NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
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Berlato pronto al Congresso della svolta: “Il PdL diventerà un partito”

Il coordinatore provinciale in pectore annuncia anche la possibilità di primarie per designare i nuovi candidati sindaci ed avverte: «Nel nuovo PdL la città dovrà rispondere al provinciale»

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Berlato pronto al Congresso della svolta: “Il PdL

«Questo Congresso segnerà una svolta». Ne è certo Sergio Berlato il nuovo coordinatore provinciale in pectore del PdL vicentino. Spazzate le polemiche stucchevoli degli ultimi tempi che hanno portato ad un accordo romano di listini bloccati per provinciale e cittadino, è tempo di far prendere forma al partito che verrà. «L'elemento di novità sta già nel fatto che il Congresso si faccia -precisa Berlato- Che si passi cioè da una fase commissariale del dopo fusione Forza Italia- An, ad una fase congressuale dove saranno gli iscritti ad esprimere democraticamente i loro rappresentanti. Tutti gli iscritti potranno esprimere un voto al di là delle quote bloccate. Vi sono ancora in ballo, sui 30 totali, infatti, 15 posti da colmare». Insomma, questo appuntamento sembra essere diventato il vero spartiacque tra quella che era una idea di partito e quello che sarà davvero un partito con tanto di radicamento nelle sezioni: «Vero, subito dopo il provinciale sarà la volta dei comuni andare al voto, quindi dei regionali ed in primavera si terrà il Congresso Nazionale».

Non più un PdL figlio delle scelte dall'alto, ma in grado di crescere attraverso la dialettica della politica locale. Una vera e propria rivoluzione coperinacana!

Berlato pronto al Congresso della svolta: “Il PdL (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«La svolta sta anche nella organizzazione del partito -spiega Berlato- garantiremo massima trasparenza all'interno delle dinamiche delle pubbliche amministrazioni; chi è eletto da partito lo rappresenterà in toto. Basta ai personalismi ed i sindaci e gli amministratori eletti saranno parte attiva nelle decisioni del PdL». Il coordinamento provinciale dunque diventerà un organo supremo che detterà le linee politiche del PdL. Non ci sarà spazio per personalismi o scelte fuori dal coro. «È un errore di interpretazione quello che hanno fatto alcuni (Galvanin ndr) nel definire Vicenza città come libera di muoversi in autonomia. Statutariamente Vicenza non rientra in questa categoria. Si dovrebbe modificare lo statuto affinché il capoluogo o altre città possano godere di tale autonomia. Per adesso non è così, quindi anche Vicenza dovrà seguire gli indirizzi che il coordinamento provinciale definirà». Questo vale anche per le candidature alle amministrative.

Ma non è tutto. Il PdL diventerà un partito strutturato anche in gruppi di lavoro per definire strategie politiche ed progetti per una buona amministrazione di concerto con le categorie socio-economiche locali. «Creeremo delle consulte tematiche con dei responsabili per ogni settore che potranno partecipare ai direttivi provinciali senza ovviamente diritto di voto. In questo modo il partito tornerà ad occuparsi di problemi veri, reali, a partire da quello primario, il lavoro».

E poi alcune novità. Non è escluso che il candidato sindaco per Vicenza venga scelto con il concorso delle primarie. «Si tratta di una possibilità concreta, qui nessuno vuole calare dall'alto od imporre dei nomi. Sarà possibile, laddove ve ne sia la possibilità, indire le primarie tra più papabili candidature e ciò potrà avvenire anche a Vicenza. Si tratta di una novità rispetto al passato».

Se si parla poi di profili, quello di Berlato per contrastare Variati è ben chiaro: «Penso che il candidato sindaco spetti al PdL anche se non escludo possa non avere etichette politiche. Anzi, mi piacerebbe definire una candidatura con le categorie economiche della città, che interpreti bene le loro esigenze al di là delle tessere di partito». Ed il PdL comincerà subito dopo il Congresso, di fatto, la campagna elettorale, per le amministrative primaverili e per quelle che hanno come scadenza il 2013, Vicenza compresa.

«Il grande inciucio di Variati non troverà sbocchi, noi siamo alternativi a questa attuale maggioranza e se Variati tenta accordi che sembrerebbero essere non solo di natura politica non troverà in noi una sponda. I vicentini sono stanchi di una maggioranza che non ha fatto nulla di concreto e che ha fatto sprofondare Vicenza non più completo immobilismo».

Qualche colpa ce l'ha però anche il PdL stesso non sempre pronto nel contrastare Variati: «È semplicemente mancato il partito, la linea politica. Non si è giocato di squadra ed ora è giunto il tempo di farlo. La dialettica è positiva, i personalismi no».

Un Congresso, dunque, che è un vero e proprio punto e a capo anche nell'approccio alla politica. «A Roma hanno capito -chiude Berlato- che io potevo fare sintesi per rilanciare il partito. Ecco perché hanno chiesto a me di guidare il PdL provinciale. E posso garantire che il PdL diventerà un partito. Un vero partito».

 

nr. 05 anno XVII dell'11 febbraio 2012

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