NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Crisi imprevedibile 30 anni fa: nemmeno un mago...

Abbiamo tentato il gioco della macchina del tempo con gli ex segretari sindacali Bruno Oboe (CISL), Egidio Pasetto (CGIL) e Pietro Bartolomei (UIL) per capire dalle esperienze dirette, o mediate dopo qualche tempo, se sia mai balenata l'ipotesi di un rovescio di queste proporzioni - Però lungo il discorso vengono anche fuori le idee di oggi e qualche suggerimento su cosa si potrebbe e dovrebbe fare...

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Crisi imprevedibile 30 anni fa: nemmeno un mago...

(g. ar.)- In Piazza di questa settimana ha provato a praticare la magia dell'occulto, a consultare a distanza di 30 anni una simbolicissima sfera di cristallo che forse nessuno ha mai visto davvero: abbiamo provato insomma a parlare di crisi economica giocando un po' con la macchina del tempo e andando a chiedere ai protagonisti del sindacato di trent'anni fa fino a che punto era possibile anche soltanto immaginare le condizioni economiche in cui si trova oggi il sistema produttivo, ex medaglia di bronzo di quel periodo, ma sicuramente ex medaglia d'oro per quel che riguardava l'export italiano nel mondo.

Crisi imprevedibile 30 anni fa: nemmeno un mago... (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)I protagonisti di allora, quelli che dialogando o lottando con la controparte industriale, riuscirono alla fine a contenere fenomeni recessivi di grande portata che coinvolgevano concia, oreficeria, ceramica e in testa su tutti il tessile, dicono oggi che con tutta la capacità visionaria possibile nessuno avrebbe potuto allora minimamente immaginare quel che si stava preparando e che cosa sarebbe successo a fine anni 80 vale a dire dopo la caduta clamorosa dei blocchi militari contrapposti ed il sorgere conseguente di un nuovo e difficilmente controllabile equilibrio sia strategico che politico ed economico.

Teniamo ben presente, quando analizziamo la situazione economica del vicentino tra gli anni 60 e gli anni 90, che non è affatto un eufemismo parlare di profonde crisi di settore per di più sempre affiancate ad una situazione di successo sui mercati che pareva contraddirle mentre in realtà testimoniava soltanto e in modo completo di una vitalità inestinguibile da parte dell'imprenditoria vicentina.

Non era un semplice moro di dire quando si affermava che un intero settore di importanza strategica come il tessile rischiava la cancellazione dalle statistiche. I passi all'indietro di aziende con migliaia di dipendenti sia private che pubbliche o a partecipazione statale, vedi Marzotto da una parte, Lanerossi e Cotorossi dall'altra, erano risultati evidenti già verso la fine degli anni 60 quando la grande crisi tumultuosa del 68 aveva messo entrambe le parti del possibile contratto ad una realtà assolutamente nuova. L'incendio dei Magazzini della lana di Valdagno e l'abbattimento del monumento a Gaetano Marzotto qualcosa volevano dire anche se il messaggio non era ancora così chiaro come si sarebbe potuto interpretare.

Una crisi di migliaia di posti di lavoro che andavano in fumo, di fabbriche che con varie formule riducevano l'attività quasi a zero per poi chiudere definitivamente, e dunque un intero comparto che perdeva ogni carattere di strategicità.

Assieme al tessile e laniero, il manifatturiero in genere minacciava flessioni altrettanto forti in altri settori tradizionalmente forti come la concia o la ceramica, oppure come la produzione orafa, pure in grave rallentamento. Accadde però che il sistema nella sua generalità riuscì a resistere ed anzi a progredire lungo altri filoni produttivi grazie alla capacità di esportazione delle aziende. Dopo di che però la crisi non ha più avuto limiti o sbocchi e gli anni 2000 hanno coinciso con l'apertura di una parentesi senza precedenti.

Chiaro che l'argomento meritava il massimo approfondimento. Per questo ne abbiamo parlato con BRUNO OBOE che era nella CISL come segretario tessile poi segretario confederale provinciale e regionale e infine come componente del direttivo nazionale, assieme a Oboe c'era al nostro tavolo EGIDIO PASETTO allora nella CGIL come segretario a tutti i livelli di federazione e poi provinciale e regionale confederale (oggi Pasetto è un esperto di management aziendale e di consulenza per le materie economiche e produttive), ed infine completava il quadro dei sindacati di allora PIETRO BARTOLOMEI oggi ancora impegnato con la UIL dopo essere subentrato al massimo della carica provinciale dopo le segreterie di Pirani e Corna.

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