NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
google
  • Newsletter Iscriviti!
 
 

La missione impossibile dei pendolari

Prima di tutto ottenere regolarità nei viaggi e negli orari, in secondo luogo avere un servizio decente in cambio di tariffe di abbonamento che non sono leggerissime, e poi trovare un interlocutore che risponda in modo credibile ai quesiti: né Trenitalia né la Regione lo hanno fatto finora a parte precisazioni tutto sommato irrilevanti rispetto all'entità dei problemi

facebookStampa la pagina invia la pagina

La missione impossibile dei pendolari

g. ar.)- In un paese come l'Italia, popolatissimo essenzialmente di corporazioni autoreferenziali e parti in perpetuo conflitto, c'è almeno una categoria che non ce le fa a spuntarla: i pendolari. Da anni subiscono e segnalano, arrivano tardi al lavoro, all'università, a scuola, e segnalano; pagano tariffe di abbonamento non certo lievi eppure hanno in cambio un servizio troppo spesso sotto i limiti della decenza media; quando lamentano ritardi macroscopici dei treni e si lamentano dell'esiguità degli spazi disponibili sugli stessi non c'è ombra di spiegazione plausibile da parte dei responsabili:P da una parte i dirigenti di Trenitalia, dall'altra la Regione Veneto che è datore di lavoro e controllore primo dei termini di contratto. Posti pochi, carrozze sempre limitate al minimo e quindi insufficienti, caldo e freddo non controllati, ma soprattutto un affollamento insopportabile anche in viaggi non lunghissimi come nel caso di Vicenza/Schio o Bassano/Padova tratte lungo le quali il pendolare abituale ne vede di tutti i colori.

I treni locali sono in questa condizione e la reazione dei pendolari è proporzionata a quanto accade. E tra l'altro c'è anche una questione sicurezza non irrilevante:l il 13 dicembre tra Dueville e Vicenza il trenino che si chiama Minuetto ha trasportato una scolaresca delle elementari che ha viaggiato in piedi senza trovare posto.

La missione impossibile dei pendolari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La scuola aveva chiesto la prenotazione, ma la risposta è stata negativa: non si può. Il che è abbastanza comprensibile dal momento che dopo la partenza da Schio il problema inco0ntrollabvile comincia a Thiene con l'affollamento che comincia e si completa poi a Dueville, salvo peggiorare a Cavazzale.

Sembra la maledizione dei Maya: alla dannazione eterna. La verità è che sembra davvero una missione impossibile quella di chi ha bisogno di un mezzo pubblico per raggiungere il posto di lavoro o una scuola di un’altra città ovvero una università. Finché le distanze rimangono confinate nell’ambito di qualche chilometro, vedi bus cittadini, la questione si rimedia, ma se parliamo anche soltanto di distanze nell’ambito di una provincia o di più province allora il problema diventa un tormento quotidiano somministrato da un medico, in genere i treni, come da un medico sadico: almeno due volte al giorno, con tanti auguri.

La verità probabilmente sta nel fatto soprattutto che i pendolari non fanno massa d'urto, non producono sprint elettorali, non godono di alcuna forza contrattuale: sono divisi e assolutamente soli, in balia dei capricci di chi fornisce il servizio, quando e come crede, ignorando completamente le situazioni ed i numeri e non riconoscendo mai le ragioni del disagio che vengono manifestate dagli utenti. I pendolari sono come i carcerati: tantissimi e con a disposizione lo spazio ridotto della metà rispetto a quello che occorrerebbe.

Pare non vi siano concrete possibilità di cambiare questo stato di cose anche se basterebbe una carrozza in più sulla Vicenza Schio per permettere di trovare un posto dignitoso e viaggiare nel rispetto dei termini di contratto che uno pensa di sottoscrivere quando compra un abbonamento. E su altre linee la situazione è sempre la stessa.

Come abbiamo già sottolineato, i treni sono sovraffollati, il servizio è pessimo, la pulizia è teorica, il rispetto degli orari ancora di più. Chi dovrebbe vigilare proprio a contratto su tutto questo, la Regione, non ne viene a capo.

Forse per questo l’assessore Chisso non ha partecipato alla prima puntata dell’anno di In Piazza a cui invece si sono regolarmente presentati: OLIVIER BREMER responsabile per l’Italia di BLABLACAR, GIANCARLO TOLFO della Polizia Ferroviaria di Vicenza e sindacalista SIULP, VERONICA GRILLO pendolare dell’area Vicenza/Schio, DARIO BERTI e LUCIANA BOMBIERI del comitato UFAB (pendolari dell’area Bassano).

continua »

Come installare l'app
nel tuo smartphone
o tablet

Guarda il video per
Android    Apple® IOS®
- P.I. 01261960247
Engineered SITEngine by Telemar