NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Scuole cattoliche tra allarmi e preoccupazione

Il taglio delle risorse statali rischia di mettere in ginocchio le 180 materne paritarie del Vicentino. Le strategie dei responsabili e alcuni casi eclatanti in provincia

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Scuole cattoliche tra allarmi e preoccupazione

(C.R.) Una situazione che allarma sindaci, dirigenti scolastici e di categoria, ma soprattutto le famiglie. È quella che riguarda le scuole materne cattoliche, definite anche paritarie, che rischiano di finire in ginocchio a causa dei tagli delle risorse a livello nazionale. I contributi statali (che non hanno nulla a che fare con quelli regionali, comunali e degli enti locali) per le scuole paritarie sono fissati in 281 milioni di euro per il 2012 e altrettanti milioni per il 2013, con una riduzione del 46,6% rispetto al 2011.

Una situazione, peraltro in continua evoluzione, di grande confusione anche dopo la minaccia di applicare l'Imu, ossia la nuova tassa sugli immobili, anche alle strutture, quasi sempre di proprietà delle parrocchie, che ospitano asili nidi e scuole materne. Nel Vicentini gli asili cattolici sono 180 (di cui 58 con nido integrato), frequentati da oltre 14 mila alunni. Numeri significativi non solo nel Vicentino ma anche a livello regionale: in Veneto le scuole sono 1.183 (contro le 590 statali) per un totale di 4.002 sezioni, 93.802 iscritti, pari al 67,3% di tutti i bambini dai tre ai sei anni. Insomma solo uno su tre frequenta le scuole materne statali.

 

Milena Baghin, presidente Fism Vicenza:

«Situazione delicata, ma sotto controllo in tutta la provincia»

 

Scuole cattoliche tra allarmi e preoccupazione (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)In "trincea da mesi" è sicuramente Milena Baghin, presidente della Fism (Federazione scuole materne cattoliche) di Vicenza, che sovraintende tutta la provincia berica. «La situazione è delicata - esordisce la Baghin - ma nello stesso tempo posso assicurare che la situazione è ampiamente sotto controllo in tutta la provincia, dove allo stato attuale non esistono situazioni fuori norma. Semmai la preoccupazione è legata al futuro e anche per questo mi pare si stia facendo molta confusione sulle notizie provenienti da Roma. Impossibile infatti non fare una distinzione tra quelli che sono gli immobili della Chiesa, magari affittati e quelli che ospitano asili nido e scuola dell'infanzia e che quindi rappresentano un bene per tutti, in quanto consentono allo Stato di non spendere soldi, proprio perchè sono gestiti dalle parrocchie. Parlare di Imu sugli asili francamente mi è sembrata una sparata che non serve a nessuno».

Proprio in questi giorni l'argomento è stato affrontato dal Governo, con il premier Monti che poi è tornato sui suoi passi assicurando che «nessun asilo o scuola verrà tassata in caso di bilancio a pareggio o di conti in negativo». «La situazione è in continuo divenire - precisa la presidente della Fism Vicenza - quindi anche noi aspettiamo di poter discutere su qualcosa di certo. In una scuola paritaria arrivare al pareggio di gestione è un'impresa difficile da realizzare ma non vorrei che se questo avvenisse, per merito di qualche scuola virtuosa, si arrivasse poi a tassare i guadagni. Questi ultimi, qualora sia capitato, sono stati sempre reinvestiti per garantire una miglior qualità e una maggior sicurezza della scuola stessa».

Le prospettive non sono positive e le preoccupazioni per il futuro, anche vicino, sono comprensibili. «Stiamo lavorando quotidianamente - aggiunge Milena Baghin - per far quadrare i conti. Non possiamo nascondere che un po' dappertutto sarà necessario arrivare all'aumento delle rette a carico delle famiglie, a causa dei costi lievitati in generale: mi riferisco all'Iva, all'aumento dell'energia e del riscaldamento, oltre ai rinnovi contrattuali dei dipendenti. C'è poi un aspetto didattico che ci obbligherà da qui al 2017 ad adeguarci agli standard dell'Europa, attraverso il cosiddetto accordo di Lisbona per evitare, tra le altre cose, la dispersione scolastica».

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