NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Con o senza Palladio Vicenza si fa del male...

Il vero e proprio disastro mediatico e di immagine in occasione della tappa del Giro d'Italia che ha ignorato centro storico e Rotonda rimediando poi con una pezza peggiore dello strappo impone una riflessione seria: anche in presenza di una organizzazione perfetta da parte vicentina è la città che sembra mancare ancora una volta all'appello

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Con o senza Palladio Vicenza si fa del male...

(g. ar.)- Ci risiamo con le occasioni perdute. Alla fine degli anni Cinquanta Marino Marini tentò di regalare uno dei suoi cavalli diventati poi famosissimi alla città di Vicenza. Il consiglio comunale di allora alla fine rispose no grazie e anzi ci fu un vero e proprio profeta dei valori dell'arte che dopo aver definito il cavallo una specie di pinocchietto, invitò i colleghi a respingere con perdite le offerte di uno degli artisti più famosi del mondo (oggi il pinocchietto è da allora nella collezione del museo Rockefeller di New York, tanto per capirci).

E diciamo che molto probabilmente ci risiamo, con varie aggravanti, perché a darci questa pesante impressione è il recentissimo passaggio a Vicenza del Giro d'Italia: ha suscitato alla vigilia moltissime speranze di una ottima immagine e di un ritorno anche pubblicitario per gli sponsor che hanno affiancato l'organizzazione di Vicenza Sport oltre che di una vera e propria promozione turistica verso il mondo, in oltre 130 paesi visto che le emittenti presenti coinvolgevano tantissime piazze di interesse globale, appunto.

Il problema invece è che a cose avvenute, registrando peraltro la davvero perfetta riuscita della parte organizzativo/sportiva dell'evento che a Vicenza mancava dalla bellezza di 23 anni quanto ad un traguardo di tappa, bisogna dire che le considerazioni non sono altrettanto lusinghiere appunto sotto il profilo dell'immagine.

Con o senza Palladio Vicenza si fa del male... (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)È accaduto come tutti abbiamo potuto vedere che la ripresa televisiva molto attenta ovviamente alla corsa si è letteralmente dimenticata di testimoniare con le immagini molto del territorio che vi era coinvolto. Centro storico e Rotonda, ad esempio, sono rimasti nel cassetto e per il passaggio della successiva domenica, quasi a completare lo sberleffo ma evidentemente per rimediare alle manchevolezze del mercoledì il telecronista ha trasformato in Rotonda la Villa Piovene mettendoci una pezza che è risultata peggiore dello strappo.

Domanda: colpa di superficialità e pressapochismo oppure è questa città che continua a farsi del male, Palladio o no, non proponendo di se' una immagine più determinata ed adeguata al valore artistico e storico del suo patrimonio?

Il timore è che una volta di più sia proprio l'autolesionismo cronico e permanentemente messo alla prova da questa città nei confronti di se stessa ci dia oggi questo nuovo responso negativo avendo trasformato perlomeno sul piano promozionale un eccezionale e forse irripetibile evento pubblicitario per il territorio provinciale in un disastro in piena regola.

Se ci vengono queste considerazioni è perché Vicenza le sue occasioni perdute le ha infilate una ad una come perle lungo un filo che peraltro credevamo annodato e giunto al capolinea. Non è evidentemente così. D'altra parte se ai tempi della dozzina di parlamentari di peso che la rappresentavano Vicenza è riuscita a non completare un'autostrada strategicamente vitale come la Valdastico e non ha saputo poi minimamente sfruttare l’opportunità di infrastrutture e nuove opere in occasione dei mondiali del 90, ci si chiede che cosa potrebbe mai permettersi oggi che di rappresentanti in Parlamento non ne ha più e sicuramente non ne ha di quel livello, quando c'erano ministri sottosegretari e almeno un presidente del consiglio, cioè Mariano Rumor. Del resto il limbo delle cose desiderate ma mai realizzate arriva fino ai giorni nostri con una circonvallazione sud realizzata dopo anni di attesa, un teatro che di anni ne ha aspettati più di sessanta e tutta una serie di spunti che davvero non vanno d'accordo con la capacità di una città di gestire i propri problemi per risolverli nel modo più moderno e razionale.

In Piazza parla di questo tema con Vladimiro Riva di VicenzaE', Moreno Nicoletti organizzatore del Giro a Vicenza, Claudio Pasqualin avvocato, opinionista e procuratore sportivo, con Walter Stefani storico di Vicenza e con lo scrittore Marco Cavalli.



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