NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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A scuola in bus: perché tanti no?

Le esigenze di risparmio espresse da AIM e dal Comune si sono confrontate con le tesi dei presidi che rimandano soprattutto alla non coincidenza tra gli orari AIM e quelli di FTV per cui gli arrivi a scuola avverrebbero dentro una fascia non compresa nell'orario coperto da assicurazione per tutti – Spazi di trattativa che rimangono, ma a patto che non si ricominci il confronto la prossima primavera o, come nel caso di quest'anno, addirittura in settembre

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A scuola in bus: perché tanti no?

(g. ar.)- All'argomento abbiamo dedicato la prima puntata di La Piazza con ospiti Claudio Cicero, consigliere delegato del Comune su trasporti e mobilità, Antonio Donà, direttore FTV, Lorenzo Gaggino preside dell'Istituto Rossi, Diego Peron, preside del Liceo scientifico Quadri e Doris Zjalic, coordinatrice provinciale della Rete degli studenti medi.

Il problema sollevato da AIM dopo gli ulteriori tagli operati dalla Regione causa le restrizioni determinate dalle varie finanziarie è quello di un'esigenza precisa: ottenere dalle scuole due fasce orarie distanziate per l'entrata al massimo di quaranta minuti e questo allo scopo di utilizzare un solo giro di mezzi e personali ogni mattina. La scuola hanno risposto no anche a questa proposta dopo che già si erano espresse negativamente lo scorso maggio sull'idea di risolvere tutto il contenzioso con la chiusura del sabato e il conseguente incremento di un'ora al giorno (più due ore di rientro una volta alla settimana).

A scuola in bus: perché tanti no? (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il dibattito che si è registrato a La Piazza ha messo in luce molti particolari interessanti, ha chiarito molti dei punti in discussione e di contrasto, ha anche dato agli studenti la possibilità di dire la loro senza dover ricorrere al solito comunicato. Alla fine abbiamo avuto l'impressione, del resto esplicitamente confermata da tutti gli ospiti, che rimangano margini percorribili ed utili a trovare soluzioni ragionevoli per tutti, tali che il debito di cassa di AIM non sia più destinato a salire a partire magari dal prossimo anno scolastico. A patto però -è stato precisato a una voce- che si cominci a riparlarne molto presto, forse addirittura da ottobre, come auspicato da Claudio Cicero che ha detto di avere già pronta un'agenda.

Passiamo agli interventi. In neretto gli inserimenti del conduttore della trasmissione o le sue domande. Il punto di partenza è naturalmente una interpretazione possibile dei tanti no pronunciati dalla scuola. Da qui prende l'avvio il dibattito.

DORIS ZJALIC- Partiamo da quando Variati ha detto che ci sarebbe stato un aumento degli abbonamenti. Ci siamo ovviamente preoccupati anche perché in quel momento i prezzi di AIM erano i più alti del Veneto. Così abbiamo presentato una proposta al Comune in cui dicevamo che vista l'esistenza di abbonamenti differenziati tra quello casa-scuola e quello di tratta unica a costi differenti chiedevamo di poter usufruire del secondo in quanto le esigenze di mobilità dei giovani sono precise e coprono tutta la città; sapendo dei tagli operati dalla Regione proponevamo di riformulare il complesso della mobilità cittadina favorendo il maggior uso del mezzo pubblico e il calo dell'utilizzo delle auto da parte delle famiglie e degli studenti; l'altra proposta era quella di incentivare le corsie preferenziali per i bus, provvedimento che accorcia i tempi di percorrenza, appoggiandosi sempre più ai parcheggi di interscambio e quindi ottenendo un decongestionamento del traffico. Per quanto riguarda la questione delle due fasce ci siamo dichiarati d'accordo sul principio chiedendo però che non si facciano discriminazioni i qualità e che invece si scelga secondo le esigenze vere delle scuole: gli istituti tecnici hanno una montagna di ore, i licei ne hanno meno; debbo dire che come abbiamo già sottolineato ci è mancato il confronto con i presidi e questo ha limitato le possibilità di intesa.

 

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