NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Quel correre in auto che non perde di fascino

Con Franco Cunico, Mauro Peruzzi, Walter Bizzotto, Patrizia Capuzzo (CSAI) e Gigi Lucky Battistolli un incontro sulla stagione dei rally nel vicentino e sul ritorno dopo decenni della Mille Miglia – I problemi organizzativi, quella della conciliazione con i vari comitati, ma anche l'accoglienza in gran parte positiva che costituisce la risposta vera del territorio

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Quel correre in auto che non perde di fascino

(g. ar.)- È stagione che si addolcisce: tra le altre cose, è stagione di rally. E per la provincia di Vicenza significa almeno tre manifestazioni di grande livello, tutte organizzate e realizzate sotto marchio CSAI (la garanzia dell'ACI, in poche parole), tutte fortemente regolamentate e ancor più fortemente attese. Da Asiago a Bassano ad Arzignano, non si può dire che la stagione dei rally rischi mai di passare inosservata tanta è l'attesa che la precede e l'entusiasmo che l'accompagna.

Avvenimento di rilievo anche dal punto di vista puramente tecnico sportivo e non solo spettacolare. Proprio dalla provincia di Vicenza escono non a caso alcuni dei piloti e dei navigatori che si sono messi in maggiore evidenza anche in campo internazionale come ad assecondare la tendenza e la tradizione del Veneto che al fianco di personaggi come Miky Biasion, Franco Cunico, Gigi Battistolli, Petruzzi, Cazzaro e tanti altri piazza, uno per tutto, quel Munari che portò le marche italiane a vari titoli iridati di specialità.

Quel correre in auto che non perde di fascino (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Se un rischio non lo corre il rally nel vicentino e nel Veneto, questo è di sentirsi fuori luogo o in terra di nessuno. Gli organizzatori lo sanno benissimo e per questo non fanno che lavorare da un anno all'altro perché gli appuntamenti principali rimangano ben saldi in calendario e mantengano salda la tradizione.

L’argomento è stato, alla base della nuova tavola rotonda di In Piazza dove avevamo invitato Franco Cunico, Mauro Peruzzi, Walter Bizzotto, Patrizia Capuzzo (CSAI) e Gigi Lucky Battistolli, vale a dire piloti e navigatori oltre che organizzatori, o insieme con la rappresentante della Commissione, automobilistica sportiva del Veneto.

L'appuntamento con i rally non è peraltro l'unico in calendario in questa stagione 2012m dal momento che la novità più importante può davvero essere considerato il ritorno a Vicenza della Mille Miglia che passò da queste parti qualcosa come più di una ventina di anni fa. Questa volta la Mille Miglia non solo ritorna ma lo fa nel modo più spettacolare e convincente per chi vorrà fare da spettatore e cioè approdando al punto odi controllo sistemato in Piazza dei Signori.

Un grosso pacchetto dunque che viene offerto agli appassionati dell'automobilismo sportivo e che segna probabilmente una data senza precedenti per la provincia e la città di Vicenza da molto tempo a questa parte.

Ma naturalmente il mondo dei rally non è soltanto successi e consensi: ogni volta che si lavora per organizzare una manifestazione spuntano gruppi sparsi che tentano di opporsi con fondamentalmente una ragione base in comune e cioè la pericolosità del passaggio delle auto e il disturbo che possono provocare nei centri abitati. Quest'anno tocca ad esempio al rally di Schio che sta affrontando appunto una serie di contestazioni non si sa bene quanto fo0ndate ma sicuramente in grado di creare non poche difficoltà, come ad esempio il coinvolgimento della Prefettura per la tutela della sicurezza pubblica. Le decisioni non si conoscono ancora, né si sa esattamente i ricorsi a chi verranno presentati dal comitato formatosi per opporsi al rally.

Nel corso della discussione a In Piazza abbiamo affrontato però anche altri temi: quelli tecnici del rally, della guida sportiva, della suggestione di una manifestazione di prestigio mondiale come la Mille Miglia, ma anche i problemi di conciliazione che la CSAI deve affrontare lungo tutto il corso del calendario sportivo per distinguere con precisione tra manifestazioni autorizzate e con marchio ACI e altre manifestazioni che invece nascono nella logica di federazioni parallele e realizzano competizioni offrendo magari prezzi al ribasso ai piloti che si iscrivono. Forse la domanda è proprio sul numero a quanto pare crescente di questi equipaggi: se c'è davvero un travaso importante dalla CSAI alle altre federazioni vale la pena di capirne le ragioni vere.

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