NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Caldogno, l’alluvione un anno dopo tra paure, attese e sfide miracolose

L’alluvione del 1° novembre 2010 ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo comune che martedì scorso ha celebrato il primo anniversario di un evento tragico, che ha provocato la morte di una persona e danni per moltissimi milioni di euro, nelle frazioni di Cresole e Rettorgole

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Caldogno, l’alluvione un anno dopo tra paure, atte

(C.R.) Caldogno, un anno dopo. L’alluvione del 1° novembre 2010 ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo comune che martedì scorso ha celebrato il primo anniversario di un evento tragico, che ha provocato la morte di una persona, il pensionato Giuseppe Spigolon, e danni per moltissimi milioni di euro, nelle frazioni di Cresole e Rettorgole. A distanza di un anno "www.ladomenicadivicenza.com" ha svolto un'inchiesta per sentire il parere degli amministratori e di quanti, ancora adesso, sono impegnati per difendere i diritti di residenti e cittadini. Ma c'è anche la storia di chi non si è arreso ed è ripartito da zero dopo l'alluvione.

 

Il sindaco Vezzaro: «Niente allarmismi, ma le opere devono accelerare»

 

Caldogno, l’alluvione un anno dopo tra paure, atte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Marcello Vezzaro, sindaco di Caldogno, rappresenta una delle immagini di quella parte del paese che è uscito dall’acqua fangosa e ha saputo risalire la china dopo essersi rimboccato le maniche. «È stato un anno di full immersion - spiega - ma siamo convinti che anche il prossimo e anche quelli successivi ci vedranno impegnati in questa missione. La prima cosa che mi viene da dire è che non dobbiamo fare allarmismi, sarebbe sbagliato preoccupare i cittadini in un periodo in cui, riferendoci al livello delle falde, non esiste nessun pericolo. Le condizioni climatiche e le rare piogge degli ultimi mesi rendono, per il momento, la situazione tranquillizzante».

Con il primo cittadino di Caldogno doveroso fare un bilancio di lavori ed opere svolte in questo primo anno. E doverosa anche una domanda: soddisfatti, e in che misura, di quanto fatto? «Siamo moderatamente soddisfatti - dice Vezzaro - ben consci che molto deve essere ancora fatto, quindi è necessario accelerare. Mi riferisco in particolare all'opera più importante, il bacino di laminazione, che sorgerà nel settore a nord, nella zona di Capovilla, che è già stata finanziata e costerà 41 milioni: con molta onestà dobbiamo dire che solo l'ultimazione di questa opera, che dovrebbe concludersi entro il 2014, ci darà la tranquillità assoluta. Noi confidiamo nella progettazione esecutiva entro fine anno».

«In questo 2011 - aggiunge il sindaco di Caldogno - sono stati fatti lavori importanti, come ad esempio nella zona in cui il Timonchio (nel comune di Dueville, ndr.) ha rotto gli argini. Invece il tratto dal ponte di Vivaro a quello di Cresole è tutto da sistemare: i tecnici affermano che ci sono tutti i soldi, ma importante che si possa partire con la progettazione. È poi necessario un sistema di rilevamento più affidabile di quello attuale, peraltro già finanziato dall'Arpav: qui mi attendo tempi rapidi, mi auguro che questo sistema possa già entrare in funzione durante l’inverno, quindi nei prossimi mesi. I rimborsi? Non è il massimo, ma dobbiamo fare i conti con i parametri base, cioè quelli di un massimo di 30 mila euro per i beni mobili e 30 mila per i beni immobili: alla fine arriveranno cifre comprese tra il 60 e il 70%».

Intanto il Comune di Caldogno si appresta ad approvare, presumibilmente nella prossima primavera, il nuovo regolamento edilizio, con precise regole anti-alluvione. «Le nuove costruzioni - conclude Vezzaro - potranno disporre di interrati ma saranno vietati gli scivoli. Per i residenti ci saranno incentivi e bonus anche per i garage».

 

Toniolo (consigliere regionale ed ex-sindaco): «La burocrazia blocca i soldi»

 

Caldogno, l’alluvione un anno dopo tra paure, atte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sull'argomento interviene anche Costantino Toniolo, consigliere regionale del Pdl, in passato già sindaco di Caldogno e successivamente consigliere e assessore provinciale. «Nonostante le mie interrogazioni di inizio anno e numerosi altri interventi - spiega Toniolo - abbiamo constatato che tutto è ancora da completare. I soldi ci sarebbero, ma sono bloccati dalla burocrazia».

Questo immobilismo non piace a Toniolo, che di recente ha presentato una nuova interrogazione alla Giunta regionale sui lavori di salvaguardia idraulica. «Nei giorni successivi al disastro - ricorda l'ex sindaco - avevo chiesto che, vista l'urgenza, si spostasse il milione di euro previsto e impegnato per le opere di mitigazione ambientale collegate alla costruzione del bacino di laminazione di Caldogno, destinandolo alla manutenzione diretta di argini e infrastrutture necessarie a contenere nell'immediato i fiumi Timonchio e Bacchiglione e quindi per tutti quegli interventi urgenti per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio vicentino». «È necessario - aggiunge Toniolo - far partire con urgenza i lavori del progetto della cassa di laminazione del torrente Timonchio a Caldogno, ma anche di impegnarsi a reperire ulteriori fondi per eventuali opere di completamento indifferibili il cui costo non rientri nei fondi già stanziati. Inoltre risulta fondamentale attivarsi al fine di dare immediato avvio ai lavori di salvaguardia idraulica previsti dagli uffici del Genio civile di Vicenza, con fondi già a disposizione: c'è l'ordinanza di gennaio del commissario straordinario che assegna 15 milioni alla provincia di Vicenza».

Toniolo ha inoltre chiesto alla Giunta regionale un riscontro alla risoluzione dello scorso novembre: «È necessario concedere al Comune di Caldogno di poter spendere, in deroga al patto di stabilità, il milione di euro originariamente previsto per opere di mitigazione del bacino a interventi urgenti e specifici di sistemazione idraulica e di dotare i ponti di aste idrometriche che misurino le piene».

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