NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Questo turismo che vuol essere industria

Dove sta andando il progetto che cerca una nuova promozione ad offerta e struttura del Veneto e di Vicenza rispetto ad una domanda sempre in tendenza a crescere? Ne abbiamo parlato con Marino Finozzi, assessore regionale, Vladimiro Riva, consigliere delegato di VicenzaÈ, Matteo Trevisan Ascom Centro, e gli albergatori di Vicenza (Oscar Zago), Asiago (Stefano Fracaro), Tonezza (Quirino Fontana) e Recoaro (Antonio Spanevello)

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Questo turismo che vuol essere industria

(g. ar.) - È un turismo che segue corsi accelerati per farsi industria, per diventare grande, per rispondere con un’offerta strutturalmente moderna ad una domanda che moderna lo è da sempre e che peraltro tende per fortuna ad una crescita abbastanza marcata e costante anche in presenza di un periodo di forte crisi come quello che stiamo attraversando. In Piazza ha aperto la sua tavola di discussione a Marino Finozzi, assessore regionale, Vladimiro Riva, consigliere delegato di VicenzaÈ, Matteo Trevisan Ascom Centro, e gli albergatori di Vicenza (Oscar Zago), Asiago (Stefano Fracaro), Tonezza (Quirino Fontana) e Recoaro (Antonio Spanevello) proprio per fare il punto sullo stato delle cose a stagione estiva ormai agli sgoccioli per non dire finita e mentre già si pensa a quella invernale.

Siamo partiti con una panoramica sulla legislazione del turismo che vede proprio in questo momento l’affacciarsi ai lavori di commissione del consiglio del Veneto di una nuova legge che rifà il disegno del turismo in regione considerandolo attraverso l’analisi che distingue nel territorio le componenti essenziali, cioè pianura, montagna, mare, lago, aggiungendovi però la fascia pedemontana, l’area collinare che ad esempio per Vicenza è di forte incidenza e importanza.

Cosa ha detto la stagione estiva e che cosa prospetta ora la legge in questa sua prima stesura destinata prima al vaglio della commissione e successivamente ai lavori veri e propri del consiglio per l’approvazione?

MARINO finozzi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)MARINO FINOZZI - I dati della stagione estiva ancora non li abbiamo visto che sta finendo proprio adesso, ma è chiaro che è stata buona e lunga e che ha usufruito anche dei punti di crisi del Mediterraneo per cui una certa quantità di flussi turistici ha preferito fermarsi dalle nostre parti. Ed è stato un bene, anche perché abbiamo sfruttato bene questo momento particolare. Dati certi fino al 30 giugno danno una crescita di 11% con punte di oltre 20 per le città d’arte, la destinazione che sta crescendo maggiormente nelle scelte dei turisti sia italiani che stranieri. Il mercato tedesco ha ripreso bene ed è il più importante per noi. Stiamo lavorando alla nuova legge: la 33 del 2002 si può considerare vecchia come concetti e l’ammodernamento è necessario. Al turismo ora bisogna dare un’impostazione di impresa a tutti gli effetti. Fino ad una decina di anni fa il turismo non era settore trainante perché la produttività veneta era soprattutto manifatturiera. Ora non è più così, da qui la necessità di riformare e trovare una chiave di lettura imprenditoriale e industriale che richiede investimenti; il turismo diventa centrale per il nostro territorio che complessivamente dà numeri eccellenti: 15 milioni di arrivi, 60 milioni di pernottamenti. Abbiamo ogni tipo di proposta che risponde a qualsiasi domanda. Importante numero di alberghi anche di ottima qualità. Siamo la prima regione in Italia. Ecco le ragioni della legge che deve permettere un nuovo salto di qualità. La legge cerca di superare le difficoltà della 33, rivediamo il concetto di distribuzione delle responsabilità e dei ruoli a livello locale evitando doppioni e sprechi; abbiamo avuto incontri nelle 7 provincie, ascoltato gli operatori, coinvolto le Provincie e i Consorzi. A giorni partiamo con la commissione e poi ci sarà il Consiglio. Spero di arrivare al 2012 con questa nuova legge pronta a costituire quello strumento di modernità che tutti attendiamo per la nostra economia.

Assessore, la novità del territorio pedemontano citato esplicitamente come punto di interesse turistico porterà vantaggi inediti a zone come la provincia di Vicenza?

MARINO FINOZZI - Nella 33 si circoscrivevano delle aree e definiti i territori locali di vocazione turistica, attraverso i consorzi si costruisce l’attività di promozione; abbiamo cercato di superare questi concetti di localismo chiuso attribuendo ad ogni tema una politica di promozione che sia univoca. Questo dà al mare una certa prospettiva, né dà un’altra alla montagna e via via a tutti gli elementi di questo mosaico regionale, sempre però tenendo presente che stiamo parlando di un progetto omogeneo e da armonizzare.

VLADIMIRO RIVA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)VLADIMIRO RIVA - Non si può non dire che la nostra provincia è tra le ultime del Veneto; nell’ambito di quei grandi numeri di cui parlava Finozzi, c’è Venezia col mare, Verona col lago, Padova con Abano, Belluno con la grande montagna, dopo di che arriviamo noi e poi Treviso e Rovigo; sappiamo questo. Sappiamo che non abbiamo i grandi attrattori turistici, ma anche che abbiamo 2 milioni di presenze annue, numero non da poco, anche in relazione alle strutture ricettive; in più in questa stagione c’è segno più dappertutto anche se a macchia di leopardo , ma in zone come ad esempio Tonezza che prima stava soffrendo. Crescita forte. L’unica area ancora indietro e su cui la Regione mi pare sia intenzionata a investire per l’aspetto promozionale, rimane Recoaro. Non va bene da almeno 10 anni; d’intesa con tutti è stato predisposto un progetto con le risorse interregionali sul termalismo e che credo l’assessore presenterà a breve e da lì si riparte. Certo che l’obiettivo è limitato ma bisogna crederci e ripartire. Personalmente la penso diversamente da Finozzi sullo spezzettamento dei riferimenti territoriali che credo potrebbero spezzare anche le risorse e quindi le capacità di intervento e soluzione dei problemi. Non dico che non bisogna guardare al progetto della fascia pedemontana che tra l’altro coinvolge tre provincie anche se dal punto di vista turistico dei numeri per ora quest’area non dà indicazioni significative. Sarà utile riparlarne in prospettiva futura. Giusto non fermarsi al tradizionale, ma guardare avanti. Altro tema su cui la Regione si sta muovendo è il settore congressuale. Siamo fermi da tempo e certo si poteva fare di più e di meglio quando anni fa le risorse c’erano e i progetti erano possibili. Accanto alla tradizione si possono inventare alcune cose che guardano verso il futuro. Sulla legge, gli alberghi diffusi, le novità, è importante parlare del congressuale della normativa che lo deve regolare, e poi l’altro tema dal 21 di ottobre sui centri di prenotazione di cui si parlerà proprio a Vicenza. La legge potrà considerare le varie istanze e migliorare tutto lo strumento.

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