NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Due anni dopo sempre a rischio di alluvione

La rapidità di interventi promessa nel 2010, subito dopo la devastante uscita dagli argini del Bacchiglione in varie parti dell’area a nord di Vicenza, non c’è stata Molta perplessità tra l’altro per provvedimenti annunciati dall’inizio di questo mese e che avrebbero dovuto essere decisi molti mesi prima…

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Due anni dopo sempre a rischio di alluvione

(g. ar.)- La domanda che la gente vittima due anni fa dell’alluvione rovinosa che tutti ricordiamo si sta rivolgendo è la seguente: e se si ripetesse oggi, saremmo nella stessa situazione?

Contribuisce fortemente a questa incertezza e a tutte le paure che si trascina dietro la lentezza dei provvedimenti che in questi due anni hanno visto o una realizzazione completa, oppure appena accennata, ovvero soltanto annunciata dei lavori di difesa e messa in sicurezza. Il fatto che nel giro degli ultimi quindici giorni si siano susseguite notizie francamente anacronistiche come l’innalzamento degli argini dall’Albera in direzione del centro, che ai sommozzatori dei vigili del fuoco sia stato dato incarico di andare a verificare al ponte delle Barche la stabilità strutturale del manufatto e che infine  di tutto il progetto che prevedeva vasche di laminazione e di sfogo delle piene da nord a sud della provincia non ne siano rimaste sul tavolo che un paio, non può certo contribuire alla tranquillità di tutti quei nuclei di case che nel 2010 sono uscite devastate dalla piena del Bacchiglione.

Due anni dopo sempre a rischio di alluvione (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nel contesto di questo discorso delle cose fatte, fatte a metà, oppure non fatte, si inserisce d'altra parte anche l'intervento del sindaco di Vicenza Variati alla trasmissione In Fondo condotta dal direttore di TVA Luca Ancetti; Variati ha spiegato che qualcosa di risolutivo è stato fatto, perlomeno nella misura prevedibilmente ridotta che un Comune si può permettere: Vicenza ha infatti costruito una rete informativa di prevenzione che riguarda il suo versante nord, diciamo pressappoco dal bacino del Pasubio e del Posina/Bacchiglione fino a Caldogno e quindi alle porte della città.

Questa mappa della prudenza dovrebbe nelle intenzioni fornire a Palazzo Trissino una visuale completa in tempo reale dei punti di rischio del sistema idrogeologico considerato e scongiurare quindi avvenimenti rovinosi come quelli che Vicenza ha già più volte conosciuto scoprendo ogni volta di essere praticamente indifesa.

Aggiungiamo per precisione che se non è proprio completa questa autoassicurazione preventiva rispetto alle alluvioni,o il sistema ora posto in atto è in grado quanto meno di mettere all'erta tutte le componenti del caso. E questo è già una novità rispetto a tutti gli avvenimenti verificatisi fino all'alluvione del 2010. Con queste considerazioni fa il paio naturalmente quanto il Comune ha realizzato sul proprio territorio in materia di prevenzione e informazione sugli avvenimenti meteorologici più rilevanti e rovinosi: è stato da poco inaugurato il sistema di allarme coordinato in vari punti della città con sirene a cui si affida il compito di richiamare l'attenzione quando il pericolo ipotetico diventa più preciso e quando è quindi opportuno prendere misure preventive adeguate per evitare il peggio o quanto meno non farsi trovare impreparati quando e come l'ondata di piena arriverà.

Come abbiamo già sottolineato, il problema non lo può risolvere una singola amministrazione comunale per quanto si sforzi di muoversi su questo terreno particolarmente complicato anche da intoppi burocratici di vari tenore e misura. La questione centrale è infatti sempre e comunque legata alla realizzazione di vasche di derivazione o laminazione alle quali ricorrere in circostanze particolarmente allarmanti deviando in parte consistente il surplus di acqua in quella direzione. Ma è chiaro che non essendo state realizzate queste vasche nei due anni trascorsi dall'ultima alluvione, la situazione di fondo rimane né più né meno quella di partenza. Ed il punto chiave di tutto il ragionamento continua ad essere proprio questo.

Alla tavola rotonda di In Piazza Hanno partecipato e portato il proprio contributo Pierangelo Cangini assessore alla protezione civile del Comune di  Vicenza, Marcello Vezzaro sindaco di Caldogno, Enzo Zennaro dirigente del Genio Civile di Vicenza e Massimo Faccin presidente del Comitato alluvionati di Caldogno Rettorgole e Cresole.

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