NR. 08 anno XXIX DEL 27 LUGLIO 2024
la domenica di vicenza
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L'autostrada appena nata che ha già... 40 anni

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L'autostrada appena nata che ha già... 40 anni

Gli imprenditori che cosa dicono del danno economico provocato da tutto questo ritardo, considerato che le iniziative imprenditoriali nuove e anche importanti sono scese verso il basso vicentino dalla parte di Lonigo e non di Noventa, ad esempio il caso di Alonte...

MARIANO_MIOLA (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)MARIANO MIOLA- Non è quantificabile il danno, non se ne va fuori. La nostra area non era solo indietro come sviluppo, era anche depressa e classificata come area depressa. Sono arrivate alcune aziende con la speranza che si sviluppasse il territorio con nuove infrastrutture ma dopo quel 2001 del referendum è successo qualcosa di serio soltanto due anni fa con il completamento del primo tratto fino a Longare ed oggi con l'altro pezzo che ci porta alle porte di Agugliaro. Un danno del tutto non quantificabile non esserci arrivati prima. Pensi che nel 71 c'erano amministratori di Barbarano che pensavano al futuro del territorio in rapporto alla viabilità: bisogna arrivare al referendum del 2001 cioè dopo 30 anni, per vedere realizzato qualcosa di concreto perdendo quindi la bellezza di tre decenni di crescita possibile. Oggi diciamo che senza toccare il territorio bisogna cominciare a dare alle categorie produttive quello che si aspettano altrimenti continueranno le delocalizzazioni e i trasferimenti. Le industrie hanno la possibilità di farlo, gli artigiani no, sono piccoli e hanno il territorio come unico riferimento, il che vale anche per il commercio e il turismo: delle 90mila partite Iva di Vicenza la gran parte sono piccole imprese. Ora abbiamo questo lavoro immane che è stato compiuto ed è utile, magari ci si è arrivati con spese del tutto superflue come nel caso di quel che si poteva fare per evitare sbancamenti e costi diventati stratosferici rispetto ai preventivi per un malinteso rispetto del territorio. Comunque sia, per tornare all'inizio del discorso, un danno impossibile da calcolare quello di aver aspettato tanto tempo.

Ma ritorniamo invece alla realtà di oggi: chi per tanto tempo ha sofferto la Riviera Berica ed i suoi ritmi micidiali per chi lavora, crediamo che oggi non abbia più problemi ad aspettare questi chilometri ancora da fare.

ROBERTO ANDRIOLO- C'è ancora in effetti una complessità di lavori come la galleria sotto il casello, la trincea, i sottopassi eccetera, che hanno determinato tra l'altro il blocco dei lavori in primavera quando ha piovuto in abbondanza. Ora però ci stiamo preparando riposizionandoci su quello che avremo prevedibilmente nel 2020. Agugliaro è una vera cerniera tra Berici ed Euganei e può essere polo per tutti i Comuni e le loro iniziative su ogni terreno pensabile ma parlo sopratutto di immagine, di comunicazione, di turismo. I Comuni dell'Ipa, il vecchio patto territoriale, stanno lavorando per un futuro intelligente che richiami qui visitatori fino ad oggi inesistenti. Guardiamo che cosa ci sta dando la pista ciclabile da Vicenza a Noventa: provocherà indirettamente conseguenze anche sulla nuova autostrada perché favorirà nuove visite, nuovo turismo. Il nostro territorio è bellissimo ed oltre tutto salvato integralmente o quasi, il che può avere un richiamo fortissimo. La volontà di fare c'è.

Qualcosa lo ha fatto anche il Giro d'Italia alla fine di maggio, uno sguardo in più sui Colli che forse non c'era stato mai prima di ora...

gaetano_fontanai (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)GAETANO FONTANA- Anche. Debbo dire che Longare vive ora una stagione straordinaria dal punto di vista viabilistico: il casello ha tolto il traffico pesante dalla Riviera, il traffico che prima era tutto lì, poi è stata fatta la nuova rotatoria che ci ha dato il resto nel senso che chi passa da quelle parti non ha più bisogno di toccare il centro del paese che ora è stato svuotato praticamente in totale dai 22mila passaggi al giorno che ci opprimevano: fuori dal barbiere c'era un muro di camion da affrontare, un muro che ora non c'è più. Avevamo paura che il nodo si potesse spostare a Costozza invece no, non si tocca più nemmeno quel centro perché si devia prima per l'autostrada. Qualche problema ci resta dal punto di vista del completamento dell'arredo urbano perché senza soldi non si fa niente e ancora meno lo si fa presto. Il tutto però porterà sviluppo anche se sappiamo bene che siamo in mezzo a una crisi che sembra non finire più. Negli anni 80 le prospettive sarebbero state ben diverse, enormi, oggi invece siamo costretti ad aspettare e sperare. Ha ragione Miola: non si quantifica il danno procurato all'economia esistente e potenziale del basso Vicentino. Magari se non si facessero leggi autolesioniste come quelle di non costruire più autostrade le cose sarebbero migliori da molti anni a questa parte. Dopo quel blocco il primo tratto autostradale pubblico inaugurato è proprio questo doppio tratto della Valdastico sud e parlo di tutta Italia.



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