NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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L’ospedale di Mezzaselva forse “rivede" la luce

La struttura fu chiusa nel giugno 2004 dopo che erano stati investiti negli anni precedenti 20 miliardi di lire. A un bando per l’acquisizione e il rilancio hanno risposto in cinque, tra cui una multinazionale in accordo con l’Università di Padova

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L’ospedale di Mezzaselva forse “rivede" la luce

(C.R.) Nelle settimane scorse del caso si è interessata anche la trasmissione “Striscia la Notizia”, che ha inviato il Gabibbo sull’Altopiano di Asiago. Una presenza quella del famoso “pupazzo” motivata dal voler conoscere il futuro dell´ex istituto elioterapico di Mezzaselva, considerato (probabilmente a ragione...) uno dei maggiori sprechi a livello pubblico nel mondo della sanità italiana. La struttura, considerata a tutti gli effetti un fiore all'occhiello della sanità veneta, venne chiusa nel giugno 2004, dopo che era stata completamente ristrutturata tra la metà degli Anni Ottanta e la metà degli Anni Novanta per un investimento di circa 20 miliardi di vecchie lire. Le prime speranze nel vedere la struttura riaperta emersero nell'aprile 2009, quando la Regione e l´Ulss 3 lanciarono un concorso di idee al quale parteciparono una decina di studi di progettazione, conclusosi nel novembre 2009 con la premiazione di tre progetti socio sanitari, ma che poi non ebbe seguito. Ora sembra riaprirsi una nuova speranza di rilancio della struttura.

 

Valentino Frigo, sindaco di Roana:

«C'è notevole interesse, speriamo sia la svolta decisiva»

valentino frigo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il primo a sperare che il 2012 possa essere l'anno della svolta è ovviamente Valentino Frigo, sindaco di Roana, che come i suoi colleghi che l'hanno preceduto (Davide Bolzon e Mario Porto) ha sempre lottato a difesa della struttura ospedaliera, che dava lavoro a un'ottantina di persone, tra medici, sanitari e addetti di vario tipo, nella quasi totalità residenti nel Roanese o ad Asiago.

gabibbo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Noi siamo fiduciosi che possa davvero essere l'anno della svolta - le parole del primo cittadino di Roana, che ha espresso gli stessi concetti anche al Gabibbo - anche se spesso in passato si erano profilati progetti poi finiti nel dimenticatoio. Certamente il bando lanciato a febbraio dall'Ulss 3, per conto della Regione Veneto, per individuare "soggetti interessati alla locazione dell'immobile per lo svolgimento di attività compatibili con la destinazione sanitaria o socio educativa" ci fa ben sperare. Hanno risposto in cinque, a conferma di un notevole interesse che potrebbe finalmente portare a qualcosa di concreto».

Tra i cinque gruppi che sono interessati alla ristrutturazione dell'ex istituto, c'è anche una società multinazionale impegnata nella riabilitazione neurologica in accordo con l´Università di Padova. «Entro fine aprile - l'annuncio di Valentino Frigo - verranno aperte le buste e prese in considerazione le offerte: a quel punto capiremo anche i progetti dei singoli gruppi che riguardano il rilancio dell'ospedale di Mezzaselva. Noi ci contiamo, perché in un momento molto difficile dal punto di vista economico la riapertura di una struttura sanitaria privata garantirebbe un certo numero di posti di lavoro».

 

Luigi Martello, immobiliarista e assessore comunale:

«L'eventuale riapertura della struttura sarà un veicolo di promozione»

Nel dibattito abbiamo coinvolto anche Luigi Martello, titolare dell'Immobiliare Roana (la più importante nel comune roanese con sede nella centralissima Piazza Santa Giustina) assieme al papà, ma che nel comune di Roana ricopre anche il ruolo di assessore al turismo e alle attività produttive, due deleghe collegati direttamente all'eventuale riapertura della struttura di Mezzaselva.

«Noi ci contiamo in maniera decisa - spiega Martello - e personalmente posso dire di essere fiducioso pur con tutte le difficoltà del caso, visto che il bando coinvolge anche la politica e l’Ulss. Sicuramente si tratta di un bando ben indirizzato, come peraltro lo confermano le risposte numerose: cinque rappresenta un numero che forse nessuno si attendeva. Da parte nostra, come amministratori pubblici, faremo di tutto anche per accelerare i tempi, ci auguriamo di poter avere qualcosa in mano di concreto entro fine anno».

A Martello abbiamo chiesto se l'ex istituto di Mezzaselva rappresentava un indotto anche sotto il profilo immobiliare. E se questo potrebbe avvenire in caso di riapertura della struttura. «Con tutta franchezza direi di no - precisa - se non ricordo male solo un medico affittò un appartamento a Roana per un certo periodo. Diciamo che coloro che lavoravano a Mezzaselva era già residenti in Altopiano e quindi avevano già una casa. Per quanto riguarda i familiari dei pazienti facevano quasi tutti i pendolari e in alternativa la soluzione più comoda era quella di trascorrere periodi, comunque brevi, in albergo, in particolare al "K2" che si trova proprio sopra Mezzaselva. Sicuramente bar e ristoranti possono vantare maggiori vantaggi rispetto alle immobiliari».

«Siamo convinti - conclude Martello - che l'eventuale riapertura della struttura sarà un veicolo di promozione. In particolare se viene aperto un centro di eccellenza nazionale arriveranno delle persone che non conoscendo l'Altopiano, potranno anche innamorarsene, come già avvenuto in passato».

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