NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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È Pasqua, tutti a sciare! Ma la stagione rimane deludente

Bilancio a fine inverno con gli impiantisti e gli addetti ai lavori della montagna vicentina. A pesare la crisi economica ma anche il maltempo che ha caratterizzato molti week-end

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È Pasqua, tutti a sciare! Ma la stagione rimane de

(C.R.) È Pasqua, tutti sugli sci. È questo lo scenario di un periodo che propone l'ennesima "ultima coda dell'inverno" e che in questi giorni ha regalato (diciamo così...) una serie di nevicate, sino alle zone collinare, assolutamente fuori stagione. Per quella che è comunque una stagione invernale ormai agli sgoccioli abbiamo fatto un primo bilancio di quanto avvenuto nella montagna vicentina, analizzando la situazione sull'Altopiano di Asiago, a Recoaro e a Tonezza del Cimone. E nonostante molta più neve rispetto all'annata precedente i risultati non sono del tutto confortanti.

 

Mario Timpano, presidente impiantisti dell'Altopiano di Asiago:

«Il turismo invernale è in sofferenza, sbagliate scelte strategiche»

Mario_Timpano (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Gli impianti aperti durante il lungo week-end pasquale non sembrano in grado di raddrizzare una stagione, che nonostante le nevicate abbondanti (ma concentrate soprattutto nei mesi di febbraio e marzo), si chiuderà con un bilancio negativo per i comprensori sciistici dell'Altopiano di Asiago.

«Il turismo invernale si conferma in sofferenza – la posizione di Mario Timpano, presidente degli impiantisti del comprensorio altopianese – e anche questa stagione non si è invertita una tendenza negativa, causata soprattutto dalla crisi economica. Anche a nome dei miei colleghi dell'Altopiano posso dire che il "piatto continua a piangere" e questo sta avvenendo anche in molte altre località venete, quasi tutte ad eccezione di quelle comprese nel Dolomiti Ski».

«Nel mese di marzo - il grido di lamento del presidente degli impiantisti dei Sette Comuni - tutti i week-end sono stati caratterizzati da nevicate o giorni di maltempo, spesso il lunedì è uscito beffardamente il sole. Lo scorso anno era stato un inverno disastroso per la mancanza di neve, quest'anno è nevicato molto al punto che in questi giorni di fine marzo nel comprensorio dei miei impianti, in località Valmaron, ci sono oltre due metri e mezzo di neve, che però non saranno produttivi perché ormai è arrivato aprile, che è un mese che propone temperature incompatibili con l'utilizzo delle piste. In compenso quest'anno i costi sono schizzati alle stelle visto che dopo ogni nevicata è necessario intervenire per liberare la neve dai piazzali, dalle tettoie e dalle zone di transito, oltre naturalmente al lavoro necessario per la battitura delle piste, che necessita dell'uso dei macchinari. La preoccupazione è tanta: altre stagioni invernali di questo livello rischiano di far fallire le società che fanno capo agli impianti di risalita e d'altronde l'attuale situazione economica non sembra consentire l'ottimismo in vista dei prossimi anni».

Secondo Timpano la concorrenza è spietata soprattutto con le regioni confinanti, ma in Altopiano si è fatto poco per mettersi al passo con i tempi. E probabilmente sono stati commessi degli errori strategici. «La scusa che il Trentino ha più soldi di noi da investire non regge più, perché l'area dei Fiorentini si trova in provincia di Vicenza e lì sono stati costruiti collegamenti sciistici con Trento e costruiti bacini d'acqua della capacità di 800 mila metri cubi, per investimenti superiori ai 10 milioni di euro a carico della Regione, mentre la Provincia di Trento ne ha investiti nel proprio territorio circa un centinaio. A questo punto c'è da chiedersi se questo non abbia rappresentato un errore strategico per il turismo vicentino e veneto: i risultati stanno evidenziando che un collegamento sciistico, il cosiddetto carosello, tra il Veneto e il Trentino avrebbe forse avuto più logica fosse stato realizzato tra l'Altopiano e il Trentino. Con una spesa di circa la metà di quanto investito complessivamente si poteva collegare il Verena di Roana, raggiungibile attraverso l'autostrada A31 Valdastico e poi l'ex-statale del Costo, con il Passo Vezzena, che a sua volta è collegato con gli altipiani di Lavarone e Folgaria. Probabilmente in questo senso sarebbe servita più lungimiranza».

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