NR. 13 anno XXVI DEL 28 MARZO 2021
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Nabucco: partitura eterna interpretazione attuale

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Nabucco: partitura eterna interpretazione attuale

Maestro Allemandi, “Nabucco” è la terza opera di Verdi e fu anche il primo trionfo. Quali furono le ragioni per cui piacque tanto? Era solo il contesto storico-politico del Nord Italia che era sotto il dominio austriaco o ci sono altre ragioni? E quali quelle per cui piace oggi?

Nabucco: partitura eterna interpretazione attuale (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Antonello Allemandi: «Io ho diretto anche la prima opera, che “Oberto”. Da Oberto c’è un grosso salto con il Nabucco, che è la prima opera importante: si capisce che comincia ad avere uno stile differente ed è un’opera giustamente rappresentata molto. La forza teatrale di Verdi è mostruosa, ogni opera ha un colore. Nabucco è un’opera molto “muscolosa” e i momenti dell’aria finale sono diversi da tutto il resto».

Verdi è uno dei compositori d’opera più famosi del mondo, come Mozart o Puccini e molti altri. Cosa ha favorito la produzione di opere così immortali? Perché oggi non si riesce a comporne più di altrettanto incisive? È un forma considerata vetusta oppure sono anche operazioni di marketing oppure oggi non c’è una convinzione sufficientemente forte tra i musicisti che l’opera può essere una forma interessante?

A.A.: «Di compositori viventi che scrivono opera ce ne sono anche oggi, il problema è vedere cosa si scrive e che impatto al sul pubblico. Ai tempi di Verdi c’era una identificazione totale del pubblico con il momento: la famosa aria del Rigoletto, lui l’aveva tenuta nascosta fino all’ultimo perché non si sentisse prima sennò la gente la fischiettava per la strada. All’epoca non c’erano Itunes e la musica riprodotta e quindi una melodia immortale di Verdi, nel momento in cui veniva fuori, la gente la canticchiava o la suonava. Quando si dice opera popolare era veramente tale perché non c’erano le soap-opera o il Grande Fratello e la gente si identificava completamente nelle storie. il linguaggio musicale è cambiato per cui è normale: l’opera non ha più lo stesso significato di allora».

A livello di suono, quanto incide la lingua utilizzata in un libretto sull’interpretazione di una partitura da parte di un direttore d’orchestra? Il suono di una lingua ha una sua musicalità.

A.A.: «A me è capitato di fare “La favorita” di Donizetti sia in italiano che in francese (l’originale è in francese), cambia tutto. Io sono abituato a sentire Verdi cantato in italiano. So che i critici, gli specialisti e gli intellettuali preferiscono il “Don Carlos” in francese perché l’originale è in francese ma a me “Ella giammai m’ amò” piace in italiano, proprio perché cambia, c’è una differente maniera di trattare».

 

nr. 43 anno XVII dell'8 dicembre 2012

Nabucco: partitura eterna interpretazione attuale (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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