NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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L’emozione della musica dal vivo

Intervista a Paolo Pigato, presidente della Società del Quartetto, sulla stagione appena iniziata e che vivrà sui 15 concerti in programma al Teatro Comunale

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L’emozione della musica dal vivo

Con un programma di oltre 80 eventi e 260 artisti provenienti da 22 diverse nazioni e 4 continenti, ha preso avvio nei giorni scorsi la nuova stagione concertistica della Società del Quartetto di Vicenza che durerà fino all'estate 2013 e proporrà quindici concerti oltre ad un nutrito carnet di proposte che... la musica in tutta la sua... dal Festival Omaggio a Palladio al Teatro Olimpico con András Schiff e la Cappella Andrea Barca ai i corsi di formazione orchestrale con Leon Spierer a Palazzo Leoni Montanari; dagli incontri musicali all'Ospedale di Vicenza alle conferenze nelle scuole superiori del Veneto; dalle iniziative per il mondo della scuola di Vicenza e Provincia alla pubblicazione di un'antologia didattica e agli incontri in libreria con gli artisti. La stagione 2012-2013, la numero 103 della sua lunga storia, ha come motivo conduttore quello delle emozioni: "Emoziònati" è infatti lo slogan, ma anche l'invito, a lasciarsi coinvolgere, ad uscire di casa per vivere la musica da spettatori protagonisti. La promessa è quella di offrire, appunto, emozioni: non a caso, per ciascuno dei 15 concerti in programma è stato coniato un titolo che abbina la musica all'entusiasmo, allo stupore, al divertimento, ma anche al sogno, al ricordo ed alla riflessione. La promessa è quella di smuovere, di arricchire, di arrivare dritto al cuore degli spettatori come solo la musica eseguita dai grandi interpreti è in grado di fare.

L’emozione della musica dal vivo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Per parlare di questa prestigiosa proposta musicale per la città, abbiamo incontrato il presidente della Società del Quartetto, Paolo Pigato, al quale chiediamo innanzitutto di spiegarci meglio il tema delle emozioni, visto che è quello usato come slogan per lanciare la nuova stagione.

«Crediamo molto nell'ascolto dal vivo della musica perché, com'è facilmente intuibile, la prima Sinfonia di Brahms o la quinta di Schubert, la Sonata numero 2 di Rachmaninov o il Prélude à l’Après-midi d’un faune di Debussy, per citare solo alcuni esempi famosi, li puoi ascoltare in cd o alla radio, comodamente seduto sulla poltrona di casa, ma non sarà mai la stessa cosa, per quanto fedele sia la riproduzione. Vissuti dal vivo invece si trasformano in un'esperienza unica ed irripetibile che si svolge solo quella sera e, per noi, solo al Teatro Comunale di Vicenza».

I concerti saranno il cardine di tutta la stagione?

«Il nucleo di tutta l'attività sono i quindici concerti al Teatro Comunale caratterizzati da un'onda emotiva che scorre idealmente da un evento all'altro. Difficile segnalare, all'interno della stagione, un concerto di quelli da non perdere assolutamente: potremmo citare il Brahms proposto dagli ottanta elementi dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi o il virtuosismo di Yuja Wang. Il talento di Cameron Carpenter o la trasgressione dei Mnozil Brass. La classe dell'Hilliard Ensemble o la raffinatezza de La Petite Bande. Il carisma di Salvatore Accardo o il suono dei Mahler Chamber Soloists».

Com'è andata la "prima", dedicata alla memoria del Marchese Giuseppe "Boso" Roi?

«Benissimo, con un tutto esaurito ed un pubblico concentrato e molto partecipe. Tutti i musicisti che ospitiamo alla fine del concerto ci fanno i complimenti per la qualità del pubblico che trovano a Vicenza. L'aver creato, negli anni, una platea competente, esigente, ma allo stesso tempo molto calda, ci riempie d'orgoglio. L'Orchestra Verdi, che ospitavamo per la seconda volta, è una splendida realtà fra le compagini sinfoniche italiane. Qualche settimana fa il critico Paolo Isotta del Corriere l'ha considerata addirittura superiore a quella della Scala. Un risultato straordinario, se pensiamo che il prossimo anno festeggerà solo i primi vent'anni di vita. Inoltre, ricordando Roi, non possiamo dimenticare che nei primi anni Sessanta fu tra i primi a promuovere un giovane violinista italiano, Salvatore Accardo, che pochi anni prima si era imposto all'attenzione internazionale vincendo, diciassettenne, il prestigioso premio Paganini di Genova. Fra le stanze dell'Accademia Stauffer di Cremona, fabbrica di strumentisti ad arco dove Accardo da parecchi anni tiene corsi di alto perfezionamento, è nato nel 2000 il famoso Quartetto di Cremona».

L’emozione della musica dal vivo (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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