NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Maratona, che passione! Ma Vicenza è orfana

La provincia berica è l'unica in Veneto (con Belluno) a non ospitare una gara Fidal sulla distanza di 42,195 km. Lanciarla ora è un problema di costi, ma qualcuno lo considera ancora possibile

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Maratona, che passione! Ma Vicenza è orfana

(C.R.) Maratona, che passione! La corsa sulla classica distanza di 42,195 chilometri conquista sempre maggiori appassionati, anche tra i non professionisti, mentre a livello nazionale sono una settantina le maratone Fidal che si disputano ogni anno. Eppure il Vicentino, nonostante qualche timido tentativo in passato, è orfano di questa gara, nonostante la presenza di società di atletica leggera di rilievo e di organizzatori che propongono la "Mezza" e diverse prove sui 10 chilometri. Lanciarla ora è un problema di costi, ma qualcuno lo considera un obiettivo ancora possibile, solamente in un modo: unendo le forze.

 

Christian Zovico, presidente Atletica Vicentina: «Un obiettivo da sempre, ma per il lancio serve un budget di 350 mila euro»

Maratona, che passione! Ma Vicenza è orfana (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Una maratona internazionale è un nostro sogno da sempre ma serve un budget compreso tra i 350 e i 400 mila euro per il lancio a livello di promozione e comunicazione e l'organizzazione della prima edizione». È quanto afferma Christian Zovico, presidente dell'Atletica Vicentina, la società berica più importante in assoluto, che organizza vari eventi tra cui la StrAVicenza che ha raggiunto lo scorso anno il tetto dei 10 mila partecipanti e che nel 2013 ha visto in gara circa 800 agonisti.

«È vero - ammette Zovico con un pizzico d'amarezza - Vicenza è tra le province in Veneto che non ha l'onore di organizzare un evento del genere, in una regione che può contare su eventi di portata mondiale come Venezia, che ha 30 anni di storia e che sfrutta l'immagine dell'arrivo nel cuore della città, ad altri che si sono inseriti a livello internazionale come Padova e Treviso e come Verona, che è in forte ascesa. Ma allo stato attuale un evento del genere lo si può proporre solamente se c'è una spinta politica decisa e una forte disponibilità economica. Che tuttavia non può essere limitata a una sola edizione ma che, nell'eventualità va vista in un'ottica di investimento con lo sguardo rivolto al futuro».

L'Atletica Vicentina era già stata coinvolta nel 2008 in un progetto simile, in occasione degli eventi delle celebrazioni del Palladio, anche se poi l'iniziativa non fu portata avanti proprio per un problema economico. «In quell'occasione - precisa il presidente dell'AV - proponemmo tre percorsi diversi di 42,195 km, che avevano come prerogativa il passaggio a fianco delle ville palladiane, come "La Rotonda" e "Villa Caldogno", perché si trattava di un percorso in regola per i giudici Fidal ma anche incentrato in ambito turistici, con la possibilità di proporre pacchetti da tutto il mondo. È un progetto che conserviamo dentro un cassetto e chissà, un giorno, potrebbe essere tornare utile. Ma come detto non sarà facile, perché servono tanti soldi. Il sogno è che un giorno arrivi un imprenditore, come Renzo Rosso per fare un esempio, e decida di lanciare un progetto legato ad una grande maratona nel Vicentino».

«Sarebbe comunque una strada in salita - ammette Zovico - perché le altre maratone in Veneto sono già conosciute e affermate, anche se la nostra società sarebbe comunque in grado di sostenerla dal punto di vista organizzativo. Alla luce del boom ci sarebbe poi, nell'eventualità anche un problema di calendario: in Italia si disputano tra le 60 e le 70 maratone all'anno e si tolgono i mesi pià freddi e quelli più caldi, succede che in certe domeniche si corrono sino a quattro maratone in contemporanea. Semmai il rammarico, ma che nello stesso tempo è anche un motivo d'orgoglio, che all'interno del nostro club esiste l'Atletica Vicentina Master che in certe maratone vanta un gruppo, tra uomini e donne, superiori ai cento iscritti. Certo, sarebbero strafelici tutti loro, come peraltro noi dirigenti, correre una maratona a casa. Ma in questo momento sarebbe davvero il classico passo più lungo della gamba».

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