NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Neri Pozza: un personaggio illustre per due Palazzi

Nel centenario della nascita la citta' lo ricorda con due mostre a palazzo Cordellina e palazzo Chiericati, dove il lascito finalmente e' a disposizione di tutti i vicentini

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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LIBRIAMO – NERI POZZA

LIBRIAMO – NERI POZZA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)LIBRIAMO – NERI POZZA (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

Nell'anno delle grandi mostre e iniziative culturali vicentine non si può dimenticare un altro evento di rilievo, il centenario della nascita di Neri Pozza, noto intellettuale vicentino scomparso nel 1988, artista ed editore, tra le personalità di maggior spicco della storia vicentina del ‘900. Poliedrico uomo di cultura profondamente legato a Vicenza, sua città natale, Pozza è stato editore colto e raffinato, scultore, incisore e scrittore. Amico e assiduo frequentatore di artisti e letterati, grazie all'incontro con Lea Quaretti, che divenne sua moglie, nel 1946 fondò la casa editrice che ancora oggi porta il suo nome. Pozza è stato per almeno un trentennio un imprescindibile punto di riferimento per la cultura vicentina, alla quale ha donato il corpus delle sue incisioni e delle sue sculture, oltre che la collezione d'arte creata insieme alla moglie.

Il programma delle celebrazioni, già iniziate in giugno con l’edizione 2012 di Libriamo a lui dedicata in occasione della pubblicazione delle Opere Complete, cui è seguita nelle scorse settimane la dedicazione di un busto in bronzo dell’artista Nereo Quagliato con l’intitolazione del relativo Largo (che, detto per inciso, proprio in questi giorni è oggetto di aperte polemiche da parte di alcuni artisti e letterati vicentini, tra cui anche Fernando Bandini, i quali lo ritengono inadeguato e fuori posto), entra ora nel vivo con altre due iniziative culturali di alto pregio nate dalla sinergia fra assessorato alla cultura del Comune, Musei civici e Biblioteca Bertoliana.

La prima è la mostra "Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati" dedicata ai ritratti presenti nelle collezioni della Pinacoteca civica, con un’apposita sezione riservata alla figura di Neri Pozza. Il percorso espositivo, pensato per introdurre il visitatore alla storia della città e dei suoi personaggi e aperto al pubblico fino al 20 gennaio 2013, riserva ben tre sale a Neri Pozza, di cui il Museo conserva per lascito testamentario un nutrito gruppo di opere di sua mano: 43 sculture e 158 incisioni, oltre alla collezione d’arte intitolata a lui e a alla moglie Lea. Tra le opere esposte si possono apprezzare 25 teste-ritratto di amici e familiari di mano dell’autore e una selezione di ritratti estrapolati dalla sua collezione d’arte, tra cui quello della moglie Lea di Virgilio Guidi, oltre a 14 vedute di Vicenza.

La seconda è l'esposizione "Neri Pozza editore d'alta cultura", inaugurata in questi giorni e ospitata fino al 6 gennaio a Palazzo Cordellina, che privilegia, all'interno della vasta produzione e dei molteplici interessi del letterato, il tema dell’editoria. Alla Biblioteca Bertoliana infatti è stato donato nel 2002 l'archivio editoriale Neri Pozza, che documenta l'importante livello culturale e imprenditoriale raggiunto dalla casa editrice grazie all'infaticabile e intelligente opera del suo fondatore. La mostra, alla quale ha dato il suo contributo Angelo Colla, anch'egli editore e stretto collaboratore di Neri Pozza, illustra in particolare, attraverso pannelli, documenti e carteggi, l'editoria da lui realizzata per le istituzioni, i musei e gli enti culturali e la pubblicazione di libri d'arte impreziositi da incisioni d'autore. All'editore bissarese, che oggi pubblica libri di qualità, abbiamo rivolto qualche domanda.

Colla, ci parli della mostra di Palazzo Cordellina.

