NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Sui centri estivi soffia l'aria della crisi

Boom a Vicenza per gli Educamp (tra i più frequentati d'Italia), ma in diversi comuni della provincia crescono le difficoltà. Leggero calo a Schio e abbattimento dei costi a Thiene. Intanto alcuni piccoli centri hanno unito le forze

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Sui centri estivi soffia l'aria della crisi

(C.R.) La crisi soffia anche sui centri estivi. Le difficoltà economica delle famiglie hanno ridotto le partecipazioni dei ragazzi e le iniziative organizzate dalle amministrazioni locale. Non mancano tuttavia le eccezioni, in primis a Vicenza dove gli Educamp, sostenuti anche dal Coni nazionale, stanno registrano un autentico boom. "La Domenica di Vicenza" ha voluto fare un viaggio nella provincia berica per capire come sta procedendo l'estate 2012. E ha scoperto che in tempo di crisi c'è anche chi si ingegna unendo tra loro le forze.

 

A Vicenza avviato uno dei progetti-pilota in Italia voluto dal Coni

L'assessore Umberto Nicolai: «Gli Educamp costeranno 400 mila euro»

nicolai (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Vicenza è una delle prime città italiane dove sono stati proposti gli Educamp, che ora interessano 25 città sparse nel territorio nazionale. «Grazie al contributo di Coni e Ministero dell’Istruzione – conferma Umberto Nicolai, presidente provinciale del Coni e assessore allo sport del Comune di Vicenza - quest’anno gli Educamp in Italia si sono allargati, sino a diventare per l'appunto 25. Nel 2011 Vicenza è stata la città che ha raccolto più iscrizioni ma anche quest'anno, pur con i numeri parziali, saremo comunque una delle prime in Italia. Attualmente i bambini frequentanti sono circa 600, alla fine prevediamo che saranno 4.700 le settimane complessive, visto che alcuni ragazzi arrivano a farne sino a sette. I partecipanti sono nella quasi totalità bambini di Vicenza, ma abbiamo avuto richieste anche dai centri dell'hinterland. Abbiamo anche un ragazzino di Padova, che arriva ogni mattina con il papà che lavora a Vicenza».

Sono dieci in tutto (tre più del 2011) le settimane previste in questa edizione dell’Educamp, nei periodi compresi tra l'11 giugno e il 3 agosto e tra il 27 agosto e il 7 settembre. I centri estivi si tengono in quattro sedi (due più dello scorso anno) distribuite su tutto il territorio comunale: palazzetto dello sport di via Goldoni, palestra Tiepolo a San Pio X, palestra Loschi ai Ferrovieri e palestra Zecchetto a San Lazzaro.

Così organizzati gli Educamp del Coni, rivolti ai bambini dai 5 ai 14 anni, sono destinati a registrare un autentico boom anche nei prossimi anni proprio per la grande offerta sotto il profilo sportivo. «I corsi - precisa Nicolai - sono improntati su diverse discipline sportive: dall’atletica leggera al baseball, dal calcio alla ginnastica artistica, passando per la lotta, il basket, la pallavolo, il rugby, il tennis, il judo, la corsa orientamento e l’equitazione, con quest'ultima che viene svolta in un centro ippico a Sossano, nel Basso Vicentino, dove i ragazzi vengono accompagnati in pullman. In pratica l'unico sport che non viene fatto è il nuoto: una decisione presa per non ostacolare i corsi estivi organizzati nelle piscine. In compenso per i più grandicelli abbiamo lanciato anche un piccolo corso di giornalismo sportivo».

Un discorso a parte riguarda costi e spese: a carico di ogni partecipante il costo è di 70 euro a settimana in caso di tempo pieno (dalle 8 alle 17.30, con i pasti forniti da un’azienda di ristorazione nei locali delle mense scolastiche) e di 40 euro invece se la frequenza è solo al mattino (dalle 8 alle 12.30). Il costo comprende anche i kit Educamp che comprendono due t-shirt, un paio di pantaloncini, cappellino, zainetto e borraccia in regalo. «Sono prezzi abbordabili - ammette il presidente provinciale del Coni - ma che sono stati possibili anche grazie al contributo del Coni nazionale pari a 80 mila euro e a 30 mila euro raccolti da noi attraverso le sponsorizzazioni. Se contiamo che le quote complessive ammonteranno a circa 270 mila euro, l’investimento complessivo da parte nostra sfiora i 400 mila euro: l'obiettivo da parte nostra è arrivare a pareggio, non certo quello di guadagnare. Va anche detto che i bambini sono seguiti da animatori laureati o che frequentano scienze motorie o scienze della formazione, nonché da tecnici sportivi delle diverse discipline, che sono ovviamente pagati per queste prestazioni».

«Rispetto all'anno scorso - conclude Umberto Nicolai - abbiamo registrato in percentuale un calo dei ragazzi che si fermano anche per il pranzo e su questo non c'è dubbio che influisce la crisi economica».

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