NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Piste ciclabili, avanti tutta. Ma serve un coordinamento

Il tratto più lungo già percorribile è in Riviera Berica, importanti progetti anche a Caldogno e Trissino. E il sindaco di Creazzo lamenta il mancato accordo con Vicenza. «Mai risposto a una lettera del 2009»

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Piste ciclabili, avanti tutta. Ma serve un coordin

(C.R.) Piste ciclabili, avanti tutta nel Vicentino. Tra opere già realizzate, quelle in programma e altre pronte a livello progettuale, il quadro complessivo è abbastanza confortante e proiettato al futuro. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire la questione, sentendo i sindaci di quattro comuni coinvolti maggiormente nella realizzazione di nuove piste ciclabili. Ad emergere, a parte alcune eccezioni, è la mancanza di un coordinamento, in grado di mettere in rete i vari tratti.

 

Giancarlo Campagnolo, responsabile della pista ciclabile "Riviera Berica":

«Ora manca l'illuminazione, ma a noi preme il collegamento con l'Ostiglia»

Giancarlo_Campagnolo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Allo stato attuale il tratto di pista ciclabile più lunga nella provincia berica, è quello denominato "Riviera Berica", che affianca per l'appunto la strada provinciale "247", che collega il capoluogo berico con il Basso Vicentino: si tratta di circa 30 km di pista, da Vicenza sino a Noventa, che attraversa dieci comuni diversi. E se il primo tratto, da Vicenza sino a Costozza di Longare, circa 8 chilometri, fu costruito dalla vecchia amministrazione berica del sindaco Hüllweck (e in minima parte dalle giunte precedenti), gli altri 22 km sono stati fatti grazie ad un coordinamento che ha visto protagonisti proprio i comuni interessati dal passaggio.

«Il tratto da Costozza a Noventa - spiega Giancarlo Campagnolo, sindaco di Castegnero, oltre che responsabile e coordinatore della pista ciclabile "Riviera Berica" - è pienamente funzionante e molto frequentata soprattutto nella bella stagione e nei giorni festivi. Complessivamente è costato 2,8 milioni di euro, di cui 1,5 milioni ottenuti grazie al contributo regionale, ottenuto con il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr.), mentre i rimanenti 1,3 milioni sono stati suddivisi tra i dieci comuni, in proporzione alla lunghezza della pista ciclabile sul proprio territorio. L'opera, come detto, è stata completata come da progetto e anche nei tempi prefissati».

«In realtà rimane da installare l'illuminazione pubblica - aggiunge Campagnolo - che peraltro non era inserita nel progetto e quindi fa parte di un altro stralcio. Il costo di questo intervento, previsto in tutti i 22 chilometri della pista ciclabile, ammonta a circa 400 mila euro, che nelle nostre intenzioni verrebbero in parte pagati con i ribassi d'asta che siamo riusciti ad ottenere nella spesa inizialmente prevista di 2,8 milioni. Anche in questo caso l'eventuale differenza sarà garantita in maniera proporzionale dai vari comuni. L'unico problema, tuttora da risolvere, è legato all'incompatibilità con il Patto di stabilità proprio della mia amministrazione, che è capofila del progetto».

In realtà i sindaci dell'Area berica hanno progetti più ambiziosi per quanto riguarda le arterie riservate solo alle biciclette. «Non vogliamo fermarci qui - annuncia il coordinatore Campagnolo - perché l'obiettivo è garantire uno sbocco in altre piste ciclabili: il progetto su cui stiamo lavorando è il collegamento con la pista ciclabile Ostiglia, che parte da Mantova ed è stata ricavata nell'ex sedime della ferrovia omonima, che una volta terminata giungerà sino a Treviso, attraversando buona parte della provincia padovana e quindi collegando Lombardia con Veneto. Da noi tale incrocio avverrà nel tratto compreso tra Mossano e Barbarano».

 

Stefano Giacomin, sindaco di Creazzo: «Ciclabile in arrivo da Montecchio,

ma rischia di restare incompiuta per un tratto di 1500 metri a Vicenza»

Stefano_Giacomin (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Progetti importanti di piste ciclabili, in parte già funzionanti e utilizzate, da mettere in collegamento tra loro, vedono coinvolta l'amministrazione di Creazzo, che ha già investito molto su queste opere. «Lo scorso autunno - dice il sindaco Stefano Giacomin - è stato inaugurato un tratto di percorso, interamente nel nostro comune, ma indirizzato verso Sovizzo: si tratta di un progetto finanziato dal Consorzio Alta Pianura Veneta, nell'ambito degli interventi di ripristino degli argini, cofinanziato dal nostro comune e dalla Provincia. In tal senso abbiamo già avviato un dialogo con Sovizzo per unire i due comuni attraverso la pista ciclabile che costeggerà il fiume Retrone: le prospettive di realizzazione in tempi brevi sono buone visto che siamo in fase avanzata: il progetto preliminare è già stato approvato e sta per essere avviata la fase di progettazione definitiva ed esecutiva».

A proposito di coordinamento, l'amministrazione guidata dal sindaco Giacomin è stata tra le promotrici dell'accordo di programma, stilato proprio dalla Provincia, che vede coinvolti diversi comuni, tra cui Creazzo, Sovizzo, Castelgomberto e Altavilla, che attraverso protocolli diversi vogliono creare una rete di piste ciclabili nell’ovest vicentino. «L'obiettivo finale - precisa il sindaco - è il collegamento tra loro, visto che allo stato attuale c'è molta discontinuità. Ad esempio per quanto riguarda Sovizzo, in questo comune esistono già dei tratti poi che sfociano nel comune di Montecchio Maggiore, almeno sino all’altezza di Villa Cordellina».

Problemi esistono invece per quanto riguarda il collegamento opposto, in direzione Vicenza. «La nostra pista ciclabile - fa notare il primo cittadino di Creazzo - arriva sino in località Carpaneda, a poche centinaia di metri da Ponte Alto, ai confini con il capoluogo berico. Lì in effetti esiste un problema perché la pista ciclabile non può sfociare sulla regionale verso Verona e quindi è un problema da affrontare. All’inizio del mio mandato, nel 2009, avevo subito scritto al sindaco di Vicenza Achille Variati, non ho avuto ancora risposta: speriamo che i tempi maturino».

Ma potrebbe esserci una soluzione: «A seguito di una nostra osservazione sul progetto della variante alla S.P. 46, la cosiddetta bretella dell'Albera - conclude Stefano Giacomin - la Provincia di Vicenza ha accettato la realizzazione di un sottopasso in zona Villaggio del Sole, che a questo punto potrebbe diventare la soluzione del collegamento della nostra pista ciclabile con il capoluogo berico. Ora vedremo di capire se esiste questa volontà da parte del comune di Vicenza, ma se non fosse così sarebbe davvero un peccato».

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