NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Pizza e cassetta, roba da antenati

Non sono lontane le serate trascorse a guardare un film in VHS, ma il sistema non esiste più: adesso comandano la TV ed internet, e le videoteche sono in drastico calo anche a Vicenza

di Pietro Omerini Zanella
pedro-zanna@hotmail.it

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Pizza e cassetta, roba da antenati

Qualche tempo fa, in una galassia lontana lontana, alla domanda “che si fa stasera?” era facile rispondere con un banale quanto entusiasmante pizza-e-cassetta. Un’attività poco impegnativa, salvo discutere interminabili minuti sulla scelta del titolo, che metteva sempre tutti d'accordo.

Pizza e cassetta, roba da antenati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Erano gli anni novanta, il VHS imperava, alla televisione davano Non è la Rai e Bim Bum Bam, ed internet appariva ancora un mistero.

Oggi perfino il DVD rischia di diventare un modello obsoleto, un frisbee stellare da scagliare fuori dalla finestra senza troppe remore. Nel 2011 per qualunque cosa basta un click.

Forse si esagera, ma tira una brutta aria per i gestori di videoteche, una razza che il WWF potrebbe presto inserire nella lista di quelle in via d'estinzione.

A livello internazionale tremano grandi colossi come Blockbuster, da anni in gravi guai finanziari. Infatti, al momento dell'acquisto da parte della Netflix (società americana specializzata nella vendita di film e videogiochi online), il colosso del noleggio americano si trovava sotto “chapter 11”, ossia la formula legale con cui il governo Usa formalizza la bancarotta di un'azienda. Guai insomma, grossi guai. Gli stessi fantasmi, o loro parenti prossimi, che sembrano colpire anche le videoteche nostrane, tanto che il DVD a noleggio è stato recentemente espulso dal paniere che monitorizza i consumi e le spese degli italiani. Tutto a causa della concorrenza, talvolta sleale, delle altre forme di distribuzione di film e cartoni animati. Le tv on demand, così, come le pay tv alla Sky, sono in parte colpevoli. Solo in parte, come vedremo, perché al resto pensano internet e il download selvaggio. Il motivo del superamento in favore dell’on demand delle videoteche è facilmente spiegabile. Una volta in pantofole, il telespettatore medio difficilmente si schioda da divano, specialmente se ha a sua disposizione un vasto assortimento di film disponibili, previo pagamento, direttamente a casa. Si tratta però, specie in Italia, di un pubblico rilevante ma ancora marginale. Statistiche alla mano, Internet e la pirateria informatica contribuiscono molto di più alla scomparsa dei videonoleggi.

ScaPizza e cassetta, roba da antenati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ricare è facile, ci riescono meglio i bambini degli adulti, e da qualche anno si è anche diffusa la tecnologia dello streaming, ossia la possibilità di guardare dal computer video, film, o telefilm senza doverli copiare sulla propria memoria. Una specie di diretta, senza la pubblicità e nella maggior parte dei casi del tutto gratuita.

Ecco perché, anche a Vicenza, il numero delle videoteche è in drastico calo. Sempre più videonoleggi, anche istituzioni del settore come quello di Via Ragazzi del 99, stanno chiudendo i battenti. Addio ai muscoli pompati delle star di Hollywood e alle loro riproduzioni in cartone, dietro una vetrina; al loro posto lo squallore di una stampa in bianco e nero con scritto in piccolo “chiuso per cessazione dell’attività”. Epitaffio di un mondo che finisce.

Quello del noleggiatore di video rischia di essere, nel 2011, un lavoro per pochi intimi e maniaci del cinema dal gusto rétro. Una razza, appunto da proteggere, dei romantici e moderni Donchisciotte alle prese con un modo digitale che viaggia alla velocità di una rete wireless.

 

Parola d'ordine: aiutare il cliente

 La sensazione di entrare in un mondo diverso, un angolo di paradiso per amanti del cinema, dei dischi in vinile, e di una vita di quartiere ancora lontana dal mondo globale, è quella che assale ogni giorno i clienti della videoteca Nutopia, in Borgo Scroffa.

Aperta tutti i giorni fino le 23, la bottega dei video che prende il nome da una canzone-poesia di John Lennon è la seconda casa di Emanuele, 34 anni, gestore assieme ad Alessandro, 27, dell'attività. Due spacciatori di cinema alle prese con le bollette. Due panda, che proprio non ne vogliono sapere di finire in una riserva.

«Noi teniamo aperto il più possibile, perché l'80% dei clienti vuole un consiglio – spiega Emanuele – per questo la concorrenza di internet, al momento, ci preoccupa ma non è decisiva. Scaricare non è sempre semplice e spesso si finisce con il ritrovarsi un film porno nel pc. Un capitolo a parte, invece, va fatto per il digitale e le tv a pagamento. Il passaggio al digitale, è stata una vera batosta, troppi canali nuovi che tengono a casa la gente. Chi a Sky spesso esaurisce i film in programmazione abbastanza presto e poi deve pagare parecchio per i canali di cinema, quindi Pizza e cassetta, roba da antenati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)magari meno spesso di una volta, ma di qui capita. Certo che il digitale ha raddoppiato le offerte di canali e d'intrattenimento. Al momento uno dei grossi problemi di questo lavoro è la gestione dei costi, un film in media noi lo paghiamo tra i cinquanta e i settanta euro, a seconda di quanto successo ha fatto al botteghino, o di quanto sono di richiamo gli attori che ci recitano. Scegliere non è facile perché spesso i fornitori ti rifilano dei “pacchi” e si rischia di perderci. Con l'esperienza, ad esempio, abbiamo imparato che non vale la pena investire su un film, magari con Nicolas Cage, che però è passato al cinema solo nel circuito americano. La gente non lo guarda».

