NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Scuola e trasporti, matrimonio che non si farà

Al terzo anno (più un quarto di premesse) la trattativa per conciliare gli orari dei bus con quelli delle lezioni non ha fatto un passo in avanti, anzi: tutto è fermo all'aprile di quest'anno quando le parti dichiararono a In Piazza che erano pronte a ricominciare la discussione: FTV, AIM, Rossi, Piovene e Quadri ci hanno spiegato i perché di questo blocco che non promette progressi

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Scuola e trasporti, matrimonio che non si farà

(g. ar.)- Tre anni dopo non è cambiata una virgola: scuola e società di trasporti non fanno un passo avanti nel loro dialogo a questo punto completamente arenato, anzi, tutto rimane bloccato praticamente all'aprile di quest'anno quando a In Piazza intervennero tutte le parti in causa per spiegare che si poteva ricominciare a trattare sulla questione delle due fasce di entrata a condizione che...

Inutile dire che proprio quella ipotesi rimane l'unica che AIM e FTV hanno insistentemente chiesto e continuano a chiedere di veder realizzata dal momento che sarebbe sufficiente questo semplice, minimo accorgimento per far scendere di qualcosa come centomila euro all'anno le spese della sola AIM.

Né d'altra parte si tratta di un capriccio delle due società: la richiesta è specifica e si fonda sulla base di un calo sostanziale di finanziamenti che la Regione prevede di passare in bilancio sul tema dei trasporti, sospinta a sua volta dalle restrizioni dettate dal governo a livello nazionale che ha operato tagli sensibili nei trasferimenti agli enti locali su qualsiasi previsione di spesa.

Scuola e trasporti, matrimonio che non si farà (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Problemi di organizzazione nella scuola e probabilmente altri particolari che si fatica comunque a far affiorare hanno portato a questo stallo che permane ancora oggi nonostante ogni possibile dichiarazione di buona volontà.

Da notare che le posizioni principali sono appunto quelle delle società di trasporto e della scuola, mentre restano a questo punto al margine sia gli studenti e il loro coordinamento, sia l'organismo interistituti che rappresenta i genitori. Studenti e famiglie hanno confermato infatti di non essere affatto pregiudizialmente contrari alla chiusura del sabato, ma anche qui a patto di alcune condizioni peraltro molto comprensibili: dotazione di mense alle scuole e assicurazione che nel periodo di intervallo tra le ore del mattino e quelle pomeridiane all'interno di ciascun istituto ci sarà la necessaria sorveglianza.

L'argomento è stato dibattuto nella prima delle due puntate che In Piazza ha deciso di dedicargli: la trasmissione di questa settimana ha chiamato al tavolo della discussione oltre a FTV e AIM anche i presidi di tre scuole cittadine. La prossima settimana sarà invece la volta delle scuole superiori della provincia e con questo crediamo di poter fornire un quadro completo della situazione così come si può riscontrare nel capoluogo e in alcuni dei maggiori Comuni.

Si tratta di un tema molto interessante perché anche all'interno della stessa scuola, da sempre non compatta sull'argomento, stanno emergendo dissensi anche importanti di cui varrà la pena di parlare. Esempio per tutti: il preside del Brocchi Gianni Zen, che per Bassano svolge le funzioni di coordinatore dei presidi delle scuole superiori, dice molto polemicamente e senza mezzi termini che questa situazione va attribuita completamente a carico delle scuole di Vicenza: “Mentre nel resto della provincia e qui a Bassano in particolare ci stiamo dando da fare perché una soluzione la vogliamo, è chiaro che a Vicenza questo tema non interessa che pochi intimi. Il che causa, ha causato e continuerà a causare la completa paralisi di un discorso che invece andrebbe completato con una soluzione decente. Mi domando a questo punto se tutta questa indifferenza non dipenda dal fatto che tutti i ragionamenti della scuola vengono fatti in base alle esigenze degli insegnanti, che non vogliono impegni pomeridiani almeno nella maggioranza, invece che con la necessaria attenzione alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie. Fino a prova contraria sono proprio loro i nostri datori di lavoro...”

In Piazza ha quindi dedica a questo tema la quinta puntata della serie. Partecipano il responsabile della Mobilità di AIM Pio Porelli, il dirigente del movimento FTV Paolo Ronzani, il preside del Rossi Lorenzo Gaggino, quello del Piovene Antonio Mingardi e il vicepreside del Quadri Diego Peron.

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