NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Due anni dopo l'alluvione, tra opere realizzate e polemiche

Ingenti i lavori fatti e in corso d'opera da parte del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, ma non tutti i sindaci si dicono soddisfatti. Da Valli del Pasubio il maggiore grido d'allarme

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Due anni dopo l'alluvione, tra opere realizzate e

(C.R.) 1 novembre 2010, due anni dopo. Si avvicina il secondo anniversario della tragica esondazione che nel Vicentino ha provocato 2 morti e diverse centinaia di milioni di euro di danni. Ferite non ancora del tutto rimarginate che sono evidenti non solo a Vicenza e Caldogno, i due comuni più colpiti, ma anche in diversi centri dell'Alto Vicentino, alle prese con frane, smottamenti e danni non ancora sistemati. Per questo motivo www.ladomenicadivicenza.com ha voluto fare un viaggio nella provincia berica per raccogliere il grido d'allarme e i lamenti dei sindaci, ma anche per capire quanto è stato fatto e dove sarà ancora fondamentale intervenire.

 

Antonio Nani, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta:

«Grandi interventi fatti e in corso, ma servirebbero ulteriori 150 milioni difficili da reperire»

Due anni dopo l'alluvione, tra opere realizzate e (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Oltre 2 milioni di euro di interventi complessivi già realizzati, ma anche altri 13 milioni e 400 mila euro di opere già finanziate (vedere tabella a parte) dalla Regione Veneto in corso di esecuzione da parte del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta. E ancora, è imminente la gara per l’affidamento dei lavori di adeguamento  dei bacini demaniali di Trissino ed Arzignano per un importo complessivo di 26 milioni e 151 mila euro. Sono queste le cifre ufficiali a due anni dalla tragica esondazione che ha messo in ginocchio, oltre a Vicenza e Caldogno, anche altri molti comuni del Vicentino e Veronese

Ecco i principali interventi finanziati dalla Regione Veneto in corsodi esecuzione da parte del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta  

 Riqualificazione del fiume Retrone nel comune di Creazzo  1 milione di euro
 Sistemazione del Rio Selva nel comune di Montebello Vicentino  80 mila euro
 Sistemazione scolo Ferrara nel comune di Arcugnano  500 mila euro
 Ripristino del Rio Carbonare nel comune di Monteforte d’Alpone (VR)  150 mila euro
 Costruzione bacino di laminazione sullo scolo Degora nel comune di Brendola  1 milione e 500 mila euro
 Lavori per la riduzione delle piene del fiume Fibbio nel Veronese  2 milioni e 324 mila euro
 Sistemazione del fiumicello Brendola nel comune di Brendola  1 milione e 500 mila euro
 Ripristino spondale del canale Mordini nei comuni di Zugliano e Sarcedo  500 mila euro
 Sistemazione dello scolo Mutti nel comune di Monteforte d’Alpone (VR)  1 milione e 100 mila euro
 Sistemazione dello scolo Salvi nel comune di Nanto  1 milione e 649 mila euro
 Sistemazione degli scoli affluenti all’impianto idrovoro Degora-Capri (VR)  250 mila euro
 Realizzazione di un nuovo collettore in sinistra Progno di Illasi (VR)  1 milione e 800 mila euro
 Riqualificazione della Roggia Feriana nel comune di Caldogno  300 mila euro
 Sistemazione del fiume Tribollo nei comuni di Quinto Vicentino e Vicenza  560 mila euro
 Adeguamento impianto idrovoro della Fontega nel comune di Arcugnano  183 mila euro
 Totale  13.396.000 euro

«Dopo la grande alluvione del 2010 - spiega Antonio Nani, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta - siamo immediatamente intervenuti con tre interventi di somma urgenza per ripristinare alcuni tratti arginali e muri di sponda, gravemente danneggiati dalla piena. Nello specifico gli interventi hanno interessato alcuni corsi d’acqua dei comuni di Caldiero, Illasi, Roncà e Gambellara per 200 mila euro; il rifacimento di un importante manufatto idraulico lungo lo scolo Ronego a Noventa Vicentina per altri 200 mila euro. Infine la stessa cifra di 200 mila euro è stata investita per la ripresa di frane, ripristino e rifacimento delle sponde completamenti divelti dalla piena nel territorio di Caldogno».

Lo stesso Consorzio è intervenuto, con proprio personale e mezzi, per ripristinare molti corsi d’acqua di sua gestione, gravemente danneggiati dalla piena. In particolare si è provveduto al ripristino di argini, alvei e relativi manufatti danneggiati, nonché all’adeguamento  di varie strutture idrauliche, che manifestavano criticità dopo l'esondazione del 1° novembre 2010. «Complessivamente tra la fine del 2010 ed il 30 giugno 2012 - aggiunge Nani - il Consorzio ha effettuato oltre 130 interventi per una spesa complessiva di 880 mila euro. Interventi più complessi, 23 per la precisione, sono stati affidati a ditte esterne con una spesa complessiva di 1 milione e 190 mila euro, interamente finanziati con fondi del  Consorzio. I principali interventi hanno riguardato, nel Vicentino, la zona di Ca’ Tosate nel capoluogo berico, numerose  valli collinari nei comuni di Schio, Zugliano e San Vito di Leguzzano e numerosi corsi d’acqua ricadenti nel comune di Caldogno».

«La costruzione dei bacini demaniali di Trissino ed Arzignano - aggiunge il presidente del Consorzio - è un’opera fondamentale per la salvaguardia idraulica del fiume Agno Guà. Tale opera consentirà di trattenere, in caso di piena, circa 2,8 milioni di metri cubi di acqua. L'ampliamento del bacino di Montebello metterà in sicurezza tutta l’area ai confini tra le province di Vicenza e Verona dalle piene del fiume Alpone. Va inoltre realizzato il bacino sul torrente Timonchio in comune di Caldogno, a difesa della città di Vicenza, ma è necessaria anche la realizzazione della  diga di Meda e di alcune casse di espansione, nel comune di Breganze, per trattenere le acque del torrente Astico, principale affluente del fiume Bacchiglione: si tratta di interventi molto impegnativi, per oltre 150 milioni di euro, di cui non vi sono previsioni di finanziamento».

Da parte del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta non solo opere anti-alluvione, ma anche interventi per non disperdere l'acqua, bene molto prezioso come ha dimostrato l'ultima estate caratterizzata dalla siccità. In particolare i quattro pozzi di infiltrazione, cosiddetti “pozzi bevitori”, a Sarcedo, realizzati in collaborazione la Provincia di Vicenza, consentiranno  di immettere in falda circa 4 milioni di metri cubi di acqua all’anno.

«Il Consorzio - conclude Antonio Nani - è partner del Progetto Life+Aquor con la Provincia di Vicenza ed altri soci per realizzare ulteriori e nuovi sistemi di ricarica della falda nell’ambito del Progetto Life per un importo di 1 milione e 814 mila euro, parzialmente finanziato dall’Unione Europea. In particolare provvederemo a breve a realizzare due nuovi pozzi di infiltrazione a Montecchio Precalcino ed un nuovo sistema di infiltrazione con “trincee drenanti” a Sarcedo, per una spesa complessiva di 307 mila euro, di cui 125 mila a carico del Consorzio ed i restanti 182 mila euro a carico della Comunità Europea. In questo modo si andrà ad alimentare ulteriormente le falde acquifere, fondamentali per tutte le prese acquedottistiche, presenti nelle zone più a valle, tra cui Dueville, Monticello Conte Otto e Vicenza».

Due anni dopo l'alluvione, tra opere realizzate e (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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