NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il vero problema: l’inquinamento dell’aria

Questa la principale preoccupazione espressa dai cittadini che hanno compilato il questionario proposto dall’associazione "Vivere Vicenza". Il commento del consigliere del PdL Maurizio Franzina: «Adesso comincia la fase più difficile per Variati, o avvia le opere o arriva bolso alle elezioni»

di Luca Ancetti
ancettil@tvavicenza.it

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Il vero problema: l’inquinamento dell’aria

È lo stato di salute dell’aria il problema più importante cui l’amministrazione deve far fronte, è questa la principale preoccupazione-raccomandazione per i vicentini. Il dato emerge dal sondaggio promosso dall’associazione culturale Vivere Vicenza che ha coinvolto un migliaio di cittadini che hanno espresso la loro posizione riguardo una serie di tematiche di interesse generale sulle quali la giunta Variati dovrebbe concentrare la propria azione. Come era avvenuto in occasione del precedente questionario diffuso da Vivere Vicenza nel 2009 anche dai risultati di quest’anno emerge una valutazione complessivamente positiva per quanto riguarda il livello di gradimento nei confronti della politica comunale a favore del centro storico, dell’istruzione, della gestione dei parchi, della sicurezza contro la microcriminalità.

Il vero problema: l’inquinamento dell’aria (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Come si diceva il problema che maggiormente affligge i cittadini rimane quello dell’inquinamento, il 70% degli intervistati pensa che negli ultimi anni la situazione della qualità dell’aria sia peggiorata mentre il 27% ritiene sia rimasta uguale. «Dalle risposte al questionario – spiega Maurizio Franzina [a sin.], capogruppo PdL che ha seguito l'organizzazione del questionario assieme al presidente dell'associazione, Roberto D'Amore – emerge che i temi ambientali sono particolarmente avvertiti e a Vicenza la questione che più allarme è quella dell’inquinamento dell’aria dovuta alle emissioni da riscaldamenti domestici, a quelle prodotte dalle attività produttive e agli scarichi dei mezzi a motore. Dove l’amministrazione può incidere di più è sicuramente sui sistemi utilizzati nelle abitazioni, credo che responsabilmente il comune dovrebbe estendere quanto più possibile la rete del teleriscaldamento, operazione che avrebbe come prima conseguenza quella di fidelizzare i cittadini ad Aim, perché il gas nel libero mercato lo può comprare anche da altri fornitori ma l’acqua calda no. Per la verità sul versante della mobilità i correttivi validi non sono certo quelli delle targhe alterne o simili, l’unica strada sarebbe l’allargamento della ZTL, più facile a dirlo che a farlo, una scelta che però ritengo tanto dolorosa in termini di consenso immediato, quanto inevitabile, un’azione che dovrebbe andare di pari passo con un vero investimento sul trasporto pubblico dando corso alla vecchia idea di tram lanciata dall’assessore all’urbanistica Cappellari nel 1996 che intendeva far correre gli autobus da Ponte Alto fino in stazione, la corsia c’è ma inspiegabilmente il progetto rimane in congelatore, e poi da lì fino alla Stanga, ipotesi ripresa oggi dall’assessore Lazzari».

In contraddizione con questa preoccupazione dei cittadini per la “mal’aria” emergono i dati circa la pedonalizzazione del centro storico: il 44% degli intervistati si dice contrario all’allargamento all’area ZTL e un ulteriore 17% ritiene che il divieto di transito Il vero problema: l’inquinamento dell’aria (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)dovrebbe riguardare solo il traffico privato. Collegata a questa voglia di centro più “aperto” arriva anche la risposta sui parcheggi in centro, il 51% di quanti hanno risposto al questionario ritiene insufficiente il numero di posti auto oggi disponibili. «Da quando faccio politica, rileva Maurizio Franzina, sento il ritornello relativo allo scarso numero di posti auto a disposizione in centro, ma ritengo che non sia questo il vero problema, ossia che non sia tanto necessario realizzare nuovi parcheggi in aggiunta agli esistenti ma in sostituzione. Quindi ben venga il famoso parcheggio grande in area Aim [a des.] o un silos-park a Santa Corona ma perché questo consentirà di chiudere aree di sosta come quelle di piazza Matteotti che deve, ripeto deve essere “ripulita” dalle auto».

L’altro grande tema di attenzione per la maggioranza dei cittadini riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico. Su questo versante si nota, rispetto al sondaggio di due anni fa, un aumento del gradimento pari all’11%, è una sorta di voto positivo per la politica messa in atto, anche attraverso le varie ordinanze sindacali, dalla giunta Variati. L’azione di lotta alla microcriminalità viene definita buona dall’11% degli intervistati, sufficiente dal 43%, è invece bocciata dal 46% per cento dei partecipanti al sondaggio. In questo ambito si inserisce anche la domanda relativa alla realizzazione di mini campi nomadi rispetto ai quali l’81% si dice contrario, di converso un’ampia maggioranza, pari all’84%, vede con favore l’istituto del vigile di quartiere anzi ne vorrebbe un suo potenziamento. «La stagione delle ordinanze, va ricordato, rammenta Franzina, è stata inaugurata dall’amministrazione Hüllweck, una politica che l’attuale giunta ha intelligentemente proseguito, ma quel che più mi preme Il vero problema: l’inquinamento dell’aria (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)sottolineare è la questione nomadi. Credo che sia necessaria una svolta nella gestione del problema, gli attuali campi sono da chiudere, perché non è accettabile che ci siano famiglie che vivono in aree di profondo degrado come quelle di via Diaz e in particolare di viale Cricoli [a sin.] che è un autentico carnaio. Personalmente ho sostenuto la logica delle microaree e a distanza di qualche anno sono convinto che questa sia la strada giusta, arrivo a dire che, riprendendo quanto Lula in Brasile ha fatto con i residenti delle favelas, dove ha regalato il terreno dove sorgevano le baracche molte delle quali oggi sono delle vere case, potrebbe essere arrivato il momento di assegnare alle famiglie nomadi delle aree, imponendo loro di realizzare le strutture per una adeguata residenzialità, favorendo la responsabilizzazione di queste persone potremmo dare una svolta regolata alla questione nomadi».

Tornando alle risposte al questionario interessante risulta la valutazione riguardo la politica di rivitalizzazione del centro storico, secondo la maggioranza degli intervistati, il 54%, dà una valutazione positiva all’azione dell’amministrazione tesa a favorire l’insediamento di nuove attività e la promozione culturale nel cuore della città, meno positivi i giudizi circa l’offerta di spettacoli e di svago nei quartieri, un parere comunque positivo che risulta però in lieve calo rispetto a due anni fa. Nel raffronto delle due indagini emerge che la flessione più consistente, pari a 5 punti, interessa i servizi sociali, dove si evidenzia un 50% di insoddisfatti, un dato che è fortemente influenzato dal momento di crisi economica e di inaridimento della capacità produttiva che ha fatto aumentare la richiesta di aiuto dei cittadini in una fase di ristrettezza economica per il Comune. «È un dato da non sottovalutare, spiega Franzina, perché un certo malcontento riguardo l’operato delle assistenti sociali esiste, solo voci niente di più ma, ripeto, la questione va indagata, la mia impressione è che il servizio possa essersi troppo burocratizzato, è consigliabile che certi operatori tornino un po’ di più a frequentare il territorio e meno l’ufficio».

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