NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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I trentacinque anni di Vicenza Radio Star nel racconto dei suoi tanti protagonisti

Comparsa il 10 aprile del 1976, la sua nascita fu quasi un evento, non solo per l’esordio in sé, ma per la peculiarità dei suoi contenuti - soprattutto musicali - e per l’ampia scelta di notiziari sportivi e di intrattenimento

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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I trentacinque anni di Vicenza Radio Star nel racc

Erano le 10 del mattino del 10 aprile 1976 quando Vicenza Radio Star esordiva nell'etere sui 100,100 Mhz. La notizia fu sottolineata dalla stampa vicentina, quasi a dire che si trattava di un evento. E lo era in quel momento. Ma non solo per l'esordio in sé, quanto per la peculiarità dei I trentacinque anni di Vicenza Radio Star nel racc (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)contenuti. Musica di grande qualità, come non la si poteva sentire da nessun'altra parte, almeno a Vicenza. E notiziari, sport, giochi e intrattenimento per chi ascoltava. Erano tanti i vicentini che si erano lasciati stregare da quelle note che partivano dal grattacielo Everest di via Torino e da altre sedi in città, tra cui quella storica di viale Roma di fronte a Campo Marzo. E poi c'erano loro, i protagonisti del microfono. Maurizio Cavalieri, fondatore del progetto con i fratelli Giampaolo e Luciano. Vito Trapani [a sin.] e Mike Flanigan, le presenze quotidiane. Manuela Ometto [a sin. con Vito Trapani], la voce femminile più in voga. Antonio Stefani, Renzo Stella e Gianni Grazioli in redazione. Alberto Cerioni e Renzo Giuntini allo sport. Il compianto Mr. Frank, al secolo Claudio Faggin, incredibile voce alla Frank Sinatra, di quelle che quando le senti non le scordi più. E ancora gli speaker di ogni giorno: Nicola Ferrauto, Mimmo Taddei, Mauro Bertuzzo, Roberto Boribello (oggi musicista di successo coi Los Locos), Mauro Dalla Pozza, Giorgio Stefani e un'altra sessantina di collaboratori di qualità. Tutto questo faceva di Radio Star, un'emittente di prim'ordine che a I trentacinque anni di Vicenza Radio Star nel racc (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Vicenza ebbe il merito di rompere gli schemi del passato, trasformando la colonna sonora radiofonica dei vicentini in una piacevole novità. Da allora è passato del tempo e le radio private hanno fatto molta strada. Alcune si sono unite in network, altre sono diventate vere e proprie radio nazionali, altre ancora sono sparite. Tra queste ultime c'era anche Radio Star. C'era, perché da un paio d'anni è tornata. Ma come ha fatto? «Da quel 10 aprile sono passati 35 anni e a quella data è legato l'inizio di un'avventura musicale che rappresentò un vero e proprio evento per il panorama delle radio locali, oltre che una splendida esperienza per tutti noi che abbiamo contribuito a crearlo - spiega Nicola Ferrauto [a destra], artefice della "rinascita" di VRS - Oggi siamo orgogliosi, dopo anni di silenzio, di averla fatta rivivere in forma di web radio sul sito www.vicenzaradiostar.it, conI trentacinque anni di Vicenza Radio Star nel racc (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) il suo inconfondibile sound. E come allora, la radio ripropone un patrimonio musicale di alto livello, frutto di un'accurata ricerca nell'affascinante mondo della musica pop del periodo a cavallo tra gli anni '70 e '80».

«Probabilmente gli anni '70 furono uno dei periodi più felici per la produzione musicale internazionale - dice Trapani - ma le radio pubbliche e i pochissimi esempi di emittenti private dell'epoca non erano ancora aperte a questa novità. Chi ascoltava, almeno fino al '74, non aveva una grande scelta, a meno di non intercettare l'inglese Radio Luxembourg ma solo in onde medie e di notte, non il massimo della qualità sonora. È dal ’75 che l’etere si popola di una quantità crescente di segnali radio: nascono le emittenti libere, un fenomeno che forzò l’introduzione di nuove normative che legittimarono la presenza, accanto all’emittenza pubblica, di radio e televisioni, almeno inizialmente a carattere locale, frutto dell’iniziativa privata. Noi non avevamo né internet né i social network, e l’avvento delle radio libere fu, in Italia, un fenomeno che, per impatto, può presentare non poche analogie con quello di internet, soprattutto se si pensa ai giovani che presero a parlarsi tramite messaggi inviati alle radio e poi da queste diffusi. E ancora perché le radio, oltre che un’opportunità di svago, divennero presto anche un luogo di ascolto e di condivisione di ciò che la comunità locale pensava. Una funzione sociale importante».

«La storia di Radio Star - continPapo Rinaldi, Alberto Cerioni, Renzo Stellaua Ferrauto - quella che abbiamo condiviso fino al 1982 con uno stile diverso da quello all’epoca corrente e la scelta di repertori musicali e autori poco conosciuti dalle nostre parti, fu proprio quel mix di novità, costituito da un modo di fare radio brillante e mai troppo invadente e soprattutto da una proposta musicale raffinata e coinvolgente. C’erano i dischi d’importazione, anzi sarebbe meglio dire che c’erano solo per pochi. Non era facile farli giungere dall’estero e un numero ristrettissimo di negozi specializzati in Italia li aveva. Quando arrivavano i rifornimenti partiva la corsa all’accaparramento. Chi restava senza, aveva poche speranze di colmare in tempi brevi quella lacuna, doveva attendere che il disco venisse stampato per il mercato italiano e distribuito nei canali tradizionali. Ben altra cosa rispetto ad oggi, con le pubblicazioni in contemporanea in tutto il mondo e la possibilità comunque di acquistare via internet».

[nella foto a sinistra, Papo Rinaldi, Alberto Cerioni e Renzo Stella]

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