NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Oratori, nel Vicentino coinvolti 37 mila tesserati

Oltre un centinaio le strutture, di cui 80 iscritte a "Noi Vicenza", che è il comitato territoriale della Diocesi berica. Non solo sport e attività ricreative, ma anche musica e corsi vari. Il problema dei bilanci economici

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Oratori, nel Vicentino coinvolti 37 mila tesserati

(C.R.) Possiamo chiamarli oratori, ma anche patronati. Fanno parte anche della storia vicentina ma, dati alla mano, non rappresentano solo un pezzo del passato. Nella provincia berica sono oltre un centinaio le strutture presenti, di cui ottanta iscritte regolarmente al comitato provinciale di "Noi Associazione", presente anche a livello veneto (che vanta il 50% delle presenze in Italia) e nazionale. "Noi Vicenza" è il comitato territoriale della diocesi di Vicenza, nato nel 2002 dall’evoluzione dell'Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia) che a sua volta si proponeva come associazione di promozione sociale. "Noi Vicenza" (sito web www.noivicenza.it) è costituito da 110 circoli/oratori della diocesi di Vicenza, di cui 80 nella provincia berica (a margine dell'articolo l'elenco completo), 16 in quella di Verona e 14 nella provincia di Padova - una distinzione doverosa visto che come nome il territorio provinciale è leggermente diverso da quello della diocesi - per un totale di 33.950 tesserati (dati aggiornati a fine 2011). In realtà si tratta di numeri in difetto: la stima parla di 37 mila tesserati complessivi nel Vicentino, visto che di fatto una ventina di strutture in provincia non sono iscritte all'associazione. Ma soprattutto esistono diversi altri oratori (nell'ordine di diverse decine) collegati direttamente alle parrocchie e finora mai censiti come tali. 

 

Don Matteo Zorzanello, presidente del comitato berico di "Noi Vicenza":

«Numeri in crescita, ma è necessario l'aiuto di tutti in un momento di stasi»

Zorzanello_Mattei (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Un punto di riferimento di queste strutture è, come detto, il comitato provinciale di "Noi Associazione", meglio conosciuta e registrata come "Noi Vicenza", la cui sede si trova presso il Palazzo delle Opere sociali in piazza Duomo. A presiederla è don Matteo Zorzanello che ne ha fatto un'autentica missione e che trascorre tutte le mattinate al coordinamento generale.

«Noi Vicenza – spiega don Matteo – persegue finalità di solidarietà civile, culturale e sociale volte alla promozione dell’aggregazione, in particolare delle giovani generazioni. Il tutto attraverso l’oratorio e il circolo e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati, con riferimento ai valori evangelici. Lo slogan comune è "Oratorio, spazio per crescere", perché oltre al tempo libero e allo sport, c'è la possibilità di stare assieme, un'opportunità straordinaria non solo per i giovani, che rappresentano la maggioranza dei soci, ma anche per tutti coloro che partecipano alle altre attività».

Statuto alla mano l'associazione mira al sostegno dei circoli/oratori affiliati e al coinvolgimento di tutti i soci, tramite una serie di iniziative ed attività che rispecchiano le finalità dello statuto stesso. «L'attività non è limitata al gioco del pallone e ai giochi ricreativi - aggiunge il presidente del comitato vicentino - come probabilmente venivano intesi i patronati sino agli Anni Settanta. Il Comitato Territoriale, così come avviene negli centri del Veneto e italiani, provvede a tutta una serie di servizi per i circoli che partono dal tesseramento e arrivano alla consulenza amministrativa, passando anche per corsi, concorsi e mostre. Inoltre organizziamo e strutturiamo i momenti dei vari circoli, oltre ad essere veicolo di informazione e pubblicità di attività locali e molto altro».

Questo progetto, che quest'anno festeggia il decennale, ha bisogno di essere continuamente alimentato. «In effetti è proprio così, nel senso che dopo un decennio di attività in crescita e numeri in aumento c'è ora la necessità di garantire, se non proprio un ricambio, un maggiore aiuto e collaborazione da parte di altri volontari, in un momento difficile dal punto di vista economico che poi si rispecchia anche nella società. L’impegno di noi preti rimane forte, ma in questo momento serve responsabilizzare nell’organizzazione di queste attività anche i laici, che noi dobbiamo anche seguire e coordinare. Come si può intuire non è un lavoro facile perché si tratta di attività diverse tra loro, in realtà geografiche diverse e con problematiche legate alle persone. Un nostro motto è quello delle porte aperte a tutti e in tal senso è confortante in generale anche l'inserimento dei ragazzi stranieri, così come avviene nelle scuole. Come espresso anche nelle riunioni a livello nazionale e regionale c'è bisogno di ritornare sulle fondamenta dell’oratorio di una volta, magari anche con nuove proposte, come quelle delle attività dal doposcuola, dei corsi di musica e della voglia di confrontarsi».

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