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(g. ar.)- Era il 1974 quando l'autostrada della Valdastico nacque nei progetti che la volevano soluzione perfino scontata al problema del collegamento di Vicenza a Trento, aprendo quella strada di veloce e agevole dialogo quindi che le due parti ai piedi del monte parevano aspettarsi già da molti anni prima: la Valdastico doveva infatti ricucire una ferita antica, vale a dire quella separazione tra altopiani vicentini e altopiani di Trento e Rovereto che nemmeno due guerre sanguinose erano state in grado di rimarginare.
Quello stesso 1974 tuttavia doveva segnare un importante punto di svolta per tutto il progetto che fu subito contrastato e contestato dai partiti di opposizione alla DC e che accusarono i suoi leader di allora, Flaminio Piccoli, Mariano Rumor e Antonio Bisaglia, di voler forzare la mano ad una strategia di realizzazioni pubbliche di cui non c'era bisogno. Fatto sta che la neoribattezzata PiRuBi riuscì ad arrivare da Vicenza a Piovene Rocchette e non andò mai più oltre.
Il primo segnale nuovo, si è avuto negli ultimissimo mesi, prima con l'apertura del casello di Longare, ora con quello di Agugliaro, tenendo conto che verso sud mancano ora i chilometri che dovranno collegare alla Padova/Bologna.
Da quella prima strategia di realizzazione degli anni 70 resta tuttavia ancora tagliata fuori la parte che riguarda il collegamento nord, a lungo dibattuto -se non trattato a fondo, anche politicamente- con la Provincia di Trento- ma che pare francamente lontanissimo da una vera ipotesi di realizzabilità.
Intanto però c'è questo nuovo corridoio verso sud: più o meno quarant'anni dopo l'autostrada della Valdastico è arrivata ad Agugliaro, alle porte di Noventa e ora l'idea più diffusa, ma tutta da verificare, è che sia questione di un altro paio di anni al massimo il completamento del collegamento con la Padova-Bologna.
Questo è per vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma sul versante del bicchiere mezzo vuoto ci sono appunto quei quattro decenni trascorsi quasi completamente nel vuoto di cantieri sperati e mai aperti, come dire due generazioni abbondanti prima di arrivare al risultato di oggi.
Ora Vicenza si collega dopo Longare anche ad Agugliaro e finalmente succede che da Thiene e Schio si possa arrivare a Noventa in una mezz'ora, senza più il "Muro" della Riviera Berica.
Dall'Alto Vicentino, che aspetta anche la Pedemontana come un'altra via utile per svincolarsi dal sistema ottocentesco delle strade provinciali vicentine, una vera trappola, ora ci si può muovere molto più velocemente e tutti gli intoppi di una città da attraversare e di una strada da affrontare come una specie di Calvario, la Riviera Berica, non rimarranno che brutti ricordi.
Se parliamo di sistema generale della viabilità le risposte le abbiamo sotto gli occhi direttamente, non c'è bisogno di narratori o di spiegazioni particolari: basta partire da Bassano,k Schio, Thiene o Valdagno per rendersi conto quali siano gli ostacoli reali.
L'autostrada che arriva ad Agugliaro dà una risposta diretta che potremmo considerare perfino elementare. In realtà, anche se risolve molto, non è affatto semplice. Come il suo stesso cammino che nel corso degli anni ha ricevuto la benevola attenzione di oppositori di tutti i generi, età e opinione civil-politica: ad un certo punto è intervenuto perfino l'erede al trono britannico, Carlo, che in mancanza di altre preoccupazioni ha spezzato lance pro Villa Saraceno e naturalmente contro l'autostrada.
In Piazza ha invitato a parlarne GIOVANNI FONTANA sindaco di Longare, ROBERTO ANDRIOLO sindaco di Agugliaro, MARIANO MIOLA, presidente del Mandamento Confartigianato di Noventa e FEDERICO GINATO deputato PD di Poiana M.