«Di solito quando si parla di Neri Pozza si prendono in considerazione i primi vent’anni della sua attività, dal 1950 al 1970, gli anni che lo fecero conoscere in Italia come editore di raffinate opere di narrativa e poesia - Il primo libro delle Favole di Gadda o La Bufera di Montale - scopritore di talenti - Parise, Bandini - inventore di collane di saggistica prestigiose come la Biblioteca di Cultura, capace di misurarsi con gli altri editori e di imporsi sul mercato nazionale.

Questa mostra, invece, vuole illuminare i vent’anni successivi, quando l’accesa concorrenza editoriale obbligò Pozza a specializzarsi e a privilegiare la pubblicazione di opere di alta cultura destinate a studiosi e specialisti, libri certo più costosi, anche perché molti erano di argomento artistico e abbondantemente illustrati, ma in parte - e in qualche caso totalmente - sponsorizzati. Al contrario di quello che potrebbe sembrare, però, anche in questa seconda fase la qualità dell’editore Neri Pozza si rivelò grande e rara».

Per esempio?

«È sempre lui che progetta le opere, spesso in più volumi e in grossi tomi, ed è lui con il suo prestigio di uomo di cultura e di specchiata onestà che riesce a convincere i banchieri di turno a finanziare libri indispensabili al progresso degli studi nel campo dell’arte, della storia e della letteratura. Un altro filone dell’attività editoriale di Pozza indagato dalla mostra è quello dei libri di pregio e numerati, libri illustrati con incisioni originali o con disegni commissionati ad artisti illustri, come il Vangelo con i disegni di Casorati, le Favole di Gadda con quelli di Mirko Vucetich, le Favole di Esopo con le incisioni di Valeria Vecchia, e i molti libri in basse tirature dell’amico pittore e incisore Leonardo Castellani».

Perché è importante per Vicenza ricordare oggi la figura di Pozza?

«Perché è uno dei vicentini più illustri del Novecento e perché ci ha lasciato un patrimonio a cui tutti possiamo attingere con frutto: un esempio di onestà e di impegno civile di cui oggi si sente la mancanza. Il più grande complesso di opere eseguite da un artista contemporaneo sul tema della propria città - più di 100 vedute incise di Vicenza, una settantina di sculture, una decina di libri, oltre cento edizioni di autori vicentini o su argomenti vicentini. E una collezione di oltre cento dipinti per quello che avrebbe dovuto essere il museo d’arte moderna di Vicenza, finora non realizzato. Una casa editrice, la Neri Pozza, ancora indipendente e tra le migliori d’Italia».

Lei è stato legato a Neri Pozza per motivi professionali e lo ha conosciuto bene: chi era?

«Un uomo capace di fare le cose eccezionali che ho elencato: di praticare la scultura e l’incisione a grande livello, di essere un poeta e uno scrittore di talento, e un editore insigne. Un uomo di forti ideali, di grande moralità, acuto nel capire le situazione, determinato nell’applicarsi alla soluzione dei problemi, attento ai giovani e generoso nell’incoraggiarli ad esprimere i loro talenti».

Lei possiede un archivio personale di opere di Pozza.

«Neri Pozza ha avuto la bontà di considerarmi, oltre che suo segretario, anche amico, e mi ha affidato molte carte personali e manoscritti nella convinzione che li avrei saputi conservare ed usare nel modo migliore. Alcuni sono pubblicabili, e li darò alle stampe, come ho fatto per l’Educazione cattolica, quando le condizioni mi sembreranno favorevoli».

Un suo ricordo particolare dell'uomo?

«L’attenzione discreta e dissimulata con cui seguiva i miei progressi di apprendista editore e la decisione con cui mi spingeva ad affrontare compiti che credevo superiori alle mie forze: il mio primo editing, il primo menabò di illustrazioni, il primo testo per le bandelle e per la quarta di copertina, il primo articolo sul giornale, la prima conferenza. Gli sono grato anche di certe sfuriate tempestose, indispensabili a vincere la mia timidezza di allora».

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LIBRIAMO – NERI POZZA (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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