NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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La famiglia anagrafica e quella di fatto

Dibattito a In Piazza con l’assessore Massimo Pecori, l’esponente del PdL in consiglio Maurizio Franzina, il suo compagno di parte Francesco Rucco, il segretario cittadino del PD Enrico Peroni, e per il comitato Diritti Vicenza (Dir. Vi.) Mattia Stella: perché l’applicazione di una legge che risale al 1954 suscita tante polemiche?

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La famiglia anagrafica e quella di fatto

(g. ar.) – Al tavolo di In Piazza approda la questione che dentro e fuori il Comune di Vicenza sta dividendo anche in senso trasversale sia le forze politiche che l’opinione pubblica: la famiglia di fatto. La legge che l’ha riconosciuta come entità anagrafica soggetto di diritto risale al 1954, il regolamento attuativo di quella legge è arrivato la bellezza di 45 anni dopo, nel 1989. Sarebbe già sufficiente questo fatto per spiegare le spine che caratterizzano tutta la questione, ma è indubbio che i pareri in merito erano e continuano ad essere fortemente divaricati.

La famiglia anagrafica e quella di fatto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’invito a parlarne è stato rivolto all’assessore Massimo Pecori, agli esponenti del PdL in consiglio Maurizio Franzina e Francesco Rucco, al segretario cittadino del PD Enrico Peroni, e per il comitato Diritti Vicenza (Dir. Vi.) a Mattia Stella. Già tra gli stessi rappresentanti del PdL sono emerse posizioni differenti, come già negli ultimi giorni era stato espresso anche sui mezzi di stampa. Chiaro dunque che la famiglia anagrafica suscita reazioni molto varie ed è in grado di dividere anche nell’ambito dello stesso campo di parte politica. Evidente che si tratta di una questione civile e morale, molto prima che di una questione politica o di schieramenti, e quindi è anche comprensibile come nell’ambito della discussione a In Piazza le varie posizioni siano emerse molto chiaramente, al punto da auto descriversi in maniera compiuta.

Trattandosi di questione anche morale e sulla quale l’autorità ecclesiastica ai vari livelli di responsabilità ha già avuto modo di esprimersi altrettanto chiaramente, ci aspettavamo che aderissero a questo nostro invito anche quelli della parte meno schierata proprio nell’ambito ecclesiastico.

Il che non è stato. Da notare che la Diocesi nelle sue molteplici attività pastorali enumera anche quella di una commissione apposita che si occupa della posizione dei divorziati rispetto al culto e ai sacramenti. Era su questo terreno, appunto, che ci aspettavamo un intervento specifico tanto più che almeno un paio di voci di tono possibilista erano emerse nei giorni precedenti proprio da parte di sacerdoti che si erano per così dire esposti rispondendo pubblicamente alle domande dei giornalisti. Ma evidentemente una cosa sono le parole scritte, altro è presentarsi davanti alle telecamere per magari esprimere niente di più che gli stessi concetti già noti. Con varie motivazioni, tutte comprensibili, l’invito è stato gentilmente declinato. Così la discussione ha dovuto prescindere perlomeno in via ufficiale dalle posizioni di un uomo di culto e si è aperta completamente a laici puri, anzi: a politici cittadini, dal momento che a parte il rappresentante del comitato Dir. Vi. Gli altri quattro erano o dell’amministrazione comunale, o del consiglio o infine a rappresentare un partito.

Le opinioni sono state comunque prevedibilmente vivaci e ben delineate dalla parte o decisamente contro la proposta del comitato Dir. Vi. E la successiva risposta del sindaco Variati che ha annunciato di voler dar corso all’operazione “famiglia anagrafica”. Da qui si è partiti per spiegare come e perché il giudizio sull’iniziativa del sindaco viene dato nei termini che sono stati presentati. Certo è che un assessore della giunta Variati con il sindaco non si dichiara affatto d’accordo: Massimo Pecori lo ha detto molto chiaramente e non è escluso che la cosa possa creare problemi interni al governo cittadino. Dall’altra parte, dato per acquisito il parere invece del tutto favorevole di Mattia Stella e di Enrico Peroni, si è visto che anche sul versante dell’opposizione a Variati non è che lo schieramento così compatto: se Francesco Rucco, ad esempio, si trova in sintonia praticamente totale con Pecori, c’è un Maurizio Franzina che al contrario esprime larga comprensione e disponibilità alla posizione del sindaco e quindi a tutta la questione della famiglia anagrafica. La famiglia anagrafica, ancorché non completamente assimilabile al concetto di famiglia di fatto solleva una discussione non facilmente superabile nei tempi più ridotti come vorrebbe il comitato che ha più volte sottolineato di non chiedere l’istituzione di un registro comunale della famiglia di fatto, ma la sola e semplice applicazione della legge. Quella varata nel 1954 e regolamentata 45 anni più tardi.

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