NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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A centrocampo, la mensa

Oramai tramontata l’ipotesi di realizzare la mensa universitaria all’ex Borghesi, l’Esu di Verona finanzia la soluzione temporanea da realizzare nel campo di allenamento del Menti. Università: «Costretti a cambiare strategia». Provincia: «Bisognava avvertirci, avremmo potuto “valorizzare” l’ex caserma»

di Luca Ancetti

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A centrocampo, la mensa

A centrocampo, la mensa (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Borghesi addio, la mensa universitaria si farà nel campo da calcio che sta alle spalle dello stadio Menti, il cda dell’Esu di Verona, conferma uno dei componenti il vicentino Francesco Rucco, ha già dato via libera all’operazione, che ha preso le mosse dal progetto-proposta, presentato alcuni mesi fa dalla Fondazione Studi universitari di Vicenza. In quello che è stato il terreno dove si è allenata per anni la prima squadra del Vicenza calcio, in quel campo dove l’erba non è mai cresciuta hanno “lavorato” per settimane da Vinicio, a Paolo Rossi, da Roby Baggio a Mimmo Di Carlo, sarà realizzato un prefabbricato capace di ospitare una mensa di considerevoli dimensioni eventualmente anche con spazi per le cucine. L’investimento sarà di circa 1 milione di euro, «siamo in attesa che la Regione ne confermi l’erogazione», precisa Rucco, che ribadisce come l’Esu di Verona non abbia mai preso in considerazione l’opzione Borghesi, principalmente perché l’università berica ha sottoposto solo la soluzione del campo al Menti.

francesco rucco (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)«Per questa ipotesi, conferma Rucco, che risulterà esteticamente gradevole e indubbiamente funzionale, vista la vicinanza con la sede universitaria di viale Margherita a cui le due aree sono collegate da un ponte pedonale che attraversa il Bacchiglione è pronto il bando per la progettazione». «Il finanziamento è in arrivo, conferma l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan, è previsto nel bilancio della Regione, che andrà in approvazione per metà marzo. Ritengo quello della nuova mensa un investimento che qualificherà la vita universitaria, favorendo l’integrazione dell’istituzione e degli studenti con la città, penso ad esempio ad un servizio aperta a tutti non solo a chi frequenta i corsi, una occasione di socializzazione, un punto di riferimento per il mondo giovanile».

Stante così la situazione il futuro dell’ex Borghesi, assegnata dalla provincia in comodato gratuito all’ università è quanto mai incerto, la lettera di novembre con cui il presidente Attilio Schneck chiedeva chiarimenti ai vertici della Fondazione è rimasta senza risposta, «se l’università riteneva di non poter investire sull’ex caserma avrebbe dovuto ritornarcela in quel momento, commenta l’assessore provinciale al patrimonio Nereo Galvanin, eravamo ancora in tempo per valorizzare quell’area, che è a ridosso del centro storico, avremmo certamente trovato un accordo con il Comune nell’ambito di un più ampio piano di modifica della destinazione d’uso che porti alla rivalutazione del patrimonio della Provincia. In quel modo una volta alienata, avremo potuto destinare i soldi per realizzare nuove scuole, penso alle esigenze di ampliamento dell’istituto Da Schio per far crescere l’Alberghiero, potevamo risolvere la questione della Ghirotti di Laghetto. Ricordo, soprattutto agli attuali responsabili dell’università di Vicenza, chiosa Galvanin, che per avviare qualsiasi progetto di sviluppo della cittadella degli Studi serve il parere unanime dei tre enti fondatori, quindi anche della Provincia». Come dire meglio non dare nulla di scontato.

 



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