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Ci sentiamo di sottolineare questo ritardo di 40 sulla tabella di marcia che costituisce forse il vero fatto di cronaca, ancor di più se possibile dell'apertura di un pure indispensabile tratto della nuova autostrada. Partiamo con l'intervista registrata di Federico Ginato, 40 anni scarsi di età, testimone... a rovescio della vicenda Valdastico
FEDERICO GINATO- Sono nato nel 1974 ma so che questa area della provincia ha sempre avuto la necessità di raccordarsi non solo con la provincia di Vicenza ma anche con quelle di Rovigo Padova e quindi di Bologna che saranno tutte assieme una occasione di sviluppo per le nostre aziende. Ho imparato a sapere di che cosa parliamo. Finora occorreva moltissimo per arrivare a Noventa da Schio e Thiene, ora invece ci vogliono 35 minuti sì e no. Il problema è che questa struttura risolve tutto pur avendola aspettata per tanto tempo. Torna al centro della provincia un'area che ne è sempre stata al margine, da sempre più abituata a parlare con Verona Rovigo e Padova prima ancora che con Vicenza. I ritardi si pagano, evidentemente, ma per fortuna ora vengono avanti altre opere per completare tutto il progetto nel suo assieme. Una previsione? Posso anche farla: secondo me nel giro di un anno andremo alla conclusione anche se abbiamo avuto molti problemi con le forti piogge della primavera che hanno provocato rallentamenti prima di questa inaugurazione fino ad Alonte. Non ci deve essere invece nessun ulteriore intoppo nella parte finale dei lavori, questo è il minimo immaginabile a questo punto.
ROBERTO ANDRIOLO- Il casello di Agugliaro è all'incrocio tra le direttici di Gambella/Montebello, il padovano e le provincie di Verona e Rovigo. Il grande errore è non aver fatto questa strada quasi mezzo secolo fa, sia pure magari con gli errori che poi abbiamo visto anche più recentemente nelle opere dell'alto vicentino, ma dando comunque ricchezza ad una zona come la nostra che da sempre è stata famosa per essere ritenuta al margine, una zona depressa, perfino qualificata come tale dai progetti economici che riguardavano la provincia. La dimostrazione più forte del resto l'abbiamo avuta più di dieci anni fa: l'autostrada andava fatta, come ci ha dimostrato la conferenza dei 25 sindaci che all'unanimità hanno fatto tutto e detto tutto, con molti consigli comunali quasi del tutto unanimi comprese quindi le opposizioni, molte amministrazioni provinciali favorevoli e poi la società autostrada che ha fatto quel che doveva. Il nostro referendum con tutti contro ha poi provveduto al resto, con gli artigiani in appoggio, e quel referendum ha fatto vincere col 75% il sì all'autostrada. Hanno vinto insomma non quelli che gridavano di più ma quelli che erano sul fronte della ragionevolezza. Abbiamo raccolto questo risultato con il favore di tutti gli amministratori anche indipendentemente dalle posizioni politiche, compresa la Regione che ci ha dato una mano.
GAETANO FONTANA- Quindici anni fa circa ero in Regione, quando il primo progetto della Valdastico si trasformò in qualcosa di diverso: il progetto oltre Piovene diceva di andare a Trento, ma in quel momento visto che i trentini rimandavano tutto al mittente ed il mittente eravamo noi pensammo che forse era il caso di riprendere il ragionamento intanto dalla parte sud perché altrimenti avremmo aspettato altri anni. Oggi sul fronte nord siamo ancora fermi mentre come si vede in questo caso verso sud siamo andati avanti fino ad arrivare ad Alonte: è stato insomma fatto quel che non era inserito prioritariamente nel piano originario perché lì si parlava prima dell'area alto vicentino come area da servire subito come necessità per il forte quadro produttivo che ancora oggi presenta. Abbiamo cambiato priorità e abbiamo fatto bene; oggi vediamo che la missione è riuscita anche perché tutti d'accordo siamo andati alla conferenza dei servizi a Roma ed abbiamo spiegato con l'unanimità che cosa pensavamo. L'anno prossimo si dovrebbe arrivare fino a Badia Polesine ed io ci credo. Quel punto di arrivo vorrà anche dire andare sulla Transpolesana ed avvicinarci così molto di più al nodo di Bologna. Più o meno un lavoro compiuto.