NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Da Parco Querini ai fiumi: animali fuori controllo

Due alluvioni nell'arco di due anni hanno aggravato sensibilmente una situazione già pesante prima del 2010: invasione di nutrie e centinaia di tartarughe abbandonate da proprietari, così come conigli e pollame di varie specie - Ma c'è anche il problema dei piccioni che una nuova legge impedisce perfino di sterilizzare creando al Comune un impedimento totale ad intervenire in qualsiasi forma o misura

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Da Parco Querini ai fiumi: animali fuori controllo

(g. ar.)- Due alluvioni nell'arco di appena due anni hanno prodotto un risultato straordinariamente negativo per la convivenza tra uomo e animali sia in città che in provincia. Per quanto riguarda ad esempio i parchi cittadini, ed in particolare Parco Querini che confina per tutta la sua lunghezza con il Bacchiglione, la situazione si è aggravata dal momento che è diventata cronica la già intensa e preoccupante invasione delle nutrie, che passano tranquillamente dagli argini a qualsiasi altra destinazione con la più completa disinvoltura, e quella delle tartarughe che invece non sono dovute ad alcuna calamità naturale ma sono invece responsabilità esclusiva a carico di chi se ne libera regolarmente abbandonandole dove capita.

Il quadro non è positivo e lo è ancora meno considerando altre costanti altrettanto preoccupanti e riguardanti altre specie: in cima a tutte ci sono i piccioni che possono ora contare su una nuova legge che li protegge a tutto campo costringendo le amministrazioni comunali a rinunciare a qualsiasi politica di sfoltimento o di sterilizzazione. Risultato: pare una situazione divenuta realmente fuori controllo.

Quali rimedi siano possibili a questo punto è ben difficile perfino immaginarlo perché si ha la netta sensazione che chiunque si ritrovi con le mani legate mentre peraltro la realtà effettiva si moltiplica e si complica ulteriormente senza poter fare letteralmente nulla.

Bisogna dire che in questo settore il freno quasi totale determinato dalla diminuzione di presenza istituzionale della Provincia non fa che aggiungere problema al problema. Come si ricorderà nel corso degli ultimi dieci anni era stata affidata proprio all'amministrazione di via Gazzolle la capacità di intervenire nel settore della regolazione delle specie animali non autoctone, dai roditori agli uccelli, dalle tartarughe inselvatichite per abbandono ai pesci.

Ne erano venuti alcuni interventi particolarmente efficaci soprattutto in direzione del superaffollamento di grandi famiglie come le nutrie, i conigli, i corvi e laddove veniva giudicato indispensabile anche nel settore degli ungulati come i caprioli, cresciuti a dismisura anche per mancanza di un freno da parte di predatori naturali che almeno in questa provincia non esistono più, come ad esempio i lupi o gli orsi.

Detto tutto questo si può tornare al punto centrale della trasmissione dedicata da In Piazza agli animali che determinano una concreta impossibilità di controllo. Mentre esiste un'area come l'oasi di Casale dove la presenza dell'uomo è scandita ovviamente da interventi precisi e dalla reale limitazione di situazioni potenzialmente difficili, basta entrare a Parco Querini per rendersi conto dell'esatto contrario e cioè che non esiste praticamente alcuna possibilità di mettere un limite alla presenza di nutrie, tartarughe, conigli, polli di tutte le misure e qualità. Senza contare i topi, ovviamente.

Le nutrie sono soprattutto quelle che preoccupano di più anche perché oltre alla capacità di raggiungere qualunque obbiettivo territoriale ormai saldamente dimostrata si riproducono ad un ritmo di almeno due volte l'anno e già solo per questo causano un allarmante sovraffollamento che sta coinvolgendo senza eccezioni tutta la provincia nei punti in cui è attraversata da corsi d'acqua, vale a dire praticamente dappertutto con la sola esclusione almeno per ora delle zone di collina e montagna.

In Piazza ne ha parlato con ANTONIO DALLA POZZA assessore del Comune di Vicenza, GIANCARLO BONAVIGO presidente di Federcaccia, ENRICO LA GRECA medico veterinario dell'ULSS 6, ERICA FERRARESE del settore comunicazione ENPA di Vicenza.

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