NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Al partir por los Andes

È il titolo della coinvolgente mostra fotografica che propone gli scatti di un geologo e di un missionario, è allestita fino al 18 marzo a Villa Ceccato di Montecchio Maggiore

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Al partir por los Andes

Al partir por los Andes (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Salire in alto per aiutare chi sta in basso. Parte con questo prezioso pensiero il Giro del Mondo Solidale, un ciclo di eventi che la Casa di Cultura Cibernetica propone per focalizzare l’attenzione dei visitatori verso progetti di solidarietà che mettano in relazione luoghi e persone distanti geograficamente ma vicini culturalmente». A parlare è Alberto Peruffo, montecchiano con l'amore per la montagna, noto nell'ambiente culturale per essere promotore del nuovo corso della Casa di Cultura Cibernetica di Villa Ceccato a Montecchio Maggiore, nonché titolare di una libreria che ha ospitato personaggi del calibro di Messner, Lucarelli, Corona, Meneghello, Battiato, Rumiz e Brizzi. E proprio la bella villa ai piedi dei castelli ospita dal 4 febbraio al 18 marzo un evento di respiro internazionale: "Al partir por los Andes", una mostra fotografica con gli scatti del geologo esploratore Franco Michieli e del missionario Padre Topio. Un evento eccezionale per contenuti e regia: lo stilista vicentino Luigi Dall'Amico, collaboratore di grandi firme della moda italiana, ha infatti dato vita, la sera dell'inaugurazione, ad una emozionante sfilata di moda italo-peruviana con manufatti dei laboratori artigianali di Yanama, che ha avuto solo un precedente nella prestigiosa sede del Salone dei Cinquecento a Firenze.

Al partir por los Andes (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Al confine tra Bolivia e Perù, sulle montagne andine, abitanti delle Alpi incontrano e aiutano le popolazioni delle Ande costrette dalla durezza della storia e dell’ambiente a una vita difficile e spesso priva di futuro - spiega Peruffo - . L’Operazione Mato Grosso, guidata dall’impareggiabile Padre Ugo De Censi, nel corso di quarant’anni di volontariato ha creato molte attività per contenere lo spopolamento nelle zone remote delle Cordigliere. La Scuola di Andinismo Don Bosco 6000, in collaborazione con numerosi alpinisti italiani tra cui Franco Michieli e le sezioni vicentine del Cai, ha creato una rete di rifugi e di lavoro che ha il suo cuore a Marcarà, presso il Centro Andinismo Renato Casarotto, dedicato al grande alpinista vicentino, primo salitore della terribile parete nord dell’Huascaran, muraglia di roccia e ghiaccio in cui trovarono la morte Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, volontari dell’Omg, alpinisti che scalavano montagne per riversare la loro forza in basso, non dimenticando chi viveva ai piedi delle loro ascensioni. Lo stesso spirito di amicizia, fratellanza e solidarietà che si trova nei vari centri, missioni e laboratori, sparsi qua e là nelle Ande, dove sacerdoti come Topio o artisti-artigiani come lo stilista Dall’Amico tessono opere d’arte di relazioni interculturali, manufatti originati dal cuore e da menti responsabili. Le Ande non sono le Alpi, ma molto di più se nel loro cuore fiorisce la solidarietà».

Ogni anno dunque la Casa legherà il suo nome a progetti di solidarietà nei diversi continenti, con l’intento di costruire relazioni culturali e fare ciclicamente un giro del mondo solidale. Le foto di Michieli e Topio faranno scoprire immagini esclusive delle Cordigliere e il lavoro dei volontari italiani dell’Omg, ai confini tra Bolivia e Perù. Michieli, riconosciuto come uno dei maggiori esploratori delle montagne andine, voce autorevole dell’esplorazione geografica contemporanea, presenterà in anteprima la prima guida organica di queste montagne: dopo anni di lavoro ed esplorazione il libro sarà presentato in una serata durante l’esposizione. Nel corso della mostra è prevista anche una presentazione dell’Omg con le Guide di Marcarà in Perù. Le foto mostrano spaccati geografici e socioculturali delle terre andine dalle quali traspare la bellezza dei paesaggi, della natura e delle genti, la sete di esplorare territori sconosciuti, invitandoci a posare lo sguardo oltre l’orizzonte e nello stesso tempo a sentirsene parte integrante. I capi della sfilata, realizzati nei laboratori artigianali peruviani, sono il risultato di una ricerca storica in loco, della sensibilità solidale e della creatività di Dall’Amico. Un modo intelligente per mettere insieme maestranze di paesi diversi con l’obiettivo di contenere lo spopolamento delle terre alte andine messe in serio pericolo dal modello di sviluppo urbano della capitale Lima. «Le immagini in mostra - spiega Michieli - sono frutto di dieci anni di viaggi e collaborazione con le Guide Don Bosco, che ho effettuato come esperto di montagna e volontario. Le attività, utili sia per la formazione delle guide che per la creazione di trekking inediti lungo cui hanno poi potuto lavorare, sono state soprattutto esplorative: l'ideazione dell'Alta Via della Cordillera Blanca seguita da un'esplorazione integrale di tutta la catena; e poi nuovi percorsi di eccezionale bellezza nelle Cordilleras Huallanca, Huayhuash, Raura e Negra in Perù, e Real in Bolivia. Il lungo lavoro di scoperta delle montagne peruviane sta confluendo in una guida di trekking e alpinismo a cui lavoro da anni e i cui contenuti saranno presentati in un'apposita serata durante la mostra. Tra le iniziative importanti sostenute dai volontari vanno ricordati anche i rifugi andini, costruiti coinvolgendo molte migliaia di ragazzi dei villaggi che tra l'altro hanno così avuto occasione di conoscere l'alta montagna. Oggi le Guide organizzano trekking e ascensioni a partire dal moderno Centro Casarotto, e contiamo che anche grazie a mostre come questa e alla guida pubblicata le loro proposte possano essere apprezzate».

Al partir por los Andes (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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