NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Schio e Thiene più “povere” senza l’ospedale

Nostra inchiesta nei due centri dell’Alto Vicentino per capire il calo dell’indotto relativo alla chiusura dei due nosocomi. Emerge la preoccupazione dei commercianti per il calo di affari

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Schio e Thiene più “povere” senza l’ospedale

(C.R.) Il nuovo ospedale di Santorso, come noto, ha portato alla chiusura, soprattutto per quanto riguarda il pronto soccorso e i reparti, dei nosocomi di Schio e Thiene, anche se le due strutture, almeno per il momento, rimangono punti di riferimento a livello sanitario, per le analisi del sangue e servizi minori. “La Domenica di Vicenza”, attraverso il suo portale internet, ha realizzato un “viaggio” nei due principali centri dell’Alto Vicentino per capire le conseguenze provocate dalla “soppressione” delle due strutture. Ne emerge un quadro preoccupante, con i commercianti che hanno già evidenziato un calo negli affari. Eccolo nel dettaglio.

 

Guido Xoccato, presidente mandamento

di Schio dell’Assocommercianti: «Senza l’ospedale ci saranno

ricadute negative sull’economia locale»

Schio e Thiene più “povere” senza l’ospedale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A lanciare l’allarme è Guido Xoccato, presidente del mandamento di Schio dell’Associazione Commercianti, che va subito al nodo del problema. «La chiusura dell’ospedale di Schio - spiega - avrà sicuramente delle ripercussioni negative, anche se ad appena un mese dalla chiusura è troppo presto per valutare in che percentuale. Senza dubbio l’ospedale garantiva, come in qualsiasi zona dove la struttura sanitaria è collocata abbastanza vicino al centro, una certa movimentazione di persone, molto spesso parenti o amici di degenti, che poi si fermavano per un caffè, una passeggiata in centro o qualche acquisto al volo. Ora quei cittadini sono completamente scomparsi e non c’è dubbio che quell’indotto, seppure minimo, non ci sarà più».

I commercianti scledensi guardano, in prospettiva futura, all’area dismessa del “De Lellis”. «Non saranno tempi brevi – ammette Xoccato – anche perché la situazione economica non favorisce i finanziamenti e c’è poco ossigeno per gli investitori. Ci sarà il modo di confrontarci, con gli amministratori e gli operatori economici locali, perché si tratta di una superficie ambita, abbastanza a ridosso dal centro storico centri. In una futura riqualificazione di queste aree noi riteniamo sia doveroso aprire un dibattito per capire il possibile utilizzo di questa area: tuttavia come Ascom non abbiamo presentato nostre proposte e peraltro non abbiamo mai discusso in maniera concreta, anche se la soluzione più logica è un’area mista commerciale e residenziale».

«Non c’è dubbio – conclude Xoccato – che questa area rimarrà per qualche anno un punto di domanda del futuro del Schio, così come è l’area dell’ex Lanerossi. Bisognerà capire anche gli sviluppi del nuovo Piano regolatore generale, che probabilmente sarà decisivo per capire quali saranno le decisioni degli amministrazioni».

 

Roberto Dall’Aglio, assessore a sicurezza,

trasporti e quartieri del comune di Schio: «Ora inutilizzato un enorme parcheggio,

ma il disagio riguarda quanti devono andare a Santorso»

Schio e Thiene più “povere” senza l’ospedale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A Roberto Dall’Aglio, ex comandante della Polizia Municipale di Vicenza e attualmente assessore a sicurezza, trasporti e cura dei quartieri del comune di Schio abbiamo chiesto come è cambiata l’area esterna del “De Lellis” di Schio. «In questo momento - dice Dall’Aglio - risulta inutilizzato un grande parcheggio che ora per l’appunto a servizio dell’ospedale e che ora di fatto risulta quasi completamente libero. Per quanto riguarda la viabilità non c’è dubbio che ora il quartiere è più tranquillo e con meno traffico, quindi sicuramente più vivibile per la gente. Per quanto riguarda la viabilità non direi che quanto fatto diventa inutile, in quanto lo snodo dell’ex ospedale rimane importante per l’intero comune di Schio. Il futuro del “De Lellis”? E’ tutti in mano alla Regione e all’Ulss, la nostra speranza è che non venga abbandonata e non diventi una cattedrale nel deserto. Indubbiamente ci saranno problemi sotto il profilo commerciale e il trasferimento del nosocomio porterà sicuramente delle criticità per un certo numero di esercenti».

«Detto questo – aggiunge l’assessore – va sottolineato che la chiusura dell’ospedale di Schio, almeno per quanto riguarda le degenze e il pronto soccorso, rappresenta soprattutto un disagio per quelle persone che non guidano e che devono recarsi, magari con una certa frequenza, come nel caso di chi assiste un parenti, all’ospedale di Santorso. La distanza tra i due nosocomi è di circa 5 chilometri, percorribile in pochi minuti di auto ma una distanza improponibile per chi non ha questa possibilità. Il problema non è di facile soluzione visto che non esistono nessun collegamenti di mezzi pubblici. E anche per chi va in auto c’è un problema parcheggi, ora al vaglio dei sindaci della zona, tra cui quello di Schio: nel parcheggio di Santorso la tariffa oraria è di 1,20 euro, chi rimane ad assistere un parente per buona parte della giornata arriva a spendere anche 10 euro».

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