NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il disabile? Il nostro fratello fragile

Tavola rotonda sui problemi che affliggono il settore con prese di posizione molto decise sull'assenza prolungata della politica nel far fronte ai problemi - La prospettiva per quest'anno ed il prossimo è la "quota zero" nel trasferimento di finanziamenti rispetto ai 400 milioni di euro erogati nei precedenti tre anni - Una situazione insostenibile per le famiglie che soffrono il disagio non solo economico ma anche morale

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Il disabile? Il nostro fratello fragile

(g. ar.) — In Piazza propone questa volta un confronto sul tema della disabilità; dallo stato delle cose ai progetti possibili, questo settore delicatissimo sul quale pesano fortemente i tagli operati dallo Stato e ripresi poi dalla Regione segna un momento di preoccupazione precisa e perentoria perché si stanno mettendo in discussioni gli stessi fondamenti di gratuità e assistenza su cui è stato costruito da oltre quarant'anni a questa parte tutto il sistema che ha visto collaborare pubblico e privato per una rete di interventi considerata come un modello vero e proprio anche in campo nazionale. Alla trasmissione hanno preso parte Vanni Poli in rappresentanza delle Anffas del Veneto, Gigi Manza, consigliere provinciale e fondatore della cooperativa il Ponte di Schio, Alberto Toldo presidente della commissione che raccoglie in dimensione regionale le conferenza dei sindaci di tutte le ULSS, Sante Bressan ex assessore comunale di Vicenza ed ex assessore regionale ai problemi dell'assistenza e del sociale, Sonia Sesso, direttrice dell'Anffas di Vicenza/Lisiera. Dopo la messa in onda di un dvd che sta per essere presentato alla stampa dall'Anffas di Vicenza/Lisiera e che parla dell'iniziativa del Pozzo del Tempo, offerta di scambio con il volontariato anche occasionale tra tempo regalato alle associazioni e “pagamento” delle stesse in partecipazione a viaggi, incontri, ecc. si comincia con una prima domanda proprio a Bressan che dà poi spunto al successivo dibattito.

Il settore della disabilità è il più problematico del quadro generale degli interventi sociali: da tempo pare aver imboccato una specie di crepuscolo che rende più difficile la prestazione dei servizi in modo proporzionale all’esigenza degli assistiti e delle loro famiglie. C’è stato un cambio di tensione perfino ideologica al punto da provocare manifestazioni pubbliche che hanno il solo scopo di ottenere quanto si otteneva prima senza bisogno di forzare la mano a nessuno: è una caduta di presenza del pubblico o peggio ancora un crepuscolo dei servizi?

SANTE BRESSAN – La sua domanda è la tipica domanda che mi ha fatto decidere di accettare di essere qui perché è dal 2005 che non rilascio interviste e non partecipo a incontri o tavole rotonde. Però quando vedo che ciò che con tanta fatica la comunità vicentina e veneta hanno costruito in tema di sensibilizzazione, sensibilità umana e anche di economia perché la questione della disabilità è anche una questione economica visto che si tratta di un settore in cui lavora tanta gente a partire dai giovani, ebbene, la constatazione che dice mi fa un po’ arrabbiare. Perché è vero: non è solo il settore della disabilità che oggi segna una crisi ma tutto il sociale nel suo insieme. Il fatto però è che questa situazione economico-finanziaria non è esplosa ieri, sono anni che sappiamo di essere in difficoltà serie. Per cui mi domando: perché in questi anni non ci siamo seduti attorno a un tavolo per cominciare a pensare e progettare in maniera alternativa ai servizi?

VANNI POLI – La sottolineatura negativa di Bressan la condivido, meno condivido invece il fatto che si debba pensare ai servizi sociali semplicemente in funzione della crisi economica: è sotto gli occhi di tutti che l'intervento che consentiva ai Comuni di assistere e ai disabili di vivere contando su questo intervento si è andato contraendo sempre più tanto che da 400 milioni stanziati dal 2008 al 20010 per ciascun anno è diventato zero nel 2011 e zero nel 2012 quando parliamo con i nostri politici ci troviamo di fronte alla conferenza dei sindaci dell'ULSS che decide non di mettersi al fianco dei suoi stessi cittadini, va in Regione a chiedere che venga eliminata la legge regionale 30 che impedisce di chiedere una partecipazione in solido alle famiglie per accedere ai servizi; non è che non si voglia pagare, la persona disabile già vive ai margini, non va in vacanza a Cortina e men che meno gira in Jaguar: chiede servizi essenziali.

ALBERTO TOLDO – È assolutamente vero che si registra un calo di tensione verso il settore e verso le preoccupazioni che le associazioni manifestano; oltre al dato sul fondo per la non autosufficienza, va detto che le conferenze dei sindaci hanno fatto una battaglia sul mantenimento del fondo sociale distinto che sulla proposta di bilancio 2011 veniva addirittura azzerato mentre è fondamentale per salvaguardare i servizi. Per quest'anno siamo riusciti a conservare quella quota praticamente inalterata. È evidente però che non so se per la crisi o per il quadro generale nazionale nel quale ci troviamo di fronte alla prospettiva che ci sia una diminuzione dell'intervento.

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