NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La coperta corta degli interventi sociali

Dieci mesi dopo la prima trasmissione dedicata al mondo degli handicappati e delle strutture che li assistono siamo tornati sull'argomento per constatare che la situazione non è affatto migliorata e che anzi il problema di non disporre di sufficienti risorse si sta spezzettando in una miriade di responsabilità dentro cui sono coinvolti anche i Comuni che di soldi ne hanno meno di tutti

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La coperta corta degli interventi sociali

(g. ar.)- Del mondo del volontariato si occupano per legge le fondazioni bancarie chiamate ad erogare una percentuale annua sui propri patrimoni. Fino a un momento fa l'investimento era di un milione e trecentomila euro, ora la cifra si è ridotta a 200mila euro. Come dire sei volte di meno con tanti auguri ai progetti e ai programmi che il volontariato organizzato in associazioni onlus dedica normalmente al proprio intervento.

La coperta corta degli interventi sociali (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)In Piazza ha aperto la sua puntata dedicata al mondo dell'handicap e dell'autismo proprio con questa sottolineatura che corrisponde perfettamente alle posizioni attuali assunte dal settore sociale pubblico nei confronti di alcuni settori del disagio ritenuti un tempo quanto meno strategici.

Il problema è che appunto nel momento stesso in cui si toglie forza al volo0ntariato se ne toglie anche automaticamente a tutto il resto. Le onlus che lavorano nel settore dell'handicap non possono campare di aria, debbono poter contare sull'appoggio senza equivoci del mondo dell'amministrazione pubblica, per cui ogni sbavatura, ogni ammanco sia o no improvviso, provoca, disagi a dir poco devastanti.

Il problema nel problema è costituito dal fatto che ad esempio le conferenze dei sindaci che stanno a testimone delle attività territoriale delle ulss si trovano di fronte a loro volta ad una situazione difficilissima per cui come in un perverso gioco del domino dove una tessera non resta più in piedi e spinge anche la più vicina a cadere si creano i presupposti per una caduta generalizzata in fondo a cui sta una prospettiva in questo momento davvero preoccupante.

Dire che sono le famiglie degli handicappati a dover intervenire direttamente in qualche misura per sostenere le spese di accompagnamento dei loro figli è un po' come andare a frugare nelle tasche di chi non ha una lira sperando di trovarci qualche banconota.

In Piazza è tornata ad occuparsi del tema insieme con Giuseppe Danieli sindaco di Monteviale e presidente della conferenza dei sindaci dell'ulss di Vicenza, Vanni Poli, a lungo presidente dell'Anffas per conto della quale è ora rappresentante in consiglio regionale della federazione FISH, Riccardo Cagnes, presidente del comitato coordinatore delle associazioni onlus che lavorano nel mondo dell'handicap e Antonella Tofano presidente del nucleo vicentino di Autismo Triveneto.

Nessuno ha smentito naturalmente la difficoltà attuale di regolare governa e coordinare tutta la complessa tematica del mondo dell'handicap rapportato alle questioni finanziarie e di investimento pubblico. Ben difficile trovare soluzioni vere e stabili in una condizione come quella attuale che brilla -si fa per dire- per l'incertezza di fondo dalla quale sono avvolti tutti i possibili ragionamenti.

Se ci sono soluzioni, proprio in considerazione di questo momento, bisognerà far ricorso ad una collaborazione stretta e generosa tra tutte le parti in causa.

Un dato soprattutto lascia intendere quale sia il problema vero di questa mancanza di fondi: per seguire adeguatamente un soggetto autistico occorre un lavoro di quattro ore al giorno al costo di 25 euro per ora e per un totale di 100 euro al giorno. Ebbene, la situazione è invece la seguente: le quattro ore al giorno sono sparse lungo una settimana, diventano nel mese soltanto 16 e l'investimento previsto è in totale di 457 euro.

La delicatezza del tema, la complessità dell'intervento pedagogico e anche sanitario, descrivono già per conto loro il significato vero di questo salto di cifre e di ore tra necessità accertate e prestazioni assicurate. È chiaro che in queste condizioni occorre fare qualcosa di più che non limitarsi a parlare assicurando appoggi che poi alla fine non arrivano e se arrivano non coprono che una piccola parte della necessità. La coperta è sempre troppo corta...

La coperta corta degli interventi sociali (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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