NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Nel gioco più innocenza o più malizia?

Crescono di numero le iniziative per l'apertura di sale da gioco in città e in provincia – Reazioni contrastanti e anche forti polemiche nelle aree dove promettono di insediarsi i nuovi impianti – In Piazza ha invitato alla puntata di fine gennaio l'assessore Ruggeri, il consigliere comunale Raffaele Colombara, entrambi del Comune di Vicenza, e poi Tiziano Cunico, gestore di sale Bingo, ed il dott. Sandro Pilan psicologo e specialista delle dipendenze

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Nel gioco più innocenza o più malizia?

(g. ar.)- Si chiama sempre gioco, quale che sia l'età dei partecipanti, ma contiene per definizione grosse sfumature. Tanto importanti che il normale esercizio di un gioco per bambini, assolutamente innocente, cambia volto ed identità al trasformarsi della... destinazione d'uso ed anche al crescere delle età e delle tendenze dei protagonisti e dei loro obiettivi. La gamma possibile di tutto ciò che è compreso nel concetto di gioco, dal cavallo a dondolo fino al tavolo verde, magari passando per tutti gli sport che ci possano venire in mente, subisce brusche mutazioni in diretta dipendenza dello scopo per cui il gioco viene scelto ed eseguito: inutile dire che la componente discriminante vera è rappresentata dal denaro, cioè dalla competizione regolata da una vera e propria rivalità che si propone come obiettivo quello di vincere entrando in possesso di qualcosa che inizialmente non ci apparteneva.

Nel gioco più innocenza o più malizia? (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il gioco produce dissesti di tipo economico finanziario, ma anche psicologici, di entità notevole, spacca le famiglie, può ridurle sul lastrico. È un vero e proprio male sociale se prodotto ed esercitato agli eccessi.

Tutto questo per dire che l'allarme vero e proprio suscitato in interi quartieri dall'annuncio della prossima apertura di una sala giochi o scommesse si arriva a decifrare in qualche misura solo analizzandolo alla luce di quanto appena detto. L'ultimo caso in ordine di tempo a Vicenza è rappresentato dalla dura presa di posizione dell'istituto Farina dove i genitori e la stessa direzione hanno manifestato inequivocabile contrarietà all'apertura di una sala giochi progettata nelle vicinanze della scuola. Mentre a Vicenza accade questo, con una vera e propria petizione al Comune perchè neghi il permesso di apertura, a Thiene si conferma l'altra apertura, quella che per mesi è stata osteggiata anche lì da intero quartiere.

Conferme o smentite che hanno tutte uno sfondo comune costituito soprattutto dalla mancanza sostanziale di regole certe per cui l'impressione per chi sta da una parte o dall'altra della barricata è che ci sia o eccessivo permissivismo nello sviluppo di queste iniziative commerciali tutte peraltro confortate dalla regolarità dei documenti se hanno ottenuto autorizzazione, o che al contrario la mancanza di chiarezza nella normativa sia tanto grande da lasciare aperti varchi insopportabili per chi investe denaro e si aspetta di poter esercitare una sua attività con tutti gli annessi e i connessi.

In Piazza si è occupato proprio di gioco invitando al tavolo della discussione l'assessore comunale di Vicenza Ruggeri, il consigliere comunale di Vicenza Colombara, il titolare di due sale Bingo Tiziano Cunico, il medico psicologo Sandro Pilan, specialista in dipendenze, e la presidente del comitato genitori del Farina Cristina Scettro Danese.

Le varie posizioni emergono molto chiaramente nel dibattito che riportiamo qui di seguito e si può ben dire che tutte, al di là dell'opinione più o meno concorde sul merito della questione, coincidono proprio sul tema delle regole insufficienti o comunque insoddisfacenti. Non c'è abbastanza chiarezza perchè un'amministrazione possa andare al di là di un giudizio puramente tecnico nella concessione di una licenza, così come non esiste la possibilità che un'attività commerciale legale possa essere sottoposta ad una analisi di tipo morale e su questa base accettata o respinta.

Rimane il fatto comunque che il gioco d'azzardo ha bisogno di una regolamentazione a cominciare dall'età dei soggetti che lo praticano. Tornano del resto di strettissima attualità quelle regole che proprio nei confronti dei minorenni ci sono ma non vengono rispettate come nel campo della vendita di alcolici o di tabacchi. Se lo stesso metro viene utilizzato anche per il gioco hanno tutte le ragioni quelli che si preoccupano fortemente del prossimo futuro.

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