NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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L'autostrada A31 punta a nord tra sogni e resistenze

I sindaci vicentini contenti dopo le nuove modifiche, ma nel comune Valdastico sono state raccolte 300 firme da parte dei contrari. Un coro quasi unanime: «I trentini dovranno rassegnarsi, si tratta opera di interesse nazionale ed europeo»

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L'autostrada A31 punta a nord tra sogni e resisten

L'autostrada A31 punta a nord tra sogni e resisten (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)(C.R.) Aperto il primo tratto della Valdastico Sud - 7 chilometri dall'interconnessione con la A4 Serenissima sino al casello di Longare-Montegaldella, poi si proseguirà a stralci sino alla primavera 2014, quando si prevede la conclusione dell'opera - ora l'autostrada A31 guarda alla prosecuzione a nord. Secondo il progetto preliminare, quello rivisto, i circa 39 chilometri da Piovene Rocchette (dove è ferma dalla metà degli Anni Settanta) a Besenello (Trento) costeranno circa 2 miliardi di euro, ma rimane l'incognita della ferma opposizione dei politici trentini, che continuano a dirsi contrari alla prosecuzione dell'arteria. Negli ultimi tempi una certa apertura è arrivata dalle categorie economiche trentine, ma lo "sblocco" dell'opera potrebbe arrivare dal Governo, qualora decidesse di inserire l'arteria tra le opere prioritarie per il corridoio 1° verso l'Europa.

Non sembrano invece esserci più ostacoli, da parte dei sindaci e amministratori vicentini, dopo che è stato cambiato il tracciato dell´A31: soddisfatti i primi cittadini visto che la quasi totalità delle modifiche apportate al progetto della Valdastico Nord sono state fatte prendendo in considerazione le osservazioni dei consigli comunali delle amministrazioni interessate. Secondo il parere dei primi cittadini le modifiche sono tali da attenuare il temuto impatto ambientale. Ma ecco, di seguito, come la pensano i sindaci dei principali comuni vicentini coinvolti nella prosecuzione a nord della Valdastico.

 

Il retroscena di Maurizio Colman, sindaco di Piovene Rocchette:

«I trentini non vogliono la Valdastico per motivi puramente economici»

L'autostrada A31 punta a nord tra sogni e resisten (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Ma quali problemi di inquinamento e di impatto ambientale: i trentini non vogliono la Valdastico Nord solamente perché l'Iva relativa ai pedaggi dell'AutoBrennero va direttamente nelle casse della loro Provincia e non vogliono vedere diminuire questo consistente introito». A rendere noto questo interessante retroscena è Maurizio Colman, sindaco di Piovene Rocchette, nel cui casello la Valdastico Nord è ferma da molti decenni.

«Io credo sia arrivato il momento di spingere sull'acceleratore - aggiunge il sindaco Colman - per mettere in moto l'iter del proseguimento a nord della A31 Valdastico. Ostacoli non dovrebbero più essercene visto che i sindaci e la spa che presiede la Società autostrada Brescia-Padova hanno fatto tutto quanto era nelle loro possibilità per manifestare la volontà di proseguire con l'opera a nord. Adesso la "patata bollente" passa al Governo e agli organismi preposti che devono continuare l'azione importante svolta dai rappresentanti territoriali, imponendosi al Trentino. Anche per il fatto che entro il 2014 l'autostrada A31 sarà completata a sud, non rimane che portare il progetto negli uffici del comitato interministeriale programmazione economica, affinchè si dia il via alla fase esecutiva. Le proteste dei politici trentini? È un opera prioritaria a livello nazionale ed europeo, quindi ritengo che questo aspetto avrà ragione su tutto e che alla fine prevalga il buon senso. E in ogni caso sul continuo parere negativo dei trentini non regge il discorso legato all'aspetto ambientale: per quanto riguarda la Valdastico in territorio trentino è quasi completamente in galleria, quindi non regge la scusa dell'impatto ambientale. Ribadisco che il loro "no" è legato a problemi solamente economici».

Il territorio di Piovene Rocchette non verrà interessato ulteriormente dal proseguimento a nord dell'arteria. «È vero non lo sarà - prosegue il sindaco di Piovene - ma io nell'ultimo anno ho combattuto molto perché qui non si tratta di difendere il proprio orticello, ma bisogna guardare con una prospettiva più ampia. Una volta terminata l'arteria a sud da Rovigo a Piovene Rocchette rischia di diventare un'opera monca, quindi la prosecuzione verso Trento diventa prioritaria. Confermo che il casello non verrà spostato più a nord, come invece era stato preventivato in passato, ma resterà dove si trova ora. Nei primi chilometri del nuovo tratto non sorgerà l'area di servizio che invece sarà collocata più a sud, nel comune di Zanè, in un'area già di proprietà dell'autostrada Brescia-Padova, a un paio di chilometri dall'uscita di Piovene Rocchette. Sono convinto che questa arteria, in un momento come quello attuale di crisi economica, possa rappresentare un volano, oltre che uno sbocco a nord verso l'Europa e a sud verso il centro Italia».

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