«Certo – continua Emanuele – c'è da dire che facendo questo ragionamento tanti film che potenzialmente potrebbero essere interessanti non li possiamo prendere. Per fare un esempio, qualche anno fa, ci era stato consigliato di comprare una sola copia di Into the Wild, un film particolare, difficile se vogliamo. Ne abbiamo prese tre copie, e sono sempre a noleggio. Ma non va sempre così. Tanto che oggi abbiamo il problema di dilazionare il pagamento delle bollette».

«Infine – racconta ancora il nostro impavido gestore mentre infila un vinile su vecchio 33 giri, destinato a fargli compagnia tra un cliente e l'altro – bisogna dire che il livello medio dei film si è molto abbassato, una volta c'erano dieci o venti film imperdibili in un anno, ora siamo scesi a cinque o sei. Il problema che, nel fare i film, puntano molto sugli effetti speciali, sulla possibilità del 3D e non sui plot e la scrittura di buone sceneggiature. Sono gli effetti e le scene d'azione in dolby surround che portano la gente al cinema, effetti che si gustano meno dallo schermo della tv o dal computer. Scelte del genere danneggiano anche noi che i film li noleggiamo per un uso casalingo».

Non serve essere studiosi del settore, insomma, per comprendere che qualcosa, nella fruizione di quel bene immateriale che è la magia del cinema, sta cambiando.


Capitolo cinema, aspettando quello sotto le stelle

Dalla pubblicità contro la pirateria che vedeva come protagonista un Abatantuono costretto a volare su un aereo senza pilota sembra passato un secolo, eppure solo negli ultimi anni il cinema, specie in Italia, sembra aver trovato nuova linfa.

Gli abitanti dello stivale, statistiche alla mano, sono tra i primi in Europa a non rinunciare alla magia del grande schermo.

Proprio come è accaduto per la musica, la rivoluzione “download”, ha cambiato le strategie delle grandi major, per lo più americane, che producono film. Anche se le soluzioni sono diversissime. Con iTunes, il più grande negozio di dischi on line, il mondo dei discografici ha deciso di abbracciare in pieno l'era del multimediale confezionando prodotti pronti per l'utilizzo immediato su strumenti come iPod, lettori mp3 e computer di vario genere. A scapito, dicono alcuni, della qualità. Il cinema sembra avere trovato delle risposte diverse. Da qualche anno si punta molto di più sugli effetti speciali, su effetti audio disponibili solo in grandi sale o con televisori ed impianti fuori dalla portata delle tasche del consumatore medio. Anche qui, forse, ne risente la qualità, visto che se il budget resta lo stesso ad ogni effetto speciale si contrappone una battuta meno originale, una storia meno complicata, un intreccio dal finale scontato. Poco male: al cinema, si sa, vincono sempre i buoni.

Questo genere di scelte sembrano, comunque, funzionare. Ogni giorno, esagerando solo un po', apre un nuovo multisala, e anche i cinema di nicchia non sembrano passarsela male.

«Pizza e cassetta, roba da antenati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Noi non abbiamo percepito il problema di internet – osserva Nicola Sabino [a sin.], presidente della Società del Mutuo Soccorso che gestisce il cinema Odeon – Il nostro cineforum è dedicato ai soci, anche se il cinema resta aperto a tutti. Nel fine settimana abbiamo inoltre la normale programmazione e siamo i secondi in centro, dopo il multisala Roma, ad avere le prime visioni. Credo che le nuove tecnologie non influenzino il cinema, che sia cineforum, cinema sotto le stelle o il regolare servizio. Questo a causa della natura sociale dell'andare al cinema, anche perché vedere un film sul grande schermo è comunque diverso che farlo a casa propria. Certo, gestire un cinema non è facile, in particolare se non sia ha alle spalle una multinazionale o grandi investitori. Rispetto agli anni precedenti la stagione non è andata tanto bene per quanto riguarda le proiezioni del sabato e domenica. I motivi risiedono nella crisi strisciante e nel fatto che al 90% si tratta della ripetizione del film del venerdì. Al venerdì si proietta sempre un film d'essai o film studio e non sempre trova appeal nei non cinefili. Il lunedì è dedicato al film in lingue. Al martedì-mercoledì e giovedì c'è il cineforum. Conoscendo i gusti degli abbonati, la programmazione è quasi dedicata. Poichè i frequentatori dell'Odeon sono per la maggior parte di una certa età, non credo che internet o altra "diavoleria" possa condizionare la nostra stagione cinematografica. La nostra società non ha scopo di lucro, si rivolge ai soci per cui è tutta una politica gestionale diversa. Anche nella scelta delle pellicole e dei prezzi. Diverso se parliamo del "Cinema sotto le stelle", che organizziamo in collaborazione con il Comune, e che si inserisce nella manifestazione comunale Estate Qui. Programmazione e pubblico sono diversi e, quindi, l'offerta è più variegata e non condizionata».

Appuntamento, dunque, il 1° luglio nello spazio esterno del teatro Astra per la prima di 56 proiezioni, con film più o meno di prima uscita tutti da vedere e rivedere.

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