niente a che fare né con il film né con la storia di Alice: ti insegna la storia di Alice ma non è quella».

Nello spettacolo ci sono vari riferimenti alla cultura musicale italiana e internazionale: Mina, Litfiba, Baglioni, Michael Jackson, la dance anni '90 dei C+C Music Factory o anche "Roma non fa' la stupida stasera". A parte Michael Jackson e Rugantino, gli altri sono spunti che possono essere colti prevalentemente da un pubblico adulto che conosce la musica degli anni passati, si potrebbe pensare che comunque lo spettacolo non è rivolto solo ai più giovani, dati questi riferimenti musicali.

R.F.: «È proprio rivolto a tutti: ci sono i momenti in cui si convogliamo le risate verso i più piccini che seguono la storia, le maschere e sono affascinati da noi personaggi. Noi abbiamo puntato proprio alla possibilità di piacere a 360°, con delle gag musicali di un po' di tempo fa ma anche con quelle dell'ultima ora. Il pubblico di "Alice" sposa lo spettacolo nel suo insieme e noi sposiamo il pubblico, non ci sono fasce privilegiate».

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