NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Colti... a leggere

Originale titolo per una mostra fotografica curata da Renato Freddolini e Andrea Lomazzi: gli scatti colgono gente comune immersa nella lettura e personaggi illustri legati al mondo del libro

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Colti... a leggere

Colti... a leggere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Con un curioso e intelligente gioco di parole, "Colti... a leggere", Palazzo Cordellina in contrà Riale accoglierà dal 19 ottobre una rassegna inserita nell'ampio cartellone di "Passaparola", la nuova edizione del Forum del Libro e della Lettura che sarà ospitato per la prima volta a Vicenza dal 26 al 28 ottobre. Ad una settimana esatta dall'apertura di un'altra esposizione sul tema librario e vicentino, dal titolo "Neri Pozza editore d’alta cultura", che aprirà i battenti venerdì 12 alle 17 nello stesso palazzo in collaborazione con Angelo Colla, editore che per anni lavorò a fianco di Pozza, la rassegna sarà una galleria di fotografie organizzata dalla Biblioteca Bertoliana e avrà per tema la lettura in tutte le sue manifestazioni. L’esposizione, che resterà aperta fino al 6 gennaio prossimo (come quella su Neri Pozza), sarà divisa in due sezioni: la prima proporrà una settantina di fotografie realizzate da Renato Freddolini e dal Gruppo fotografico 400 ASA e avrà la caratteristica di cogliere l'attimo in cui ciascuno di noi diviene lettore: di libri ma anche di periodici ed e-book; lettore in biblioteca ma anche per strada, in treno, nei mezzi pubblici o all’aperto; lettore per professione o per puro piacere; lettore famoso oppure no. La seconda sezione, curata da Andrea Lomazzi, ex responsabile amministrativo della Bertoliana, mostrerà una trentina di ritratti fotografici da lui stesso realizzati su vicentini legati al mondo del libro e della cultura.

Lomazzi, da dove è venuta l'idea di questa iniziativa e chi ha pensato al curioso titolo?

«La direzione della Bertoliana mi ha proposto di organizzare una mostra fotografica sul tema del libro e della lettura, da affiancare alle attività promosse dal Forum. L'argomento mi coinvolgeva particolarmente e ho accettato volentieri. Ho coinvolto nell'impresa un gruppo fotografico vicentino molto attivo e motivato, il 400 ASA, che ha fatto i suoi primi passi sotto la guida di Renato Freddolini, anch'egli presente con alcune sue foto nell'esposizione. Pur restando nei limiti imposti dal titolo, la mostra ha due aspetti distinti: Freddolini ed il Gruppo hanno spesso colto al volo i lettori, sia in atteggiamenti spontanei e naturali, sia ricostruendo volutamente situazioni che spesso fanno riflettere lo spettatore sull'esercizio della lettura. Lo spazio a me riservato rientra invece più nella classica tipologia del ritratto. Ho potuto fotografare oltre una trentina di personalità legate al mondo del libro, della cultura e dell'arte. Tra l'altro mi sembra che, con i dovuti distinguo, si possa far rientrare questa esposizione nel filone delle grandi mostre sul ritratto che si tengono in questo periodo in città. Il titolo della mostra è dovuto invece alla fantasia ed intuizione di Chiara Peruffo, funzionaria della Bertoliana, che si sta occupando dell'organizzazione dell'evento».

Colti... a leggere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Chi sono i vicentini famosi che ha fotografato e come li ha scelti?

«Quando mi è stata proposta l'iniziativa - a metà maggio - mi sono fatto un elenco di chi avrei potuto contattare più facilmente, soprattutto pensando ai tempi alquanto ristretti. Ho la fortuna di conoscere persone come Fernando Bandini, Ilvo Diamanti, Emilio Franzina, Franco Barbieri e tanti altri che, per un motivo o per un altro, vivono a stretto contatto con il libro e la cultura. È un bel mondo, vario ed articolato, profondo e ricco di sfumature. Mi spiace comunque di non aver potuto, per motivi di tempo e di spazio, riprendere molte persone che purtroppo non sono riuscito ad inserire nel mio elenco. Ma spero di poter continuare, anche al di fuori da questa mostra, a ritrarre tante altre personalità. Conoscerle e creare un legame durante l'esecuzione del ritratto è per me un modo di arricchirmi spiritualmente. Alla fin fine c'è un fondo di verità nella vecchia superstizione che riteneva che il fotografo rubasse l'anima delle persone: al termine di una sessione di foto io me ne vado con un pezzetto di spirito di chi ho ritratto...».

Quale è stato il personaggio fotografato che l'ha colpita di più e perché?

Colti... a leggere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Difficile rispondere a questa domanda, ognuna delle persone fotografate mi ha regalato qualcosa del suo io. Forse potrei indicare l'artista e artigiano Pino Guzzonato, che sono andato a trovare nel suo rifugio ad Acquasaliente (già il nome è una poesia). Lo conoscevo appena (avevamo collaborato alla pubblicazione di un calendario): è un uomo massiccio e con delle grosse mani con le quali incide lastre di plexiglass dove disegna piume di uccelli di una delicatezza commovente. Parla degli alberi che circondano il suo laboratorio come se fossero delle persone. E sono certo che li ritenga tali».

Lei ha vissuto nell'ambiente librario, ma ha anche la passione per la fotografia: da dove le proviene?

«È una passione che ho avuto da ragazzino e poi ripreso con assiduità in età adulta. Probabilmente sono stato condizionato dall'ambiente familiare: mia madre era un'appassionata fotografa e pittrice, mio padre un affermato pittore ed incisore. Quando stampo le fotografie in camera oscura uso ancora le vasche che utilizzava mio padre per le acqueforti».

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