NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Ulss 5, l'addio al nuovo ospedale fa discutere

Ormai sicuro che non si costruirà il polo unico in località Canova, ai confini tra Montecchio ed Arzignano. Pareri diversi tra gli ex sindaci sull’ipotesi di “rifare” la struttura di Montecchio Maggiore, ma adesso bisogna evitare di perdere il finanziamento regionale di quasi 50 milioni

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Ulss 5, l'addio al nuovo ospedale fa discutere

(C.R.) La discussione (molto accesa) rimane aperta, ma ormai la decisione è stata presa: il nuovo polo ospedaliero dell'Ulss 5, che doveva sorgere ai confini tra i comuni di Arzignano e Montecchio Maggiore in località Canova, non si farà più e l'unica soluzione sul tappeto rimane l’ammodernamento dell'ospedale castellano con il riutilizzo di quello attuale e la costruzione di un nuovo monoblocco. Una soluzione che non è stata ufficializzata nella conferenza dell'Ulss tenutasi mercoledì 7 marzo, in quanto la decisione finale è stata rinviata di alcune settimane, precisamente a giovedì 22, quando si terrà una conferenza dei sindaci. La scelta però è ormai obbligata e se non ci sarà il voto sull´unico progetto possibile, quello di Montecchio come si diceva, la macchina si bloccherà, con il rischio di perdere i 47,5 milioni stanziati dalla Regione Veneto. Ecco come la pensano ex sindaci e amministratori che nel corso del loro mandato si sono impegnati e hanno battagliato per il nuovo ospedale di Montecchio/Arzignano.

 

Giuliana Fontanella, presidente dell’istituto Ville Venete ed ex sindaco di Chiampo:

«Che amarezza non vedere nascere l’ospedale nuovo»

Ulss 5, l'addio al nuovo ospedale fa discutere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Che amarezza non vedere nascere l’ospedale nuovo, questo territorio lo meritava». Giuliana Fontanella, consigliere regionale ed ex sindaco di Chiampo, non gira attorno al problema e va subito al sodo. «Per molti anni o meglio decenni - spiega la Fontanella - abbiamo sempre portato avanti il concetto che le prestazioni mediche e sanitarie restavano suddivise tra Montecchio ed Arzignano, con la prospettiva di un ospedale nuovo, condivisa da sindaci, amministratori e operatori locali della zona. Ora prendere atto che il nuovo ospedale non si farà più, pur rendendomi conto della situazione economica venutasi a creare, mi rattrista. Il luogo, in località Canova di Montecchio, risultava strategico in quanto si trovava all’imbocco della valle dell’Agno, in una specie di baricentro della provincia di Vicenza. Questa area è molto industrializzata e forte economicamente, un nuovo ospedale doveva nascere anche per questo aspetto».

Quasi obbligata una domanda alla Fontanella: ma negli anni scorsi si è perso tempo prezioso? «Con onestà direi di noi, non mi sento di imputare nulla agli amministratori locali. Per opere del genere c’è sempre bisogno di una grande regia, i passi in avanti non dipendono solamente dalla volontà dei sindaci del territorio».

Ora che è stato dato il via libera per l'ampliamento dell’ospedale di Montecchio Maggiore c’è da capire il destino del polo sanitario di Arzignano. «Anche qui sarà necessario lottare tutti assieme - assicura la Fontanella - tralasciando interessi personali. Il discorso in realtà è molto delicato: non è corretto dire che la gente è in qualche modo proprietaria dell’ospedale, ma sono i cittadini che hanno bisogno dei servizi ospedalieri. Per questo motivo avremo bisogno di risposte chiare per il futuro della struttura di Arzignano».

 

Gianfranco Signorin, ex sindaco di Arzignano:

«Negli ultimi anni ci hanno raccontato un sacco di frottole»

Ulss 5, l'addio al nuovo ospedale fa discutere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La mancata realizzazione del nuovo ospedale rappresenta una delusione anche per Gianfranco Signorin, sindaco di Arzignano per due mandati, dal 1995 al 2004, e ora consigliere di opposizione nello stesso Comune. Proprio sotto la sua Giunta, nella seconda metà degli Anni Novanta, l'ospedale venne ristrutturato e ampliato, al punto da diventare un punto di riferimento, non solo per la vallata del Chiampo ma per l'intera sanità vicentina.

«Negli ultimi anni - dice Signorin con tono acceso - ci hanno raccontato un sacco di frottole, che sono tutte documentate e collocate in date ben precise. A partire da quando, l'allora presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan annunciò, in occasione dell’inaugurazione dei lavori del nosocomio di Valdagno, che nel 2010 sarebbe stata posata la prima pietra del nuovo ospedale e che il finanziamento di 184 milioni di euro prevedeva la costruzione di una cittadella ospedaliera proprio ad Arzignano. Di quel progetto non se ne è fatto più nulla e nel dicembre 2010 si è scesi ai 105 milioni che a quel punto sarebbero serviti per la realizzazione del nuovo ospedale che, secondo quanto venne definito uno "splendido regalo di Natale". Siamo arrivati così alla metà dello scorso anno quando la Giunta Regionale, ridimensionando notevolmente il progetto iniziale, è scesa al finanziamento di 47,5 milioni di euro, che ovviamente non permette più la costruzione di una struttura ex novo».

«La prima preoccupazione - aggiunge Signorin con tono battagliero - che qui ad Arzignano si perda l’ospedale, al contrario di quanto avvenuto a Santorso e a San Bonifacio, dove si sono costruiti due ospedali moderni e rivolti al futuro. Bisognerà battagliare ma il rischio è che sia già troppo tardi».

Gianfranco Signorin attacca senza mezze misure l'attuale sindaco di Arzignano. «La mia posizione è nota - conclude l'ex primo cittadino - sto lottando nelle sale del consiglio comunale e continuerò a farlo. Il sindaco Gentilin si è tenuto la delega della sanità e per questo è sicuramente più colpevole lui della Giunta. Come gruppo di minoranza l'abbiamo pungolato di continuo, invitandolo a lottare di più e a coinvolgere le commissioni sanità, invece con è mai stato fatto un dibattito. Il sindaco ha fatto il "Ponzio Pilato" e ora i risultati sono davanti agli occhi di tutti».

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