NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
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PdL: “Contro Variati non candideremo un politico”

Manca solo poco più di un anno alla scadenza del mandato amministrativo a Vicenza e i pidiellini non hanno ancora un candidato

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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PdL: “Contro Variati non candideremo un politico”

PdL: “Contro Variati non candideremo un politico” (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il Congresso provinciale si farà o no? In attesa di veder sciolto l'arcano in seguito alle turbolenze dovute al tesseramento un altro interrogativo prende sempre più corpo. Il prossimo vero appuntamento elettorale, dopo il congelamento delle provinciali, sarà nel 2013 con amministrative e politiche. E tra poco più di un anno il PdL dovrà lanciare la sfida all'attuale sindaco di Vicenza Achille Variati. Ma pur mancando così poco tempo ancora non si vede all'orizzonte una possibile candidatura che sia di un certo peso. Possibile? Sì, di nomi ne sono girati pochi, ma nessuno che abbia preso davvero i contorni che portino ad una definizione nitida e reale di un competitor credibile. Ad oggi l'unico nome di sostanza che il PdL ha è quello dell'ex sindaco Enrico Hüllweck, non un politico di professione, ma che dopo aver portato nuovo teatro e nuovo tribunale alla città gode dell'apprezzamento dei vicentini. Pare comunque scontato, ed è l'unica certezza, che dopo il flop di tre anni orsono con Lia Sartori, non sarà un politico a contrapporsi a Variati, ma un elemento di spicco della società civile. Questo anche per fare sintesi delle posizioni sempre più distinte all'interno del partito.

 

Al di là della questione tesseramento vi è una considerazione politica da fare: manca poco più di un anno alle prossime amministrative cittadine e Variati non ha ancora un “competitor” PdL. E pare che questa figura, ad oggi, non sia nemmeno stata individuata tra una serie di profili. Come è possibile questo?

Pierantonio Zanettin, coordinatore provinciale PdL: «Sono sicuro che al prossimo appuntamento elettorale il Pdl sarà in grado di esprimere una candidatura autorevole per la guida della città, da contrapporre a Variati, che gode oggi di un ampio consenso trasversale. In effetti ad oggi molto lavoro resta da fare. A tale proposito ritengo che debba essere sviluppato innanzitutto un dialogo nuovo con la società civile, forze produttive, mondo associativo, raggruppamenti civici. per individuare insieme il candidato e le priorità del programma. Da soli non andiamo da nessuna parte».

PdL: “Contro Variati non candideremo un politico” (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Bruno Carta, segretario cittadino PdL: «Innanzitutto ritengo che un concorrente in grado di affrontare una competizione amministrativa contro Variati, Sindaco uscente, con possibilità concrete di vincere, debba essere una persona in grado di rappresentare tutta l’opposizione vicentina e non semplice espressione del PdL. Il lavoro da fare verso questa direzione è ancora molto soprattutto perché in questa fase politica Lega Nord e PdL, i maggiori partiti dell’opposizione in città, non hanno ancora definito strategia, programmi, alleanze e quindi candidati. A mio parere poi non basta una forte alleanza politica tra questi due partiti se non è accompagnata da un impegno di mondi della società civile che non si riconoscono nella politica amministrativa di Variati. Mondi che esistono, che sono più numerosi di quello che appare, ma che purtroppo non hanno ancora trovato rappresentanza adeguata al loro dissenso. Penso comunque che c’è ancora tempo per lavorare verso questa direzione anche se ritengo che sia ancora presto per lanciare una candidatura alternativa a Variati. Il 2012 sarà in ogni caso l’anno decisivo per verificare la capacità di costruire una proposta alternativa vera o per sancire la definitiva fine degli equilibri e dei rapporti che fino ad ora hanno caratterizzato il centrodestra».

Nereo Galvanin, assessore provinciale PdL: «È possibile perché manca un coordinamento cittadino che se ne occupi, mediando fra le varie anime del partito e facendole convergere in un candidato che abbia la stima e la fiducia di tutti. Aggiungo, però, due considerazioni: la prima è che la scelta del candidato di una città capoluogo, e della stessa coalizione che lo sostiene, non spetta all’organo di partito locale, ma a quello regionale e nazionale. Ancor più, però, è una scelta che deve interpretare gli umori e le volontà dei cittadini, chiamati a scegliere un programma e un candidato in grado di attuarlo. Per quanto mi riguarda, o meglio ci riguarda visto che parlo per il gruppo che fa capo oltre che a me a Zoppello, Zocca e Cattaneo, abbiamo sempre interpretato il nostro ruolo politico e amministrativo a fianco dei cittadini, con una presenza costante sul territorio, con incontri, eventi, assemblee che hanno l’obiettivo duplice di ascoltare e informare. Un programma e un candidato non si improvvisano, per questo il nostro impegno non è mai venuto meno e non mancherà ora che è arrivato il momento di tirare le somme. Stiamo lavorando ad un programma e ad iniziative correlate che intendiamo rendere pubbliche a partire dalla prossima primavera».

 

Non è che le liti interne al partito possano poi minare la crescita di una candidatura forte da contrapporre a Variati?

Zanettin: «È del tutto evidente che le tensioni interne, che oggi lo agitano, (questione tessere false in primis) indeboliscono il PDL vicentino, ma spero, anzi sono fermamente convinto, che questa fase decisamente turbolenta potrà cessare, se prevarrà l’interesse generale del partito, anziché gli inutili personalismi. È auspicabile che nelle prossime settimane possa essere individuata una dirigenza di partito autorevole, in grado di fare sintesi delle diverse anime. Le notizie di queste ore paiono confermare le mie speranze».

Carta: «Non occorre essere indovini per capire che un partito diviso ed in lite è un partito debole. Sono peraltro convinto che una candidatura forte da contrapporre a Variati deve nascere dal dialogo con la società civile. Variati, che da più di 20 anni fa il politico a tempo pieno, prima come Sindaco di Vicenza, poi come Consigliere regionale, adesso di nuovo come Sindaco, sta tentando di connotarsi come espressione della società civile, quasi aborrendo le forze politiche che sono state determinanti per la sua elezione. È un tentativo di cambiare pelle sapendo che chi è espressione dei partiti è, in questo momento, visto con sospetto e diffidenza da parte dei cittadini. Solo una vera candidatura slegata dalla forze politiche ed espressione del mondo reale ha in sé la forza di smascherare questo tentativo ipocrita di Variati. Il mio parere è che solo se sappiamo muoverci verso questa direzione possiamo battere Variati».

Galvanin: «Più che liti di partito parlerei di ambizioni personali che hanno l’unica finalità di salvaguardare se stessi escludendo il dialogo e il confronto. Siamo altrettanto certi, però, che i cittadini sappiano distinguere e premiare chi, al contrario, non ha mai smesso di fare squadra per il bene della comunità e del territorio, chi ha saputo stare in disparte ad ascoltare, quando necessario, per poi agire con più fermezza».



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